Venerdì, 14 gennaio

L’oro tornerà a crescere nel 2022? I dati che non ti aspetti

L’oro, materiale nobile per eccellenza, incorruttibile e prezioso, resta IL bene rifugio per eccellenza, sempre. Anche quando le sue quotazioni traballano o addirittura sono in discesa, comunque l’oro resta un porto sicuro. Perché? Perché ad esempio la rincorsa alle criptovalute non ha portato a trasformarle nell’alternativa d’investimento definitiva, ad essere l’oro digitale? Nonostante tutto nel momento del bisogno ciò che conta davvero è avere oro fisico nel tuo portafoglio d’investimento.

Vediamo dunque cos’è successo all’oro nel 2021 e perché nel 2022 resterà un asset fondamentale.

Cos’è successo all’oro nel 2021?

L’oro ha chiuso un 2021 faticoso, con la peggiore performance degli ultimi 6 anni. Dopo il tracollo del 2011 e un ribasso nel 2015 (superiore al 10%), dopo un 2020 a +25%, il 2021 ha visto un ribasso del 3,51%. Ma cosa sta succedendo? È un sintomo o solo una pausa?

Analizziamo alcuni dettagli:

  • L’oro non ha praticamente percepito il default di Evergrande o la potenzialità della violazione del tetto del debito USA, a differenza di altri asset.
  • La quotazione del 2021 è stata più bassa rispetto a quella dell’anno precedente, ma meno imponente. Questo momento ribassista, risoltosi nella sua fase acuta nella prima metà dell’anno, può quindi essere considerato un temporaneo momento di flessione, con una tendenza che continua, comunque, ad essere rialzista.
  • I risparmiatori hanno continuato ad acquistare oro con un buon ritmo, ma senza i picchi dell’anno precedente, spinti da sfiducia e paura, e questo ha mantenuto basso il suo prezzo. L’avvento dei vaccini, la ripresa dell'economia mondiale e gli incentivi economici hanno riportato l’attenzione sui beni tradizionali, ma l’oro è rimasto, ancora più di prima, un bene rifugio a cui rivolgersi.
  • le banche centrali di tutto il mondo, dai paesi in via di sviluppo ai più sviluppati, hanno aumentato le riserve d'oro a un livello record negli ultimi 31 anni, con una riserva accumulata complessiva di 36.000 tonnellate
  • La domanda globale di lingotti e monete ha raggiunto le 262 tonnellate nel terzo trimestre del 2021, con un aumento del 18% rispetto all'anno precedente; in Germania ha raggiunto il +35%. La corsa all’oro non è finita.
  • Nel 2021, l’incremento della domanda di gioielli dell'India e della Cina, sarà un sostegno importante per le quotazioni del 2022. La cifra della domanda globale di gioielli sarà vicina ai livelli pre-pandemici entro la fine di quest'anno

Tendenze per l’oro nel 2022. Buone nuove: l’oro resta un asset irrinunciabile

Dopo l’incredibile movimento rialzista di agosto 2020, l’oro ha iniziato un periodo ribassista, durato circa 6 mesi, a seguito del quale è entrato in una fase di lateralità da cui stenta ad uscire. Alla lucedi questo fatto e di molte altre dinamiche, in molti hanno tentato di fare delle previsioni sui prossimi anni, ma noi ci chiediamo se abbiano davvero senso. 

In primo luogo non ha senso parlare di previsioni a così breve scadenza (1 anno) per un bene rifugio che, come sappiamo, dà il meglio di sé dopo i 5-10 anni; in secondo luogo l’oro resta un bene rifugio il cui valore non può mai arrivare a zero e che nei decenni ha sempre mantenuto una performance rialzista. Ma possiamo fare dei ragionamenti.

Per l’inizio del 2022, le sfide mondiali resteranno le stesse: le economie dei paesi più sviluppati potrebbero superare la crisi della variante Omicron verso la fine dell’inverno, ma non è facile prevedere l’effetto che avrà sui mercati mondiali. Un inverno molto duro dal punto di vista della pandemia, con la crisi delle materie prime a fare pressione e la crisi energetica che mette a rischio decine di migliaia di posti di lavoro e porta con sé un’inflazione sempre più preoccupante, è probabile che i governi avranno bisogno di mettere in campo nuove misure. Il livello di incertezza resterà probabilmente elevato, almeno per tutto il 2022 consolidando il trend rialzista dei metalli preziosi.

L’oro quindi potrebbe continuare la sua corsa al rialzo perché:

  • La domanda è in aumento
  • l’inflazione (o la stagflazione a seconda della piega che  prenderanno gli eventi) e la perdità di potere d’acquisto giovano al metallo giallo.

 


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Non resta che attendere gli eventi, senza dimenticare che avere oro fisico tra i propri investimenti è sempre un’ottima scelta, qualunque sia l’evoluzione di medio termine.

"L'oro è un modo conservativo di investire. Nella mente degli investitori è un rifugio sicuro, un bene che cresce quando tutto il resto cade. L'oro dovrebbe essere visto come una certa parte di un portafoglio conservativo, da rifornire indipendentemente dalle quotazioni. Una quota nel portafoglio del 10-15% sembra abbastanza sufficiente" (Grigory Sosnovsky, direttore regionale di BCS World Investments)

ORONews rubrica economica di Orovilla