La Moneta del mese: 50 Pesos Messico
Acquista ora su Orovilla la moneta messicana da 50 pesos
La moneta di questo mese, 50 pesos del Messico, è una moneta storica con un elevato significato storico e artistico. Pur essendo stata coniata in un’elevata quantità non sempre è disponibile; pertanto, qualora la si voglia acquistare occorre essere pronti oppure prenotare in anticipo un’intenzione di acquisto (si veda in fondo all’articolo).
La moneta
Meglio conosciuta come Centenario, in quanto simbolo dell’orgoglio nazionale messicano. Coniata tra il 1921 e il 1947, possiede un contenuto di oro puro di 37,5 grammi, su un peso totale di 41,67 grammi, e un diametro di 37 mm. Per lungo tempo è stata la moneta d'oro più grande e pura in circolazione.
Il 50 pesos messicano celebra il centenario dell’indipendenza raggiunta nel 1821 e la sua realizzazione fu affidata ad artisti di rilievo della Zecca Messicana, la Casa de Moneda de México.
Emilio del Moral fu il principale artefice del design. Il suo obiettivo era fondere l'estetica neoclassica con i simboli identitari del Messico. L'effigie principale si ispira alla statua dell'Angelo dell'Indipendenza che svetta a Città del Messico e fu inaugurata nel 1910.
Il Contesto Storico originario
Il percorso che portò il Messico all'indipendenza dalla Spagna nel 1821 fu un processo lungo e sanguinoso, durato ben 11 anni dal 1810 al 1821. Non fu una rivoluzione lineare, ma un conflitto che cambiò pelle radicalmente nel corso del tempo.
Tutto ebbe inizio nella notte tra il 15 e il 16 settembre 1810. Un sacerdote cattolico, Miguel Hidalgo y Costilla, suonò le campane della sua chiesa nella città di Dolores, incitando il popolo, composto principalmente da indigeni e meticci, a ribellarsi contro il cattivo governo spagnolo.
Questo evento, noto come Grito de Dolores, diede il via a una rivolta popolare massiccia ma disorganizzata. Hidalgo e il suo successore, il sacerdote José María Morelos, chiedevano non solo l'indipendenza, ma anche riforme sociali radicali fra cui l'abolizione della schiavitù. Entrambi vennero catturati e giustiziati dalle truppe realiste, legate alla corona spagnola, e la ribellione si ridusse a una guerriglia frammentata sulle montagne.
Per quasi un decennio, l'élite benestante messicana rappresentata dai creoli, i bianchi nati in America, aveva sostenuto la Spagna per paura che una rivolta popolare distruggesse i loro privilegi. Tuttavia, nel 1820 in Spagna ci fu una rivoluzione liberale che costrinse il re Ferdinando VII a ripristinare la Costituzione di Cadice, di stampo fortemente progressista.
Questo spaventò la classe dirigente e il clero messicano: temevano che il nuovo governo liberale spagnolo avrebbe tolto loro i poteri, le ricchezze e i privilegi. Paradossalmente, chi prima difendeva la Spagna, ora voleva l'indipendenza per conservare lo status quo.
A questo punto entrò in scena Agustín de Iturbide, un carismatico ufficiale dell'esercito realista spagnolo. Invece di combattere l'ultimo grande leader della guerriglia ribelle, Vicente Guerrero, Iturbide decise di allearsi con lui.
I due leader, un tempo nemici giurati, unirono le forze e nel febbraio del 1821 proclamarono il Piano di Iguala, o Piano delle Tre Garanzie, che si basava su tre pilastri per unire tutti i messicani:
-
L'indipendenza del Messico come monarchia costituzionale.
-
Il cattolicesimo come unica religione di Stato.
-
L'uguaglianza assoluta tra creoli e spagnoli.
L'unione dei loro eserciti diede vita all'Esercito delle Tre Garanzie, Ejército Trigarante, che ottenne rapidamente il controllo del Paese quasi senza spargimento di sangue, poiché le truppe spagnole rimaste decisero di non combattere.
Nell'agosto del 1821, l'ultimo viceré inviato dalla Spagna, Juan O'Donojú, si rese conto che la situazione era irrecuperabile e firmò con Iturbide il Trattato di Córdoba, riconoscendo di fatto l'indipendenza.
Il 27 settembre 1821, l'Esercito delle Tre Garanzie entrò trionfalmente a Città del Messico: nacque così ufficialmente il Primo Impero Messicano, con Iturbide che ne divenne brevemente l'imperatore, esattamente cento anni prima della coniazione della moneta da 50 Pesos che avrebbe celebrato questo momento.
Il momento della coniazione (1921)
La decisione di celebrare il Centenario dell’Indipendenza attraverso la coniazione di una moneta rappresentativa si inserisce in un altro momento storico del Messico. Il 1921 diventa così l'anno zero della sua rinascita, reduce da uno dei conflitti più sanguinosi della storia moderna.
Il Messico del 1921 stava faticosamente uscendo dalla Rivoluzione Messicana, una devastante guerra civile durata dieci anni dal 1910 al 1920 che aveva causato oltre un milione di morti, l'esilio del dittatore Porfirio Díaz e la scomparsa di leader leggendari come Emiliano Zapata e Pancho Villa.
La guerra aveva lasciato il Paese con infrastrutture distrutte, un'economia in ginocchio e profonde divisioni sociali. Il 1921 fu, di fatto, il primo vero anno di relativa pace e stabilità sotto la presidenza di Álvaro Obregón, l'uomo forte che riuscì a pacificare le varie fazioni rivoluzionarie.
Il governo di Obregón aveva un disperato bisogno di legittimazione, sia interna che internazionale.
All'interno: c'era la necessità di creare un'identità nazionale forte e condivisa. Il governo inaugurò una massiccia campagna culturale. Il Centenario d'oro si inseriva perfettamente in questa propaganda: una moneta bellissima che ricordava ai messicani la loro gloriosa indipendenza del 1821, oscurando le recenti ferite della guerra civile.
All'esterno: il Messico doveva dimostrare ai mercati internazionali, in particolar modo agli Stati Uniti di non essere più una terra di banditi in preda al caos, ma una Repubblica solida, sovrana e, soprattutto, ricca.
Da qui il particolare significato dato dall’oro come metallo di coniazione, visto che durante la Rivoluzione la moneta cartacea emessa dalle varie fazioni militari aveva perso ogni valore a causa di un'inflazione iperbolica. La popolazione non si fidava più delle banconote e pretendeva di essere pagata solo in monete metalliche.
Il 1921, costituì l’anno della vera svolta e l'economia messicana iniziò a riprendersi rapidamente grazie a un boom straordinario grazie anche all'estrazione del petrolio. Il Messico divenne il secondo produttore mondiale di greggio, il che permise di acquistare grandi quantità d'oro per coniare il Centenario.
Il fronte: la Vittoria Alata
Il lato principale della moneta è dominato dalla figura della Vittoria Alata che spesso viene confusa con un angelo.
La dea è raffigurata in movimento, mentre avanza con grazia, nella mano destra tiene una corona d'alloro, simbolo di vittoria; invece, nella sinistra stringe delle catene spezzate, simbolo della libertà dal giogo spagnolo.
Sullo sfondo, si stagliano le sagome dei due celebri vulcani messicani, il Popocatépetl e l'Iztaccíhuatl, che ancorano la figura divina al paesaggio reale della nazione.
A sinistra troviamo l'anno dell'indipendenza, 1821, e a destra l'anno di coniazione.
Il retro: l'Identità Nazionale
Il retro presenta lo stemma nazionale messicano, ma in una versione storica.
Un'aquila reale appollaiata su un cactus mentre divora un serpente.
L'aquila rappresenta il sole, il cielo, la luce e l'elemento maschile. Nella cosmologia azteca era il simbolo dei guerrieri più valorosi. Il serpente rappresenta la terra, l'aldilà, la notte e l'elemento femminile. Il cactus con i suoi frutti rossi che, per la loro forma e colore, simboleggiavano i cuori umani offerti in sacrificio agli dèi per mantenere vivo il sole.
Il contrasto tra l'aquila e il serpente non è solo una lotta, ma rappresenta l'equilibrio del cosmo tra il cielo e la terra.
Inoltre, questo simbolo affonda le radici nella mitologia azteca e nella fondazione di Tenochtitlán.
Secondo la leggenda, nel XIV secolo il popolo Mexica era una tribù nomade alla ricerca di una terra in cui stabilirsi. Il loro dio della guerra e del sole, Huitzilopochtli, diede loro una profezia precisa: avrebbero dovuto camminare finché non avessero visto un'aquila reale appollaiata su un cactus nato da una roccia, intenta a divorare un serpente. Quello sarebbe stato il segno divino del luogo in cui fondare la loro nuova e gloriosa patria.
Dopo decenni di peregrinazioni, nel 1325, i Mexica giunsero presso la valle del Messico, un'area dominata da un grande sistema di laghi. Lì, su un piccolo isolotto paludoso nel mezzo del Lago di Texcoco, videro la scena esatta predetta dal dio: l'aquila sul cactus con il serpente tra gli artigli.
Nonostante il luogo fosse apparentemente inospitale e difficile da edificare, i Mexica obbedirono al segno divino e vi fondarono la città di Tenochtitlán che divenne in pochissimo tempo una delle città più grandi, ricche e spettacolari del mondo antico, prima di essere conquistata dagli spagnoli nel 1521.
A differenza dei Pesos moderni dove l'aquila è di profilo, sulle monete di questo periodo l'aquila appare spesso in una posa frontale che fornisce un’immagine più aggressiva, circondata dalla scritta "Estados Unidos Mexicanos".
I dettagli anticontraffazione
Essendo una moneta di grande valore, il Centenario presenta accorgimenti specifici per scoraggiare i falsari:
-
Il Bordo Incuso: a differenza di molte monete che hanno il bordo zigrinato, il 50 Pesos presenta un bordo liscio con l'iscrizione incisa (da qui il termine incusa) "INDEPENDENCIA Y LIBERTAD". Riprodurre correttamente questa incisione profonda senza deformare la moneta è estremamente difficile per i contraffattori.
-
La Purezza del Colore: La moneta è composta per il 90% da oro e per il 10% da rame. Questa lega conferisce alla moneta una sfumatura leggermente rossastra tipica e una durezza superiore all'oro puro, rendendo i dettagli dei vulcani e delle piume dell'aquila estremamente nitidi.
-
Dimensioni e Peso: Con un peso preciso di 41,6666 grammi, ogni minima variazione anche di un decimo di grammo è un segnale d'allarme immediato per i periti.
Le caratteristiche tecniche

Conclusioni
L’articolo di questo mese è un po’ più lungo proprio a significare l’importanza storica di questa moneta. Non siamo di fronte a una moneta rara, in quanto coniata dal 1921 al 1947 in un elevato numero di esemplari, inoltre la coniazione è continuata anche negli anni successivi mantenendo inciso l’anno 1947.
D’altro canto, gli anni 1921, 1931 e 1943 sono quelli più rari e quindi il loro prezzo potrebbe essere più elevato rispetto al contenuto di oro in quanto hanno un sovrapprezzo determinato dal valore numismatico.
Come accennato all’inizio dell’articolo, non sempre la moneta risulta disponibile e quindi può essere utile la sua prenotazione compilando il form nella pagina del sito OROvilla dedicata alla moneta CLICCANDO QUI
--
A cura di Maurizio Mazziero
