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Anno 2021: donne ancora al bivio tra risparmio e investimento

Lo sapevi che le donne nel 2018 detenevano il 40% della ricchezza globale? Una vera e propria rivoluzione finanziaria derivata dalle prospettive lavorative e familiari delle donne. Stando alla recente analisi Woman to woman della Credit Suisse, oggi le donne “lavorano e guadagnano di più” e, di conseguenza, “risparmiano di più” e godono di una “maggiore indipendenza finanziaria”. Ma non sono tutte rose e fiori. Vediamo qualche dato.

Donne e investimenti: l’età conta

Secondo l’analisi di Credit Suisse la propensione all’investimento o al risparmio delle donne cambia radicalmente a seconda della fascia d’età e si scontra con molti più ostacoli rispetto alle prospettive maschili.

  • Tra i 20 e i 30 anni le donne stanno completando gli studi o sono agli inizi della loro carriera lavorativa e difficilmente hanno un reddito fisso. “Le caratteristiche distintive di questa fase sono un basso tasso di risparmio combinato a un’attività di investimento minima”. Eppure è proprio in questo momento, come abbiamo visto in un nostro precedente articolo, che dovrebbero approfittare per pianificare il futuro dal punto di vista finanziario,investire subito su se stesse in termini di finanze, istruzione, formazione, salute fisica e mentale, ed esperienze di vita, per poter poi godere dei benefici conseguenti per tutta la vita” continua la ricerca.
  • Tra i 30 e i 45 anni le donne iniziano a veder crescere il proprio reddito e a crescere lavorativamente. Le possibilità di risparmio aumentano e inizia la necessità di iniziare un percorso di investimento ben calibrato in un momento della vita in cui l’orizzonte di lungo periodo permetterebbe un maggior livello di rischio. La prospettiva di costruire una famiglia, di fare dei figli e di conseguenza di interrompere o sospendere la propria carriera è però un ulteriore ostacolo, che le fa virare verso il risparmio piuttosto che l’investimento. “Potrebbe diventare per loro importante focalizzarsi su investimenti che garantiscano rendimenti regolari," si legge nella ricerca "al fine di compensare un potenziale declino o un’interruzione dello stipendio per un periodo prolungato”.
  • Tra i 45 e i 60 anni le donne tenderebbero poi a registrare un reddito e un tasso di risparmio più elevati. In questa fase, “la combinazione di nuovi bisogni e obblighi finanziari” le renderebbe “investitrici più sofisticate”. “Potrebbero sviluppare interessi specifici, essere in grado di dedicare più tempo alle loro finanze o voler partecipare attivamente alle loro decisioni di investimento”, spiega l’istituto svizzero. In questa fase più consistenti attività di trading e speculative sono più frequenti.
  • Dopo i 60 anni, con l’allungamento delle prospettive di vita, subentra la necessità di sicurezza e durata dei risparmi. La tolleranza al rischio decresce e si tende a rivolgersi ad investimenti a basso rischio con un occhio attento alla sostenibilità.

 


Approfondimento
il risparmio è donna e sostenibile

 

Il rapporto tra donne e investimenti è estremamente legato alla propensione al rischio. Il rischio è una componente che nell’immaginario collettivo appartiene in linea di massima all’universo maschile. Le donne, al contrario, sono più riflessive, strategiche e ponderate.  Anche in ambito finanziario,  secondo diverse ricerche, compresa quella della Credit Suisse, si verifica la stessa dinamica.

Perché le donne risparmiano di più e investono meno?

Festa della donna tra risparmio e investimento

Le donne si muovono con maggiore prudenza, per tutta una serie di motivazioni, tra cui il timore di non possedere un reddito tale da farle sentire al “sicuro” ed economicamente indipendenti.

L’indipendenza economica delle donne non è, ahinoi, un problema superato nel nostro paese e non si tratta di un banale luogo comune.

Secondo un sondaggio condotto da Columbia Threadneedle Investments in cui sono stati intervistati 2000 italiani, di cui 1048 donne, esiste una sostanziale differenza di approccio all’investimento tra uomini e donne. Banalmente mentre 1 uomo su due investe, lo fa solo il 37% delle donne.

Il 67% delle intervistate ritiene più importante risparmiare per costruire il proprio futuro, prevale dunque la cautela, anche a fronte di notevoli rischi legati all’instabilità lavorativa e alla pressione familiare che ancora pesa per la gran parte sulle madri. Basti pensare che su 101mila posti di lavoro persi a causa della pandemia 99mila erano occupati da donne (fonte: Istat), per scelta loro o altrui!

Nel 67% dei casi in famiglia resta l’uomo nei panni di decisore in fatto di investimenti del patrimonio, la percentuale di donne che ha voce in capitolo si ferma invece al 46%. Se consideriamo che il 37% delle donne italiane non possiede un proprio conto corrente (fonte: studio di Episteme dal titolo “Le donne e la gestione famigliare”) i dati diventano davvero significativi.

D’altra parte, rispetto agli uomini, le donne italiane danno maggior peso alle preoccupazioni quotidiane legate alla sfera finanziaria.  Secondo la ricerca sono 3 i motivi principali che spiegano questo stato d’animo: 

  1. riuscire a garantirsi un’assistenza sanitaria in età avanzata (65%);
  2. fronteggiare gli obblighi economici a breve termine (60%); 
  3. riuscire a sostenere i costi dell’abitazione principale (59%).  

Le donne – fanno notare Rosciani e Rossi, autrici di “Matrimoni & patrimoni – Istruzioni per l’uso” – hanno bisogno di pianificare più degli uomini, perché vivono più a lungo. Secondo gli ultimi dati dell’Istat la speranza di vita è di 80,8 anni per gli uomini e 85,2 per le donne. Diventate anziane, le donne che non hanno fatto una pianificazione finanziaria a lungo termine rischiano di trovarsi con un triplo handicap: pensioni più modeste (ammesso e non concesso che abbiano maturato dei diritti in questo senso), scarsa dimestichezza con l’investimento finanziario e maggiore longevità. Purtroppo le donne, essendo molto schiacciate sul presente e molto impegnate nelle incombenze quotidiane, tendono a fare scelte familiari e finanziarie senza tenere conto che esiste anche il domani, come lasciare il lavoro al primo o secondo figlio. (…) Tra le categorie più a rischio si conferma quanto raccontavamo nel nostro libro: le donne più vulnerabili dal punto di vista finanziario sono secondo questa ricerca di Columbia Threadneedle Investments le divorziate/separate; le vedove e le casalinghe, un terzo delle quali dichiara di non detenere alcun risparmio né investimento; le donne sole o rimaste sole; e quelle che sul lavoro hanno deciso di fare un passo indietro, spesso per dedicarsi alla famiglia. Relativamente a questo nelle conferenze di presentazione del nostro libro è emersa soprattutto nelle donne più giovani l’aspirazione, una volta diventate mamme, a ridurre l’impegno sul lavoro per crescere il proprio figlio senza delegare a terzi la sua educazione”.

La strada è lunga ma inizia con il primo passo: il PAC in oro fisico

È vero: la strada da fare è ancora tanta. Ma resta un fatto che le donne oggi hanno un maggior potere finanziario e decisionale rispetto al passato (e ci mancherebbe!) e potrebbero fare la differenza. Forza donne! È ora di investire davvero!

E per ben compensare investimento e risparmio l’ideale è mettere al sicuro parte del proprio capitale e investire subito, a 20 o 50 anni in un Piano di Accumulo Capitale in oro fisico!

 


Approfondimento
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