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La fine del mercurio e la sfida all’illegalità nelle miniere d’oro in Colombia

L’estrazione mineraria in Sudamerica e in particolare in Colombia ha un enorme impatto sull’ambiente e la salute dei cittadini. La causa principale è l’utilizzo di mercurio, impiegato per l’estrazione dell’oro e di altri minerali. Ogni anno vengono disperse nell’ambiente fino a cento tonnellate del tossico metallo liquido che inquinano il suolo e le falde acquifere, compromettendo la salute dei minatori e delle persone che vivono nei pressi delle miniere. La Colombia si è attestata negli anni come uno dei maggiori inquinatori da mercurio al mondo. Dal 2018 le cose stanno però cambiando. Ecco un nuovo capitolo della nostra ricerca di buone pratiche nel mondo dell’oro.


Approfondimento
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Come la Colombia ha deciso di liberarsi del mercurio nelle miniere d’oro

Uno dei più grandi distretti minerari colombiani, Antioquia, produceva nel decennio scorso dalle 10 alle 20 tonnellate all’anno di oro. Ogni 60kg d’oro venivano utilizzati fino a 120g di mercurio, un vero e proprio lago argentato che non è mai stato smaltito correttamente.

Il mercurio arrivava nelle aree urbane di Remedios, Segovia e Zaragosa attraverso le falde acquifere e le concentrazioni raggiungevano picchi 1000 volte superiori a quelle stabilite come limite massimo dall’OMS. “Ogni anno, a Remedios, vengono effettuati in media 15 trapianti di rene: i vapori di mercurio tendono ad accumularsi nei reni danneggiandoli” dichiarava nel 2010 Marcello Veiga, consulente del braccio delle Nazioni Unite che si occupa di sviluppo industriale. Alcuni studi hanno evidenziato l’insorgenza nei bambini di sindrome da deficit di attenzione, problemi di memoria e di linguaggio mentre nei minatori l’esposizione eccessiva porta a perdite di memoria ed emicranie croniche. “Non sappiamo quante persone siano morte a causa dell’inquinamento da mercurio perché né i dottori né il personale infermieristico hanno gli strumenti adatti per analizzare le urine e rilevare il mercurio”.

Finalmente, il 16 luglio 2018, il governo colombiano ha annunciato di aver vietato definitivamente l’uso del mercurio nell’estrazione di minerali. Il divieto ufficiale di utilizzare mercurio nelle miniere era stato stabilito dalla legge 1658 del 2013, che concedeva cinque anni alle aziende minerarie per eliminare il metallo dalle lavorazioni. E nel 2023 diventerà effettivo il divieto totale del suo uso industriale.

Per accelerare la transizione, il governo colombiano nel 2017 ha limitato l’importazione di mercurio da cento a 5 tonnellate all’anno, utilizzate però principalmente nel settore sanitario fino al 2023. Il governo ha inoltre messo in atto un piano per monitorare il flusso di mercurio importato illegalmente e per la verifica degli adeguamenti delle miniere.

La Colombia è ad oggi pioniere in questo senso tra gli altri paesi in via di sviluppo. Grazie a questa legge la Colombia va oltre i paletti fissati dalla Convenzione di Minamata sul mercurio, che non ha fissato una data di eliminazione per l’uso di questo elemento nelle miniere di tutto il mondo.


Approfondimento
Cianuro e mercurio nella lavorazione dell'oro

La sfida delle miniere d’oro clandestine e l'affaire Svizzera

La vera sfida si svolge però nelle retrovie, dove il mercurio rappresenta il metodo più economico e veloce nell’attività di estrazione dell’oro. Oggi che il mercurio è sempre meno disponibile le organizzazioni criminali colombiane trovano altre strade per procurarselo e per estrarre e commercializzare oro illegalmente, passando per sfruttamento e riciclaggio.

L’estrazione illegale d’oro è controllata da organizzazioni criminali e il valore di queste attività si crede sia superiore a quello del traffico di droga, con proventi che si aggirano tra 1,9 e 2,6 miliardi di dollari l’anno. Nel 2011 tra il 50% e il 90% delle miniere d’oro di Colombia e Venezuela erano sotto il controllo della criminalità organizzata e dei gruppi armati, l’oro è la principale risorsa finanziaria di miliziani di destra, ribelli di sinistra e storici narcos.

Nuova linfa alla criminalità arriva dal continuo rialzo del prezzo dell’oro, soprattutto in un contesto di incertezza in cui è evidente la perdita di fiducia nelle valute dovuta anche alle politiche monetarie internazionali fortemente espansive. L'oro è infatti ad oggi l’investimento a lungo termine più sicuro a salvaguardia del capitale con un ottimo ritorno sull’investimento.

La sfida inoltre supera i confini colombiani e diventa un affare internazionale. Ad esempio fra il 2009 e il 2018 la raffineria svizzera Argor Heraeus di Mendrisio ha acquistato da 5 a 9 tonnellate d'oro all'anno da C.I.J. Gutiérrez, il più importante esportatore colombiano d’oro, finito in uno scandalo e accusato di aver lavato e commercializzato illegalmente l'oro estratto attraverso una rete di fornitori di facciata e di averlo esportato come oro legale.

A tale scopo la società C.I.J.J. Gutiérrez si sarebbe servita di cercatori artigianali: avrebbe utilizzato l’identità di alcuni di loro e nomi fittizi. Ciò avrebbe permesso all'impresa di dichiarare l'oro estratto illegalmente con attrezzature pesanti, come legalmente prodotto da cercatori artigianali.

Non è chiaro se Argor Heraeus fosse a conoscenza dei traffici di Gutiérrez. Ci si augura che non sia così visto che la mission aziendale è quella di sostenere la lotta contro la concorrenza sleale, la corruzione, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo; inoltre la tutela dell'ambiente e l'uso attento delle risorse naturali fanno parte dei principi dell'azienda. Il sito web della raffineria afferma che il rispetto dei diritti umani universali è uno dei valori fondamentali di Argor Heraeus.

Nel suo rapporto “Commercio di oro prodotto in violazione dei diritti umani” del novembre 2018, il Consiglio federale svizzero non escludeva "la possibilità che dell'oro estratto in violazione dei diritti umani sia importato in Svizzera". Tuttavia il Governo continua a fare affidamento su misure di carattere volontario da parte delle imprese. Ciò porta a una situazione paradossale: la Svizzera sostiene la promozione della pace in Colombia, ma non introduce l’obbligo di dovuta diligenza che renderebbe più difficile il finanziamento dei gruppi armati.

La scelta consapevole dell’oro etico con RJC e OROvilla

Quando una prassi diventa inaccettabile, quando siamo di fronte alla violazione dei diritti umani, allo sfruttamento, all’incuranza verso l’ambiente e la salute dei più fragili arriva il momento di prendere una posizione, di fare una scelta. Possiamo scegliere di acquistare i nostri gioielli o l’oro da investimento da brand e aziende che abbiano fatto una scelta responsabile e utilizzano oro etico.

Con oro etico si intende una tipologia di oro che viene estratta e lavorata in armonia con l’ecosistema circostante, in collaborazione con le comunità coinvolte e nel rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori.

"Anche Orovilla ha fatto questa scelta diversi anni fa, quando a molti poteva sembrare rischiosa sul breve periodo, ma che invece ci ha permesso di lavorare con etica, mantenendo un’estrema chiarezza con i nostri clienti e consulenti. Abbiamo fatto la scelta giusta.

Orovilla è infatti fin dal 2012 membro RJC, Responsible Jewellery Council, un’organizzazione no profit che certifica più di 850 compagnie della filiera produttiva dell’oro nel processo dall’estrazione alla vendita al dettaglio.

RJC impegna i membri nel rispetto di un codice etico molto dettagliato. Diritti umani, diritti dei lavoratori, impatto ambientale, comunicazione chiara sono solo alcuni dei temi affrontati da RJC.

La preziosità dell’oro non può prescindere dal rispetto. Fare parte di RJC da ormai più di 8 anni è per noi un grande onore e il simbolo del nostro impegno quotidiano per garantire ai nostri figli un futuro migliore, sia economicamente che umanamente." (Oro etico per proteggere le foreste del mondo)

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Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci! I nostri consulenti sono sempre a vostra disposizione via e-mail (orovilla@orovilla.com) oppure telefonicamente al numero 02-8853215.

1 Commenti

  • 1
    Martedì 9 febbraio 2021 alle 17:18
    Drommi Vincenzo scrive:

    notizie interessanti al livello di conoscenza che molte cose non si sanno. Grazie

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