Giovedì, 31 ottobre 2019

Oscar Olivari a Finanza Operativa - Ottobre 2019

Ritorna l’appuntamento fisso con Finanza Operativa e l’intervista al nostro Oscar Olivari. Riassumere i suoi interventi è sempre un azzardo perché non vogliamo lasciarci sfuggire dettagli e spunti. Per questo noi vi facciamo un piccolo riassunto, ma vi invitiamo a guardarvi tutta l’intervista (e prendere appunti).

Una riflessione sull’andamento dei mercati e la quotazione dell’oro

Da inizio anno le quotazioni dell’oro sono passate da 1.250 dollari l’oncia ai 1.550 di inizio settembre, con uno sprint che ha principalmente interessato il periodo estivo. Attualmente sta ritracciando attorno ai 1.500 dollari l’oncia.

Quando i prezzi salgono così velocemente si sviluppano diverse forze contrapposte che dopo un certo periodo di tempo devono trovare un nuovo equilibrio. Il rialzo dei prezzi è come una calamita che attira flotte sempre più consistenti di investitori; il forte rialzo dei prezzi, per contro, innesca una serie di azioni contrarie che portano a forti vendite per prese di beneficio.

I movimenti delle quotazioni si sviluppano quindi per fasi: il periodo rialzista lascia il posto a periodi più o meno lunghi di andamento orizzontale, che svolgono un azione di consolidamento creando le basi per le spinte successive.

È come una sorta di pausa per riprendere il fiato dopo una lunga corsa. Qui le mani deboli del mercato, i piccoli investitori, vendono e cedono le posizioni agli investitori più accorti, che possono guardare a orizzonti più ampi e ambiscono a profitti più corposi.

La pausa attorno a 1.500 dollari ha spinto ulteriori investitori ad uscire dando luogo a un cedimento verso la zona di 1.450, ma non si dovrebbe dimenticare che vi sono ragioni macroeconomiche e convenienze finanziarie per detenere l’oro.

 


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Euro e dollaro: una differenza nelle quotazioni che risponde a logiche di mercato

Se però osserviamo le quotazioni in euro (si veda il grafico sopra espresso in euro al grammo) è possibile notare una realtà un po’ diversa: i prezzi si trovano ai massimi di tutti i tempi e hanno superato anche i precedenti record.

Ci troviamo infatti attorno ai 44 euro per grammo, livelli solamente sfiorati in precedenza verso al fine del 2012.

Certamente questo non è un segnale di vendita, anzi tutt’altro siamo di fronte a una serie di fattori che ci segnalano una forte tendenza rialzista dell’oro che controbilancia la debolezza dell’euro.

Prospettive e previsioni: le Banche Centrali ancora buone compratrici di oro

Non cessa il forte ritmo di acquisti di oro fisico delle banche centrali che, nei primi sette mesi del 2019, hanno posto a riserva quasi 470 tonnellate, a fronte di vendite per sole 33 tonnellate.

Gli acquisti vedono ancora una volta primeggiare la Russia con 106 tonnellate, seguite da un’inaspettata Polonia che, dopo aver comprato nel 2018 ben 26 tonnellate, è tornata compratrice per quasi 100 tonnellate.

Siamo di fronte a un fenomeno importante che vede attive non solamente le banche Orientali, ma anche un paese dell’Unione Europea come la Polonia.

Le aspettative dei mercati per le nuove misure espansive delle banche centrali hanno spinto ancora una volta e con ancor maggior vigore i rendimenti obbligazionari in territorio negativo. Sono ormai numerosi i titoli di Stato che non remunerano, anzi richiedono un pagamento per potervi investire.

Siamo in un mondo alla rovescia che vede i governativi olandesi, tedeschi e danesi negativi ben oltre la durata dei 15 anni, persino il Giappone nel decennale presenta un rendimento con il segno meno davanti. Crolla anche i rendimenti italiani con il BTP decennale che rende solo lo 0,8%. Condizioni di questo tipo rendono più sicuro e assai favorevole l’investimento in oro, apprezzatosi del 20 per cento negli ultimi tre mesi.

 


Approfondimento
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Tutti questi segnali forti spingono i consulenti indipendenti e non a valutare ulteriori acquisti di oro fisico in qualunque forma per proteggere il proprio patrimonio.

Oro fisico come bene rifugio: meglio lingotti o monete d’oro?

Da un punto di vista del bene rifugiocome protezione del risparmio lingotti e monete sono la stessa cosa. Sia i lingotti d’oro, di purezza pari o superiore a 995 millesimi (i nostri lingotti sono tutti di ORO PURO con purezza 999,9 millesimi), sia le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine (es. Sterline in oro, Marenghi, Krugerrand, ecc.), sono oro da investimento e quindi si acquistano in esenzione di IVA e solo in fase di rivendita sono assoggettati alla tassazione sulle plusvalenze.

Le monete da investimentoperò hanno tutta la bellezza e il fascino della storia, per la qualità delle coniature, il loro design, il momento storico che rappresentano e per cui sono state coniate dalle varie Zecche mondiali, praticamente si prestano a essere collezionate, oltre che a essere oro da investimento per l’oro puro contenuto.

I lingotti d’oro sono ideali per gli investitori che in poco spazio (un lingotto da 1kg è poco più piccolo di uno smartphone) vogliono possedere la loro ricchezza, in modo pratico, facilmente riscontrabile, trasportabile e trasmissibile.

Acquistare oro fisico: i servizi Orovilla

Orovilla negli anni si è innovata e ha messo in campo tecnologie sempre più raffinate per permettere ai nostri clienti di investire in oro fisico in sicurezza. Centrale resta però il rapporto umano. I consulenti Orovilla sono sempre disponibiliad ascoltare ed incontrare i Clienti, per poter rispondere da vicino alle esigenze specifiche di tutti.

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