Tassa patrimoniale alle porte? Ecco come difenderci
Quando la politica comunica attraverso i social è un attimo che si diffonda il panico. Questa volta si tratta di un tweet di Carlo Cottarelli.
Cottarelli cita uno studio dell’Osservatorio dei conti pubblici in cui ipotizza che il debito pubblico dell’Italia potrebbe essere abbattuto con un’imposta patrimoniale straordinaria. Questa potrebbe essere una soluzione percorribile, ma anche un’arma a doppio taglio.
Imposta patrimoniale come soluzione di tutti i mali?
Partiamo da un presupposto: gli italiani tengono fede alla tradizione di grandi risparmiatori restando il paese in cui la ricchezza complessiva delle famiglie è ben 8,4 volte superiore al reddito lordo, il valore più alto tra tutti i paesi dell’UE.
Certo questa non è l’opinione di molti italiani che invece faticano a mettere da parte qualcosa, se non addirittura ad arrivare a fine mese. Una tassa patrimoniale sembra quindi un sopruso, quando non una presa in giro.
[Lo sapevi che…: La Tassa patrimoniale è una forma di tassazione applicata sui beni mobili e immobili dei cittadini, anche attraverso il prelievo sul conto. In linea teorica la tassa patrimoniale dovrebbe essere calcolata secondo principi di equità, in base alla dimensione dei patrimoni]
Perché la patrimoniale sembra una buona idea (ma non lo è)?
I numeri parlano chiaro: la ricchezza delle famiglie italiane ammonterebbe a 9.743 miliardi di euro. Un’aliquota del 10% sui patrimoni garantirebbero un gettito di 974,3 miliardi, portando il rapporto debito-pil all’80% (oggi è superiore al 132%!).
Perché quindi il problema del debito pubblico non è già stato risolto?
- Perché l’imposizione di una patrimoniale porterebbe un primo grandissimo problema: una fuga di capitali all’estero che graverebbe pesantemente sui conti dello Stato. Questo era già accaduto nel 1992 quando il governo Amato impose un prelievo retroattivo forzoso sui conti correnti bancari del 6 per mille e un’imposta straordinaria del 3 per mille sugli immobili. La fuga di capitali fu massiccia e l’operazione portò nelle casse dello Stato solo 11.500 miliardi di lire, poco meno dello 0,8% del Pil
- Perché per varare un’imposta basata su un principio di equità sarebbero necessarie dichiarazioni dei patrimoni simile alla dichiarazione dei redditi al fine di impostare aliquote differenziate. Queste operazioni avrebbero un costo e non garantirebbero le veridicità delle dichiarazioni, soprattutto per quanto riguarda patrimoni già all’estero o tramite società estere.
- Perché il 60% della ricchezza degli italiani è detenuto sottoforma di attività reali, ciò significa che tassare pesantemente immobili e imprese porterebbe i cittadini a vendere sottoprezzo gli asset (beni materiali vendibili quali macchinari, merci, semilavorati, marchi, brevetti,…) per pagare la tassa patrimoniale.
- Secondo l’OCSE, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, una tassa sul benessere dei contribuenti potrebbe aiutare il sistema a ridurre le disuguaglianze, ma il prelievo darebbe i suoi buoni frutti qualora le tasse sui redditi da lavoro e sulle rendite da strumenti finanziari fossero basse.
Eppure la patrimoniale resta una possibilità concreta, che periodicamente viene riproposta.
E se la patrimoniale diventasse realtà? Come difendersi con l’oro fisico
Possedere una percentuale di oro fisico, in lingotti, in monete o in grammi d’oro (scopri il conto in oro fisico), significa mettere al riparo una parte dei propri risparmi da un’eventuale tassa patrimoniale.
L’oro fisico infatti non è soggetto a imposte né nella sua fase di acquisto (non si paga l’IVA) né per il suo possesso, in quanto non sono richieste dichiarazioni di possesso di qualunque quantitativo o della sua gestione.
È fondamentale invece conservare il documento relativo all’acquisto se, in caso di vendita dell’oro, il ricavo avesse generato delle plusvalenze, su cui si è tenuti a versare una tassa pari al 26% dell’importo della plusvalenza. La plusvalenza, dichiarata sul modello Unico, ma non si cumula con altri redditi ed è dovuta a prescindere dal reddito del dichiarante.
Posto che ogni cittadino è tenuto a contribuire al buon funzionamento dello Stato, anche economicamente, secondo le sue possibilità, una tassa patrimoniale straordinaria per far fronte a passivi di bilancio rischia di pesare nelle tasche degli italiani e di mettere molti risparmiatori in difficoltà.
Meglio prevenire con una percentuale di oro fisico, tuo e intoccabile.
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