Bitcoin e criptovalute: riserva di ricchezza o specchietto per le allodole in tempo di guerra?
In una recente intervista, Steve Wozniak, co-fondatore di Apple, ha definito Bitcoin l’oro matematico. Non tutte le criptovalute, solo Bitcoin, per la quale ha previsto il raggiungimento dei 100mila$. Attualmente Bitcoin viene scambiato a 42.000 dollari e fatica a spiccare il volo dai 40mila dollari. Ma è anche stato minato il 90% del Bitcoin disponibile. Quindi cosa dobbiamo aspettarci?
Le criptovalute possono aiutare nei momenti di incertezza?
Molti investitori e risparmiatori sono alla ricerca di modi per proteggere i propri risparmi da un’inflazione importante e in parte inaspettata. Impossibile non imbattersi nelle promesse delle criptovalute. Ma queste NON possono essere considerate un asset difensivo, bensì speculativo.
Le criptovalute differiscono dalle valute legali e da altri asset per la loro volatilità. Anche le criptovalute più stabili, Bitcoin (BTC) ed Ether (ETH), che sono di grande interesse per gli investitori istituzionali, possono aumentare e diminuire di decine di punti percentuali in un giorno.
D’altra parte esiste un fronte che vede nelle criptovalute una moneta che si rafforzerà nei prossimi mesi/anni con una progressiva de-dollarizzazione sia nei circuiti locali che a livello internazionale a seguito dello sconvolgimento degli equilibri dovuto alla guerra Russia-Ucraina.
Bitcoin e valute digitali sono inoltre facili da utilizzare in situazioni di emergenza e come alternativa importante in condizioni in cui non esistono metodi di pagamento sicuri o le banche non siano accessibili.
Le criptovalute sono essenziali nel conflitto in termini di aiuto per gli eserciti, quando la banca centrale di un paese non può essere operativa al 100%. Durante questo conflitto, Bitcoin ha saputo dimostrarsi una risorsa importante però sia per la Russia che per l’Ucraina. Questi due Paesi infatti, per motivi differenti, hanno dovuto affrontare un pesante ban dai circuiti elettronici locali e internazionali. La scarsità di denaro contante e digitale, dovuta al blocco dei bancomat e dei sistemi di pagamento, ha portato le persone a rivolgersi alle criptovalute. I volumi di scambio di Bitcoin in Russia sono cresciuti del 231%, mentre in Ucraina del 107%.
Inoltre le somme raccolte anche attraverso donazioni hanno permesso l’acquisto di attrezzatura militare per l'Ucraina per diversi milioni di dollari da tutto il mondo e da privati cittadini. La neutralità dello strumento ha però favorito anche la Russia e garantito libertà di scambio e velocità nelle transazioni
Naturalmente, ci sono casi di persone che usano Bitcoin ogni giorno e funziona già come base per il sistema finanziario alternativo emergente. A lungo termine questa tendenza è destinata ad aumentare, fattore che, non solo aumenterà il prezzo del Bitcoin, ma comporterà secondo molti analisti anche una graduale diminuzione della sua volatilità.
Perché allora Bitcoin è fermo al palo dei 40mila$?
In questa situazione sarebbe naturale aspettarsi di vedere le quotazioni del Bitcoin schizzare verso l’alto. Non è così: da mesi, dopo il crollo iniziato a novembre 2021, il Bitcoin resta stabile intorno ai 40mila€. Le forze in gioco sono tante e diverse.
I timori sulle strette della Fed e la situazione estremamente incerta sui mercati finanziari non giocano a suo favore. Le due forze per il momento si equivalgono, portando BTC ad una sorta di staticità.
Eppure per la prima volta nella storia la svalutazione del rublo e le grandi quantità di criptovaluta scambiata nel tentativo di aggirare le sanzioni hanno portato la valuta russa a valere così poco da essere superata nella classifica delle valute più quotate a livello globale proprio dal Bitcoin. Dopo essere sceso a 35mila dollari all’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, ora BTC vale più delle valute di Arabia saudita, Messico, Thailandia o Israele.
Bitcoin e altre monete virtuali stanno infatti diventando delle riserve di ricchezza, in questo momento di incertezza geopolitica e instabilità economica. Ma lo è davvero?
Criptovalute come forma di pagamento smart, ma solo l’oro come riserva di valore
Lo abbiamo sostenuto spesso: investire in criptovalute è interessante, se fatto con attenzione. Ed è importante anche per differenziare i propri investimenti. Ma le criptovalute NON possono essere considerate oro digitale, bene rifugio o riserva di valore. È un asset speculativo e come tale va trattato. basta osservare la sua volatilità (e la stabilità al rialzo dell'oro) nelle diverse quotazioni.
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Il Bitcoin è Bitcoin e si comporta da Bitcoin, l’oro è oro e si comporta come bene rifugio. Perché in una situazione incerta e in fase di recessione ciò che dobbiamo tenere presente è che:
- il nostro denaro lasciato sul conto corrente perde continuamente valore a ritmi preoccupanti
- Investire in obbligazioni significa ancora giocarein perdita in questo momento
- Investire in azioni è importante, ma va fatto con cautela e grande attenzione
- Investire in BTC o criptovalute è interessante ma merita studio e preparazione per non rischiare di perdere il capitale investito
- L’oro resta ad oggi il bene rifugio per eccellenza che deve sempre essere presente in un portafoglio di investimento accuratamente differenziato in una percentuale che va dal 5 al 15% e con un orizzonte temporale di lungo periodo.
Le criptovalute si sono rivelate preziose in una fase molto delicata e il futuro è probabilmente roseo visto il repentino cambio di equilibri finanziari e geopolitici, ma la riserva di valore per eccellenza, nella storia e nella finanza, è e resterà l’oro.
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