Oltre l'Oro: perché gli investitori ora scommettono sul Platino

Il platino recupera terreno su oro e argento con un rally del 50% nel 2025. Ecco perché il metallo, a lungo dimenticato, è tornato nel mirino degli investitori.

Dopo aver trascorso quasi un decennio a oscillare tra 600 e 1.250 dollari l'oncia, i prezzi del platino sono aumentati di quasi il 50% nel 2025. Questa impennata non avviene in modo isolato; si inserisce, infatti, in un contesto che vede il più grande rally dell'oro dal 1979 e un forte rialzo anche per l'argento.

Ciò che accomuna questi metalli preziosi è la crescente preoccupazione globale riguardo al detenere valute fiat. Questo scetticismo verso le valute emesse dalle banche centrali è alimentato da un contesto economico complesso, definito da tre fattori principali: un'inflazione di fondo superiore all'obiettivo e spesso in aumento, tassi di interesse in calo e deficit di bilancio eccezionalmente elevati in molte delle maggiori economie mondiali.

Sul fronte dell'inflazione, la maggior parte delle banche centrali punta al 2%. Tuttavia, con la notevole eccezione di Cina e Svizzera, quasi tutte le principali economie stanno registrando un'inflazione di fondo superiore a tale obiettivo. Peggio ancora, i tassi di inflazione di fondo hanno smesso di scendere e in molti paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Giappone, hanno ricominciato a salire.

Nonostante questa inflazione elevata e crescente, quasi tutte le banche centrali del pianeta hanno paradossalmente abbassato i tassi di interesse, favorendo gli acquisti di preziosi. Le uniche eccezioni sono Brasile e Giappone, ma anche nel caso nipponico, con un tasso di riferimento allo 0,5% e un'inflazione di fondo che sale verso il 4%, il tasso di interesse reale del paese precipita a -3%.

In questo scenario, gli investitori mostrano una forte preferenza per l'acquisto di asset che le banche centrali non possono "stampare", e tra questi rientrano oro, argento e platino. Va detto, però, che qualsiasi inversione di tendenza delle banche centrali verso un inatteso aumento dei tassi rappresenta un chiaro rischio per questo rally.

Tornando al platino, il suo rialzo attuale è il maggiore dal 2009-2011 e ha persino sovraperformato oro e argento in alcuni momenti del 2025. Tuttavia, questo exploit recente nasconde una debolezza di lungo periodo: se si considerano i rapporti di prezzo, il platino ha sottoperformato l'oro dal 2011 e l'argento addirittura dal 2003.

Il motivo di questa performance storicamente inferiore risiede nella forte dipendenza del platino dall'industria automobilistica, in particolare dal suo utilizzo nei convertitori catalitici dei motori diesel. La domanda per questo uso ha raggiunto il picco nel 2006-2007, per poi diminuire o stabilizzarsi, mentre la domanda per gioielli o altri usi industriali è cresciuta poco. A lungo termine, una nuova spinta potrebbe però arrivare dalle celle a combustibile a idrogeno, che lo utilizzano come componente chiave.

Proprio per questo, gli investitori a caccia di occasioni, che cercano protezione dalle conseguenze inflazionistiche dei deficit e dei tassi bassi, sembrano ora guardare al platino. La sua passata debolezza, unita a un'offerta limitata e geograficamente concentrata, lo rende un asset interessante sia per un suo potenziale rialzo dei prezzi, sia soprattutto per il suo ipotizzabile ruolo di diversificazione.

 

Carlo Vallotto

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