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Il risparmio è donna! E sostenibile

Lo dicono numerose ricerche, lo confermano i dati dei consulenti. Se fino ad un secolo fa le donne erano subordinate all’autorizzazione maritale per la gestione del patrimonio familiare, è banale ribadire quanta strada è stata fatta, questo lo sappiamo bene tutti. Quello che invece è interessante, sebbene il mondo degli investimenti sia ancora un mondo prettamente maschile, è quanto gli investimenti fatti dalle donne abbiano una caratteristica molto particolare...

Le ricerche sulle donne e gli investimenti

Donne e finanza sostenibile” è il titolo dell’indagine frutto della collaborazione tra il Forum per la Finanza Sostenibile e Doxa, con il sostegno di Etica Sgr. AXA Investments Managers con GFK dal canto suo ha intervistato un campione di 1000 persone di entrambi i sessi. La ricerca condotta dal Museo del Risparmio di Torino studia “Le donne e la gestione del risparmio”. Sono solo alcune delle ricerche che hanno esplorato il mondo del risparmio al femminile, da cui emergono dati estremamente interessanti. Prendiamo in esame ad esempio la ricerca Doxa.

  • Partiamo dal fatto che quasi una donna su due (44%) assume decisioni autonomamente per quanto riguarda gli aspetti finanziari, sebbene abbia una maggior propensione a confrontarsi con gli altri componenti del nucleo familiare.
  • Le donne inoltre investono con uno sguardo più attento al risparmio per se stesse e per il futuro (il 35% rispetto al 28% degli uomini) con un orizzonte temporale di medio termine, con capitale immobilizzato per almeno 5 anni.
  • Le donne sono anche investitori prudenti e preferiscono investimenti a basso rischio (59%) anche se meno redditizi. La rischiosità è fondamentale nella scelta di investimento per il 65% delle intervistate (dato che scende al 53% negli uomini)
  • 6 donne su 10 si informa costantemente sui prodotti di risparmio attraverso un consulente (44%), la propria banca o assicurazione (il 48% delle donne rispetto al 37% degli uomini) e in misura molto inferiore informandosi su blog e siti web (il 26% delle donne a fronte del 40% degli uomini)
  • Una scelta ponderata passa attraverso un consulente esperto: per 1 donna su due la scelta ricade su un prodotto consigliato (rispetto al 39% degli uomini) e solo il 15% non ha un consulente che la segue.
  • Resta relativamente bassa, ma equiparata a quello degli uomini, la percentuale di coloro che hanno piena fiducia negli intermediari. Solo il 20% si fida in generale di banche e istituti finanziari.

Investimenti, sostenibilità e tematiche sociali

  • Le donne, ancora una volta, si dimostrano più sensibili a temi quali sostenibilità ambientale, economica e sociale. Per il 77% delle donne, contro il 69% degli uomini, la sostenibilità è un fattore importante nelle decisioni di investimento.
  • Il 76% delle donne dichiara che la presenza di programmi contro la disparità salariale, di opportunità e sicurezza e dedicati alla conciliazione lavoro/famiglia  influenza le scelte di investimento, a fronte del 57% degli uomini per i programmi contro la disparità salariale e del 63% degli uomini per i programmi dedicati alla conciliazione lavoro/famiglia.
  • La presenza di donne nei Consigli di Amministrazione e tra i vertici aziendali è considerata importante per il 66% delle donne, ben un terzo in più rispetto agli uomini.
  • La pubblicazione dei bilanci di sostenibilità da parte delle aziende investite è considerata rilevante per le scelte d’investimento del 68% degli uomini e del 75% delle donne.

Ciò che manca davvero è una cultura degli investimenti sostenibili, la conoscenza dei prodotti finanziari sostenibili ed etici. Basti pensare che, secondo l’Indagine 2018 sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo, tra chi non ha consapevolezza di tali prodotti o non ne ha mai sottoscritti, l’84% vi investirebbe parte dei propri risparmi se avesse le giuste informazioni da parte degli operatori e consulenti, a cui viene attribuita la responsabilità di un mancato acquisto di prodotti d’investimento sostenibili e responsabili.

L’86% dei risparmiatori intervistati considera importante (il 26% «molto importante») essere messo al corrente della sostenibilità ambientale e sociale dei propri investimenti, un bisogno trasversale tra uomini e donne, in cui si evidenzia una leggera preponderanza tra le donne (88% vs 83%).

Investire in oro etico oggi è una necessità, ma anche una mossa astuta

Prudenza, propensione agli investimenti di medio-lungo periodo, basso rischio dell’investimento, sostenibilità… il prodotto giusto per mettere al riparo i propri risparmi è decisamente investire in oro fisico ed etico.

 


Approfondimento
Cosa sono l’oro etico e la certificazione RJC

 

Orovilla dal 2012 è membro RJC per un oro sostenibile, in un’ottica di innovazione e rispetto per l'ambiente, per ottenere il massimo risultato con il minimo impatto.

RJC, Responsible Jewellery Council è un’organizzazione no profit certificata con più di 850 compagnie appartenenti che rispettano la filiera di produzione dei gioielli dalla miniera al dettaglio. I membri di RJC si impegnano a rispettare il Codice di Pratiche, un regolamento che affronta argomenti, quali i diritti umani, i diritti del lavoro, l’impatto ambientale, le pratiche minerarie, la comunicazione del prodotto e molti altri temi rilevanti nella catena di fornitura di gioielli e materie prime.

Tra percentuali e dati, il risparmio è sempre più… donna

Le donne sono le radici del mondo, custodi dei suoi ritmi e necessità prime della vita, le donne, forse, sanno prima e meglio, sentono più forte di cosa c’è bisogno nei momenti difficili, hanno quell’istinto innato, quel fiuto che a tratti le rende così acute e lungimiranti. Anche negli investimenti finanziari.

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ORONews rubrica economica di Orovilla