Martedì, 18 maggio

Oro, argento, platino e palladio: metalli preziosi tra transizione energetica e inflazione

Il faro che guida la navigazione del dopo-pandemia sembra essere quello della transizione energetica. Lo vediamo nella distribuzione del Recovery Fund in Italia e nei paesi dell’UE, lo vediamo nelle dichiarazioni d’intenti degli Stati Uniti, lo vediamo nel rinnovato impegno, non del tutto verde e disinteressato, della Cina per raggiungere le Zero Emissioni entro il 2050. 

In questo cambiamento epocale i metalli preziosi sono protagonisti indiscussi. Gli esperti hanno previsto che i prezzi dell'oro cresceranno nel 2021 di più del 4%, sostenuti dai bassi tassi di interesse e dall’inflazione; l’argento potrebbe toccare il +10% per l’utilizzo nei pannelli fotovoltaici e nelle batterie delle auto elettriche; +4% anche per il platino per le auto a idrogeno; il palladio sta attraversando un momento di rialzo epocale e ha superato i 3000$/oz.

Secondo il London Bullion Metal Association (LBMA), che rappresenta il mercato dei metalli preziosi del Regno Unito e punto di riferimento a livello internazionale, per i metalli preziosi ci sono margini di crescita ancora maggiori:

·        prezzo dell’oro nel 2021: 1.973,8 USD (+11,5%);

·        prezzo dell’argento nel 2021: 28,5 USD (+38,7%);

·        prezzo del platino nel 2021: 1.131,5 (+28,2%);

·        prezzo del palladio nel 2021: 2.439,1 (+11,2%).

Perché i metalli preziosi saranno sempre più preziosi

Abbiamo preso coscienza della realtà dei fatti: il cambiamento climatico non è più una teoria, è un fatto. Ciò che resta da fare è contrastare il peggiorare della situazione, iniziare a consumare meno e migliorare l’efficienza energetica.

Entro 10 anni la metà dell’elettricità dovrà provenire da fonti rinnovabili. Entro il 2050 dovremo aumentare la quantità di energia proveniente da fonti rinnovabili utilizzata nel consumo di energia primaria fino a 13 volte. 

Secondo la Banca mondiale questa transizione energetica richiederà più di 3 miliardi di tonnellate di metalli, tra cui i metalli preziosi, sempre più utilizzati nelle nuove tecnologie. 30 paesi hanno annunciato un ‘piano idrogeno’ e molte case automobilistiche, tra cui le pioniere Hyundai e Toyota, si stanno muovendo in quella direzione e stanno aumentando le vendite di veicoli elettrici a celle a combustibile.


Approfondimento
H come idrogeno, il futuro della green economy e dei metalli preziosi

ORO: In un contesto in cui le Banche centrali stanno iniettando liquidità nel sistema, il dollaro americano si sta indebolendo velocemente e si ravvisano crescenti rischi di inflazione, si prevede che i tassi di interesse reali, ovvero i nominali corretti per l'inflazione, rimangano negativi. Tenendo poi conto che il trend del lingotto è inversamente proporzionale a quello dei tassi, i prezzi dell'oro dovrebbero salire automaticamente.

ARGENTO: Le previsioni non lasciano spazio al pessimismo. L’argento può solo crescere e recuperare anche nel rapporto oro/argento, quindi crescere in percentuale ancora di più del metallo giallo. La domanda industriale non può che aumentare con la transizione energetica. I pannelli solari da soli rappresentano il 12% della domanda, le batterie dei veicoli elettrici il 5%, ma in forte crescita.

PLATINO: Il metallo bianco potrebbe incontrare un altro anno di deficit di offerta. Lo standard ‘China 6’ nei veicoli pesanti a diesel potrebbe aumentare la richiesta di platino di 3 volte. Francia e Germania puntano a investire rispettivamente 7 e 9 miliardi di euro nel settore dell’idrogeno entro il 2030, mentre la Cina ha messo l'idrogeno al centro della sua personale transizione energetica.

PALLADIO: In costante deficit di offerta da quasi 10 anni, il palladio ha visto aumentare le quotazioni di 1/3 e la ripresa del settore automobilistico potrebbe dare un’ulteriore spinta. È anche vero che l’alto costo del metallo potrebbe portare allo sviluppo di soluzioni alternative e in alcuni casi più efficienti che sostituiscano il palladio.  

Un investitore accorto quando e quanto dovrebbe investire in metalli preziosi?

Non è forse questo il momento di abbandonare i beni rifugio per lanciarsi nella mischia dei mercati azionari che, pare, godono di ottima salute? Sì… e no. Sì, i mercati azionari godono di ottima salute ed è un ottimo momento per investire sulla ripresa economica. No, non è mai il momento di abbandonare i beni rifugio, meno che meno quando parliamo di oro fisico. Non è un caso che l’oro fisico sia da sempre un bene di cui fare incetta nei momenti di difficoltà.

C’è un errore che spesso si compie quando si investe: si inizia ad acquistare quando un bene o un’azione salgono e si disinveste quando scendono. Secondo questa logica si dovrebbe ad esempio abbandonare l’oro fisico ora che langue sotto i 50€/grammo, perché i mercati azionari fanno faville.

In realtà con i metalli preziosi, e con l’oro fisico in particolare, questo ragionamento perde di senso. Sebbene sia sempre il momento di acquistare oro, questo momento è ancora più propizio perché l’oro ha una quotazione relativamente bassa, con ottime prospettive di crescita, sebbene non si siano ancora palesate.

Acquistare grammi d’oro fisico o lingotti permette di acquistare un bene che non varrà mai zero, di tua esclusiva proprietà, un bene fisico facilmente trasportabile e vendibile in qualunque momento, liquidità che non perde il suo potere d’acquisto a differenza del denaro.


Approfondimento
Inflazione: cos'è e come proteggersi con l'oro fisico

Cosa significa? Che questo è anche il momento propizio per acquistare oro, prima che riparta al rialzo. Che una parte del proprio patrimonio andrebbe sempre tutelata con forme di investimento in beni rifugio come l’oro.

Come acquistare oro fisico e metalli preziosi?

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