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I Marenghi italiani e la loro storia

Il 14 giugno del 1800, nel corso della seconda Campagna d’Italia, Napoleone Bonaparte sconfigge a Marengo l’esercito austriaco. L’anno seguente viene coniata una moneta d’oro per celebrare la vittoria alla quale fu dato il nome di Marengo. La moneta aveva il valore di 20 Franchi francesi e, per quanto riguarda l’Italia, aveva corso, con un valore di 20 lire, nella Repubblica Cisalpina (1797-1802), territorio che comprendeva, sotto il controllo francese, gran parte dell’Italia settentrionale.

Marengo Napoleone 20 lire

Essendo effigiato l’Imperatore corso la moneta è tuttora conosciuta come «Napoleone».
Anche dopo la sconfitta di Bonaparte il nome Marengo rimase.

Nel 1865 venne creata l’«Unione Monetaria Latina», stati fondatori furono l’Italia, la Francia, il Belgio e la Svizzera. Seguirono poi Spagna e Grecia nel 1868 e, nel 1889, Romania, Austria-Ungheria, Bulgaria, Serbia, Montenegro e San Marino. L’Unione uniformò titolo e peso delle monete (4,5 g di argento e 0,290322 di oro, stabilendo un rapporto di 15,5 ad 1) e le resero interscambiabili fra loro. A causa della I Guerra Mondiale, che causò importanti fluttuazioni del prezzo dei metalli preziosi, l’Unione si sciolse nel 1927.

Possiamo comunque dire che fu il primo tentativo di una moneta unica europea.

Ecco le caratteristiche del marengo:

– diametro: 21 mm
– peso: g. 6,45
– titolo: 900 %
– fino contenuto: g. 5,80

Precedentemente all’unità d’Italia anche il Regno di Sardegna (1720-1861) coniava marenghi d’oro. Per questo motivo riportano i profili di Carlo Felice (Re dal 1821 al 1831), di Carlo Alberto (Re dal 1831 al 1849) e di Vittorio Emanuele II (Re dal 1849 al 1861).

MARENGHI REGNO DI SARDEGNA

Marengo Carlo Felice - Regno di Sardegna
Marengo d'oro Carlo Felice - Regno di Sardegna

Marengo Carlo Alberto - Regno di Sardegna
Marengo d'oro Carlo Alberto - Regno di Sardegna

Marengo Vittorio Emanuele II - Regno di Sardegna
Marengo d'oro Vittorio Emanuele II - Regno di Sardegna

Per quanto riguarda invece il Regno d’Italia ecco le emissioni:

- Vittorio Emanuele II (Re dal 1861 al 1878)

Marengo Vittorio Emanuele II - Regno d'Italia

Dritto: è raffigurata l’effige del Re, è riportato il nome, il titolo e la data di coniazione. L’opera è dell’incisore Ferraris.
Verso: è inciso lo stemma sabaudo circondato dal collare dell’Annunziata il tutto posto tra rami di alloro. È impressa la scritta “Regno d’Italia” ed il valore nominale.
Ne furono coniati più di 11 milioni di esemplari.

- Umberto I (Re dal 1878 al 1900)

Marengo Umberto I - Re d'Italia

Dritto: è inciso il profilo del Re, l’incisore in questo caso è Speranza, oltre al nome del sovrano è riportata la dicitura “Re d’Italia” e la data di coniazione.
Verso: appare lo stemma sabaudo con intorno il collare dell’Annunziata, posti fra un ramo di quercia ed un ramo di alloro, ed il valore nominale.
Ne vennero coniati quasi 9 milioni di esemplari.

- Vittorio Emanuele III (Re dal 1900 al 1946)

Per l’argomento che stiamo trattando un personaggio importantissimo fu proprio Vittorio Emanuele III, un grande studioso e collezionista di monete, tanto da redigere un’opera storica: il «Corpus Nummorum Italicorum» nella quale descrisse tutte le monete italiane coniate dal tempo dell’impero romano ai suoi giorni.
Il primo volume uscì nel 1910, il ventesimo nel 1943, poi, con le vicende belliche, il successivo rimase allo stato di bozza.
La collezione venne regalata dal Re allo stato italiano al momento della sua partenza per l’esilio ed ora è esposta nel Palazzo Massimo alle Terme a Roma.

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Aquila sabauda: coniata dal 1902 al 1908.

Marengo Vittorio Emanuele III Aquila sabauda - Regno d'Italia

Dritto: il profilo del Re, opera ancora dell’incisore Speranza, contorniato dal nome.
Verso: l’aquila sabauda circondata dalla scritta “Regno d’Italia”, la data di emissione ed il valore nominale.

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Aratrice: coniata dal 1910 al 1927.

Marengo Vittorio Emanuele III Aratrice - Regno d'Italia

Dritto: il volto del sovrano è dovuto all’incisore Boninsegna, attorno è riportato il nome.
Verso: è rappresentata un’allegoria. Un’aratrice con in mano una spiga di grano e che regge un aratro. Sono riportati il valore e la data di coniazione.

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Fascio: coniata nel 1923.

Marengo Vittorio Emanuele III Fascio - Regno d'Italia

Dritto: appare il profilo del Re, l’incisore è Monti, con il suo nome e la scritta “Re d’Italia”.
Verso: coniata per commemorare la marcia su Roma riporta un fascio littorio con la scritta “Ottobre 1922” e la data di coniazione.

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I marenghi raffiguranti Vittorio Emanuele II ed Umberto I sono molto comuni, mentre le tre emissioni di Vittorio Emanuele III possono raggiungere, in alcuni casi, un notevole valore numismatico.

 

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