Stiamo regalando ogni anno 15 miliardi alle banche

Ne abbiamo già parlato molte volte: gli italiani lasciano troppa liquidità sul conto corrente. Questo significa perdere costantemente denaro, perché a causa dell’inflazione il denaro perde il suo potere d’acquisto. Ma sappiamo anche cosa (e quanto) stiamo regalando alle banche?


Approfondimento
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Facciamo due conti: quanti soldi ci sono sui conti correnti?

10 miliardi in più ogni mese, +10% ogni anno e ormai la cifra lasciata sui conti correnti degli italiani sta per pareggiare il PIL del paese. A giugno 2021, secondo l’ultima statistica di Banca d’Italia, le famiglie italiane avevano depositato sui conti correnti 1.131 miliardi, 64 miliardi in più rispetto a giugno del 2020, 450 miliardi in più rispetto al 2016. Lo stesso dicasi per le aziende, con quasi 400 miliardi depositati. Una massa immobile che viene erosa dall’inflazione ogni giorno di più.

Gli italiani sono pessimisti? Preoccupati? Previdenti? Sono poco informati? Sono carenti quanto a cultura finanziaria? E le aziende che preferiscono accumulare senza investire?

Le obbligazioni? Non rendono più. Le borse? Altalenanti e il tracollo è sempre dietro l’angolo e fa paura. Criptovalute? Complesse e pericolose. E il Covid ha spinto ancora di più gli italiani a tenere i soldi sotto il materasso.

I soldi sul conto corrente sono un regalo alle banche

Pensiamoci bene: lasciare i soldi in banca non conviene, lo sappiamo, ma quanto invece conviene alle banche?

Da almeno 5 anni, i conti correnti non vincolati non pagano interessi, o meglio, uno 0,03% facilmente assorbito dalle spese. Quelli vincolati convengono un po' di più e arrivano a pagare mediamente lo 0,32%.

Solo sui conti ordinari tra famiglie e imprese ci sono oltre 1.100 miliardi che non rendono nulla ai clienti, ma che invece finanziano gli istituti. Si potrebbe giustamente replicare che anche i prestiti bancari hanno visto ridursi drasticamente i tassi di interesse, che ora faticano addirittura ad arrivare al 2%. Poco male se gli interessi a zero sui conti riducono a zero anche le loro uscite. Se poi consideriamo che ad un aumento del 23% dei depositi negli ultimi 5 anni corrisponde un aumento nella concessione dei mutui solo del 10%, e un +100% di acquisti di titoli di Stato italiani con relativi guadagni tra cedole e capital gain, capiamo presto chi ci sta guadagnando davvero con la spinta al risparmio degli italiani.

Le banche negli ultimi 5 anni hanno risparmiato, con gli interessi a zero sui conti ordinari, una cifra di almeno 75 miliardi. E il costo per loro? Zero!

Come possiamo far fruttare in modo intelligente i risparmi?

Parliamoci chiaro: le banche sono parte integrante, fondamentale e preziosa dell’economia. Certo a volte non sono trasparenti, certo in alcuni casi si fanno prendere la mano. Ma non potremmo farne a meno.

Far fruttare i nostri sudati risparmi però è un’altra cosa. Possono essere nostre alleate oppure no. Sta a noi essere informati e fare delle scelte consapevoli.

Una di queste scelte è di optare per la liquidità, ma in oro fisico. Se gli italiani risparmiano per avere un gruzzolo da parte per gli imprevisti, per i figli o per la pensione, perché si ostinano a lasciare quel denaro dove non può fruttare, dove addirittura perde di valore? 

La soluzione a basso rischio, con tutte le potenzialità della diversificazione, esiste. È il bene rifugio per eccellenza, un bene rifugio che ad oggi, dopo Basilea III è considerato a tutti gli effetti al pari del denaro contante, ma senza la perdita del potere d’acquisto.

Nel lungo periodo infatti (5/10 anni) l’oro mantiene un trend di crescita costante, con rialzi tanto più importanti quanto più il momento di crisi si prolunga. L’oro ha inoltre caratteristiche tali da renderlo ancora più appetibile:

  • È il bene rifugio per eccellenza: più la crisi mette a rischio investimenti e risparmi, più l'oro accresce il suo valore difendendo il capitale dalla svalutazione.
  • È un ottimo strumento per diversificare il proprio portafoglio e ridurre i rischi di investimento.
  • Liquidità immediata: l'ORO è sempre convertibile in denaro, in qualunque valuta ed ha una sua quotazione mondiale in vendita e in acquisto.
  • È facilmente custodibile perché un lingotto ha dimensioni contenute (1 lingotto d'oro da 1 Kg ha le dimensioni più piccole di un iPhone)
  • È esente da IVA, non è soggetto ad obbligo di dichiarazione di possesso (al riparo da eventuali patrimoniali) e solo in fase di rivendita è assoggettato alla tassazione sulle plusvalenze.
  • Non devi acquistare per forza una grande quantità di oro. Puoi acquistare piccoli lingotti o attivare un conto in oro fisico, l’equivalente di una forma di accantonamento che ti permette di creare un piccolo tesoretto per il futuro

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