La Moneta del mese: 1 oncia Krugerrand

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La moneta di questo mese non è semplicemente una moneta da investimento, ma il pilastro su cui si è sviluppato il mercato moderno dell'oro fisico. Il Krugerrand coniato per la prima volta nel 1967 dalla Zecca Sudafricana (South African Mint) insieme alla Rand Refinery, rappresenta la moneta bullion, cioè da investimento più diffusa e scambiata al mondo insieme alla Sterlina britannica.

 

La nascita del Krugerrand

Prima del 1967, investire in oro fisico per i piccoli risparmiatori era complesso: i lingotti erano troppo grandi e costosi, e le monete storiche (come la Sterlina britannica o il Marengo) avevano dei pesi frazionari difficili da calcolare rispetto al prezzo di mercato dell'oro.

Il Sudafrica, che all'epoca dominava la produzione mondiale di oro estrattivo, ebbe un'intuizione rivoluzionaria: creare una moneta legale che contenesse esattamente un'oncia troy di oro puro, pari a 31,10 grammi. 

Lo scopo era duplice:

  1. Commercializzare e valorizzare l'enorme produzione d'oro sudafricano;

  2. Permettere al "cittadino comune" in tutto il mondo di possedere una quota standard e riconoscibile di oro.

 

La curiosità unica del Krugerrand è che pur essendo una valuta a corso legale non ha un valore nominale impresso, come ad esempio le monete da 10 o 50 Dollari. Il suo valore legale è decretato dal South African Reserve Bank Act ed equivale quotidianamente al valore di mercato del contenuto d'oro stesso.

 

Il contenuto in oro

Dopo l’inizio della coniazione da un’oncia nel 1967, dal 1980 sono state introdotte delle varianti nel peso per rendere l'investimento ancora più accessibile: la moneta da 1/2 oncia, da 1/4 d'oncia e da 1/10 d'oncia. Tutte mantengono le medesime proporzioni e lo stesso design.

Pur avendo un contenuto standard di oro, il Krugerrand non è in oro puro ma ha una concentrazione di 916,67 millesimi, la parte rimanente è costituita da rame, anch’esso estratto nelle miniere del Sudafrica. Ne consegue che il peso di un’oncia di oro pari a 31,10 grammi viene innalzato a 33,93 grammi.

La presenza del rame rende la moneta incredibilmente dura, resistente all'usura e le conferisce quel caratteristico riflesso aranciato/brunito che la rende inconfondibile a colpo d'occhio.

 

Le effigi

Il nome della moneta Krugerrand è un acronimo che unisce il cognome di Paul Kruger, storico presidente della Repubblica Sudafricana di fine '800, e il Rand, la valuta nazionale.

L'effigie di Paul Kruger sul fronte riprende un celebre conio del 1892 firmato dall'incisore prussiano Otto Schultz.

Il celebre animale sul retro, lo Springbok è l’antilope marsupiale simbolo del Paese che è stata disegnata e scolpita dal famoso scultore sudafricano Coert Steynberg.

 

Il fronte: Paul Kruger

Stephanus Johannes Paulus Kruger (1825–1904), affettuosamente chiamato Oom Paul ("Zio Paul" in afrikaans), è stato una figura chiave della storia boera e presidente della Repubblica del Transvaal dal 1883 al 1900.

Kruger divenne il simbolo internazionale della resistenza boera, i coloni di origine olandese, contro l'espansionismo dell'Impero Britannico durante la seconda guerra anglo-boera. 

La sua importanza per l'oro non è casuale: fu proprio sotto la sua presidenza, nel 1886, che venne scoperto il gigantesco giacimento d'oro del Witwatersrand nel Transvaal, l'evento che trasformò per sempre l'economia della regione, innescando la corsa all'oro e la fondazione di Johannesburg.

La scelta della Zecca nel 1967 di utilizzare il suo profilo non fu solo un omaggio al leader storico, ma un richiamo diretto alle prime monete d'oro coniate dal Transvaal nel 1892, stabilendo una continuità storica tra le antiche monete statali e il moderno Krugerrand da investimento.

Il fronte della moneta mostra il busto di profilo rivolto a sinistra di Paul Kruger. È possibile notare la nitidezza dei singoli fili della barba. Lo sguardo è severo e i dettagli dell'orecchio sono ben definiti.

Attorno al busto compare la scritta dello stato emittente nelle due lingue ufficiali dell'epoca: SUID-AFRIKA (in afrikaans) a sinistra e SOUTH AFRICA (in inglese) a destra.

 

Il retro: lo Springbok

Lo Springbok (Antidorcas marsupialis) è una piccola e agile antilope caratterizzata da un manto bicolore, bianco sul ventre e bruno-rossastro sul dorso, separati da una netta striscia scura laterale.

È l'animale nazionale del Sudafrica e incarna lo spirito della nazione per diverse ragioni:

  • Resilienza e Adattamento: Vive principalmente nelle zone aride del Kalahari e del Karoo, dimostrando una straordinaria capacità di sopravvivenza in condizioni climatiche estreme, specchio della tenacia del popolo sudafricano.

  • Unità Nazionale attraverso lo Sport: Sebbene storicamente utilizzato in epoca coloniale e durante l'Apartheid, il simbolo dello Springbok è l’emblema del riscatto culturale. Oggi il termine "Springboks" identifica la leggendaria nazionale di rugby sudafricana. La vittoria della Coppa del Mondo del 1995, con la celebre consegna del trofeo da parte di Nelson Mandela che indossava la maglia della squadra, ha trasformato questa antilope da un vecchio emblema divisivo a un potente simbolo globale di riconciliazione e orgoglio nazionale per l'intera "Rainbow Nation". 
    Rainbow Nation, Nazione Arcobaleno, è il termine coniato dall'Arcivescovo Desmond Tutu e poi adottato dal Presidente Nelson Mandela per descrivere il Sudafrica post-Apartheid. I sei colori della bandiera rappresentano l'ideale della convivenza pacifica, dell'uguaglianza e della coesistenza armoniosa tra le diverse etnie e culture che compongono il Paese dopo le prime elezioni democratiche del 1994.

 

Il design di Coert Steynberg nella moneta cattura l'animale nel bel mezzo del "pronking" (derivato dall'afrikaans pronk, che significa "mettersi in mostra"). Si tratta di un comportamento unico: l'antilope esegue balzi verticali a zampe rigide, sollevandosi fino a 2 metri da terra e inarcando il dorso. Sulla moneta si nota chiaramente la tensione muscolare del salto e la finezza dei dettagli, come le caratteristiche corna a forma di lira che mostrano una texture ad anelli perfettamente riprodotta nei coni originali.

Anche la muscolatura delle zampe e la tensione del corpo sono rese con grande dinamismo. 

In alto, sulla moneta, campeggia la scritta KRUGERRAND. Ai lati dell'animale si trova l'anno di conio diviso a metà, ad esempio 19 a sinistra e 74 a destra (come nella figura in questa pagina).

Sulla parte bassa viene esplicitata la purezza in afrikaans e inglese: FYNGOUD 1 OZ FINE GOLD.

 

I dettagli anticontraffazione

Essendo il Krugerrand molto scambiato potrebbe attirare l’attenzione dei falsari, per questo vi sono diversi dettagli difficilmente falsificabili:

  • Le zigrinature sul bordo: Il bordo del Krugerrand da 1 oncia presenta esattamente 160 zigrinature nella versione bullion da investimento e 220 in quella da collezione (Proof). I falsi grossolani spesso ne hanno un numero errato o hanno solchi di profondità irregolare.

  • I micro-dettagli del terreno: Sotto le zampe dello Springbok è raffigurato un terreno erboso e desertico. Nelle monete autentiche l'erba è composta da linee sottilissime e affilate; nei falsi, specie quelli ottenuti per fusione e non per pressione, questi dettagli appaiono impastati e arrotondati.

  • Il test fisico di densità e colore: Il rame e l'oro legati a 22 carati, come nel Krugerrand, creano una densità specifica unica. Se un falso è fatto di metallo vile placcato oro, per avere lo stesso peso dovrà essere più grande o più spesso; se rispetta le dimensioni, peserà meno. Inoltre, il tipico "rosso Krugerrand" dato dal rame è difficilissimo da replicare con precisione mediante placcature chimiche.

  • Il "Ping Test" o Test di Risonanza: Se si colpisce delicatamente la moneta o la si bilancia sul polpastrello e la si sfiora, l'oro del Krugerrand produce un suono cristallino, acuto e un rintocco che pulsa per circa 1-2 secondi. I metalli alternativi usati dai falsari, come il tungsteno che ha un peso simile all'oro, producono un tonfo sordo e privo di risonanza.

 

Dal 2017, in occasione del 50° anniversario, la Zecca ha iniziato a introdurre tecnologie di scansione laser e micro-incisioni digitali ancora più sofisticate, specialmente sulle edizioni Proof (fondo a specchio), rendendo il Krugerrand moderno una vera e propria cassaforte numismatica.

 

 

Gli anni di coniazione

L’anno di prima coniazione è il 1967, ne furono coniati 40.000 pezzi destinati alla circolazione ordinaria e 12.000 in versione Proof con fondo a specchio. Oggi un Krugerrand del 1967 ha un valore collezionistico che supera di gran lunga il semplice peso dell'oro.

Tra il 1974 e il 1980, il Krugerrand divenne il veicolo preferito dai risparmiatori di tutto il mondo per proteggersi dall'inflazione galoppante. Nel solo 1978 si toccò il record storico di produzione, con oltre 6 milioni di once coniate. All'epoca, il Krugerrand deteneva da solo oltre il 90% del mercato mondiale delle monete d'oro.

A causa delle politiche di Apartheid applicate dal governo sudafricano, la comunità internazionale rispose con pesanti sanzioni economiche. Molti Paesi occidentali, tra cui gli Stati Uniti e i membri della CEE, vietarono l'importazione del Krugerrand tra il 1985 e il 1994. In questo vuoto di mercato nacquero i grandi concorrenti che conosciamo oggi, come la Maple Leaf canadese (1979) e l’American Eagle (1986).

Con la fine dell'Apartheid e l'elezione di Mandela, le sanzioni vennero revocate e il Krugerrand riprese il suo posto d'onore nei mercati internazionali.

Nel 2017 per celebrare il 50° Anniversario, la Zecca Sudafricana introdusse un piccolo marchio speciale recante il numero "50" racchiuso in un cerchio sul retro della moneta, una variante temporanea molto ambita dai numismatici.

 

 

Le caratteristiche tecniche

 

Conclusioni

Il Krugerrand è certamente una delle monete storiche che affianca la circolazione dell’oro da investimento con le altre monete a corso sovrano.

La tipica colorazione ambrata derivante dalla componente di rame la distingue da altre monete d’oro circolanti e al tempo stesso la rende anche molto meno delicata, garantendo una minore sensibilità a eventuali graffi accidentali.

Pur essendo gli italiani più inclini all’acquisto di sterline, non si dovrebbe dimenticare di includere nella propria collezione personale anche un Krugerrand, scegliendolo tra le varianti da un’oncia, mezza, un quarto o un decimo di oncia.

 

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A cura di Maurizio Mazziero

ORONews rubrica economica di Orovilla