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Esplosione del debito pubblico: come proteggere i propri risparmi

Cosa faranno gli stati di fronte all’aumento del debito pubblico generato dalla crisi del covid-19? Per molti la risposta è scontata: le banche centrali si faranno carico di una parte crescente del debito e tutto sarà risolto. In realtà le cose sono più complicate. Stampare moneta non basterà. Ma cosa succederà ai risparmi dei privati e come potremo mettere al sicuro il nostro capitale?

Debito pubblico, banche e tassi a zero: la situazione

A causa dell’emergenza la scelta di stampare moneta ha assunto proporzioni epiche. Il bilancio Fed è passato dai 4.159 miliardi di dollari del 24 febbraio a 17.151 miliardi di dollari del 12 ottobre. Il bilancio dell’Eurosistema è passato dai 4.692 miliardi di euro di fine febbraio ai 6.705 miliardi del 2 ottobre, il 60% del PIL dell’Eurozona.

A cosa serve tutto questo denaro oggi lo sappiamo bene, ma la situazione è grave fin dalla crisi del 2008. Solitamente la liquidità del sistema è garantita da prestiti a breve termine erogati dalle Banche Centrali agli istituti di credito privati. Dopo la crisi del 2008 le scadenze si sono fatte sempre più lunghe per rassicurare gli investitori che temevano un fallimento degli istituti. Ma si è perso il controllo della situazione. Per anni chiunque ha dato e preso denaro in quantità esorbitanti, tanto che:

  • il totale di attivi e passivi delle finanze private detenute da banche, aziende e famiglie oggi supera il 1000% del PIL dei paesi ricchi, 5 volte il totale degli anni ‘70
  • i patrimoni reali (del mercato immobiliare e delle aziende) sono passati dal 200% al 500% del PIL

Le Banche Centrali hanno seguito l’andamento dei bilanci privati per non perdere la loro capacità d’azione di fronte ai mercati acquistando quote sempre maggiori di debito pubblico e portando i tassi di interesse vicini allo zero. Si calcola che entro la fine del 2020 la BCE deterrà un terzo del debito pubblico dell’intera Eurozona. Una situazione simile si presenterà negli Stati Uniti.

È improbabile che BCE o Fed rimetteranno un giorno tali titoli sul mercato per esigere il pagamento, quindi è probabile che quel 30% di debito pubblico non sarà mai realmente restituito. Potrebbe quindi essere questa la soluzione per alleggerire il carico da 90 sulle casse degli stati più fortemente indebitati?

Il problema è che se si continua a stampare moneta e ad acquistare titoli finanziari viene drogato il valore azionario e immobiliare e i tassi nulli o negativi non sono necessariamente una buona notizia per i piccoli investitori. In questo modo si sta alimentando una bolla finanziaria che difficilmente sarà sostenibile a lungo.

 


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Come possono tutelarsi i risparmiatori? La correlazione tra debito pubblico e oro fisico

Dal 1970 quando il presidente Nixon ha portato il mondo fuori dal gold standard, i prezzi dell'oro sono aumentati di oltre il 3.200%. Il debito nazionale degli Stati Uniti è aumentato di oltre il 5.200%. Il Dow Jones Industrials (DJI) è salito soltanto del 2.300% nello stesso periodo e il PIL degli Stati Uniti è cresciuto solo circa 1.800%. I prezzi dell'oro sono aumentati dunque più del DJI sottolineando l'importanza di tenere l'oro come parte di una strategia di investimento.

Vi è quindi una correlazione tra l'aumento del debito pubblico e il prezzo dell'oro, che fa pensare che il prezzo dell'oro ha accumulato un ritardo. Ritardo che probabilmente in un tempo non molto lontano verrà colmato.

All’aumentare del debito pubblico corrisponde nel medio termine un corrispondente aumento del prezzo dell’oro. Le misure messe in campo da tutti i governi mondiali per contrastare l’emergenza covid-19 porteranno ad un incremento considerevole del debito pubblico dei vari Paesi.

Presumibilmente l’incremento dei debiti sovrani porterà inevitabilmente anche se non nell’immediato ad un incremento dell’inflazione. In periodi inflattivi, a fronte di una diminuzione del potere di acquisto della moneta, l’oro rappresenta un modo per difendere i propri risparmi.

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