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Tassa patrimoniale nel 2021? Come salvarsi se ci sarà

Se ne parla da anni, è uno spauracchio che molte forze politiche sventolano, ma sembra che il Covid-19 abbia cambiato le carte in tavola e da spauracchio la patrimoniale è diventata una proposta attuabile. Ma è davvero una strada percorribile?

Tassa patrimoniale, cos’è e qual è la proposta di questi giorni

La Tassa patrimoniale è una forma di tassazione applicata sui beni mobili e immobili dei cittadini, anche attraverso il prelievo sul conto. In linea teorica la tassa patrimoniale dovrebbe essere calcolata secondo principi di equità, in base alla dimensione dei patrimoni

 


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A fronte di una liquidità mantenuta nei conti correnti e investita in beni immobili molto alta, nel nostro paese una tassa patrimoniale potrebbe essere una soluzione al forte debito dell’Italia nei confronti dell’UE.

Alcuni esponenti PD e Leu hanno presentato nei giorni scorsi una proposta di emendamento alla manovra che dovrebbe nelle intenzioni far fronte alla grave crisi causata dal Covid-19, tassando i patrimoni dei più ricchi (superiori ai 500mila euro) e detassando i meno abbienti.

Tra le misure proposte con l’introduzione della tassa patrimoniale ci sono l’abolizione dell’Imu sulla seconda casa e dell’imposta di bollo su conti correnti e di deposito, per sostituirle con un’aliquota progressiva minima dello 0,2% sui grandi patrimoni. La tassa, che corrisponderebbe quindi a un minimo di 1000 euro, sarebbe appunto progressiva: cresce cioè in proporzione al patrimonio, fino al 2% per chi ha oltre 50 milioni di euro. Secondo i primi calcoli permetterebbe di recuperare 18 miliardi di euro.

Molto probabilmente all’interno della dichiarazione patrimoniale il contribuente dovrà indicare anche beni immobili, mobili registrati ed attività finanziarie detenute all’estero. Il valore del patrimonio, quindi, dovrebbe essere quello globale posseduto, rendendo di fatto vana la possibilità di spostare capitali all’estero per evitare di finire tra i soggetti per cui è prevista questa imposta sul patrimonio.

Persino il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente auspicato un aumento del prelievo a carico dei contribuenti più abbienti. Tuttavia, introdurre un’imposta patrimoniale dal 2021 potrebbe andare comunque a colpire molte persone che in ogni caso sono colpite dagli effetti economici del Covid-19.

Le voci contrarie non si sono fatte attendere "Abbiamo già visto questo film nella crisi tra il 2007 e il 2008, quando a qualcuno venne in mente di aumentare le tasse – ha detto il ministro degli Esteri Luigi di Maio –  per risolvere la crisi e abbiamo scoperto sulla pelle di tanti italiani e tante imprese italiane che andava fatto il contrario. Se qualcuno pensa che possiamo uscire dalla crisi economica generata dalla pandemia aumentando le tasse ci troverà dall'altra parte".  Al contrario, sottolinea "è il momento di eliminare tante microtasse e fare una riforma del fisco".

Secondo Luca Pastorino, segretario alla presidenza alla Camera per Leu, “la pandemia di Covid-19 ha modificato radicalmente le nostre vite e rende doveroso un intervento fiscale con una patrimoniale.

"Pagherà meno tasse la stragrande maggioranza dei contribuenti: piccoli risparmiatori, chi ha ereditato una casa, chi se l’è comprata con una vita di sacrifici. Pagherà un po' di più chi se lo può permettere. Pagheranno ancora di più i palazzinari, gli speculatori, i grandissimi patrimoni" – spiega il deputato Erasmo Palazzotto su Facebook.

Se non si può evitare come possiamo difendere il capitale? Con l’oro fisico

Come abbiamo visto in un articolo precedente la patrimoniale sembra un’idea molto buona per recuperare denaro in una situazione di forte indebitamento dello Stato, ma non lo è.

  • Se non dovessero rientrare nella patrimoniale i beni detenuti all’estero, ci sarebbe una massiccia fuga di capitali, che graverebbe pesantemente sui conti dello Stato.
  • Impostare aliquote differenziate ha un costo e non garantisce la veridicità delle dichiarazioni, soprattutto per quello che riguarda i patrimoni all’estero.
  • Tassare pesantemente immobili e imprese (il 60% della ricchezza dei cittadini) porterebbe a vendere sottoprezzo gli asset (beni materiali vendibili quali macchinari, merci, semilavorati, marchi, brevetti,…) per pagare la tassa patrimoniale.
  • Il prelievo darebbe i suoi buoni frutti qualora le tasse sui redditi da lavoro e sulle rendite da strumenti finanziari fossero basse, cosa che non avviene in Italia; la tassa non ridurrebbe le disuguaglianze socio-economiche e porterebbe solo un minimo beneficio alle casse dello Stato.

E se l’emendamento sulla tassa patrimoniale diventasse realtà?

Possedere una percentuale del proprio patrimonio in oro fisico significa mettere al riparo una parte dei propri risparmi da un’eventuale tassa patrimoniale, perché non è soggetto a imposte né nella fase di acquisto (non si paga l’IVA) né per il suo possesso.

L’unica tassazione applicata sull’oro è quella sulla plusvalenza, su cui si è tenuti a versare una tassa pari al 26% dell’importo della plusvalenza.

 


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Come abbiamo sempre sostenuto ogni cittadino è tenuto, soprattutto se ne ha la possibilità, a contribuire al benessere dello Stato. Il problema reale in questo momento storico è che una tassa patrimoniale porterebbe benefici minimi, continuando però a pesare sui risparmi e mettendo molti, soprattutto piccoli e medi imprenditori messi in cridi dalla pandemia, in difficoltà.

Meglio prevenire con una percentuale di oro fisico, tuo e intoccabile.

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