Inflazione e crescita: c'è un rischio stagflazione?

Nel 2021  è stato protagonista l’ottimismo finanziario e i mercati azionari hanno visto forti recuperi dopo i primi mesi di pandemia. Il 2022 ha completamente cambiato il quadro:

  • L’inflazione non è più temporanea, ma è qui per restare
  • Le stime di crescita superiori al +4% per il 2022, sono state riviste al ribasso, addirittura in calo sia nel 2022 che nel 2023.

Ci sono due possibilità che si stagliano nel futuro delle economie mondiali: il rischio di una recessione e il rischio ben più preoccupante della stagflazione. Ma qual è davvero la situazione attuale e quali sono i rischi per i mercati?

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La situazione oggi tra inflazione e stagnazione dell’economia

Una delle cause principali dell’inflazione è, come tutti abbiamo imparato, il costo dell’energia. Lo vediamo dalle nostre bollette che, sebbene calmierate dall’intervento del Governo, hanno comunque visto aumenti preoccupanti. Lo vediamo dall’aumento delle quotazioni del gas in Europa che ha diverse cause concatenate tra loro:

  • La ripresa dell’economia
  • Un’offerta di gas insufficiente per soddisfare la domanda
  • Un’offerta di gas che non è stata aumentata durante l’inverno come negli scorsi anni

L’inflazione in Italia è pertanto arrivata al 4,8% (prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale, indice NIC) e non se ne andrà nel breve periodo. Potrà rallentare, ed è probabile che lo farà, ma resterà comunque abbastanza alta da rosicchiare il valore reale della moneta. La perdita di potere d’acquisto sarà ancora maggiore visto che non ci sono stati e non sono previsti aumenti dei salari.

A tutto questo si aggiunge la revisione al ribasso delle stime di crescita in tutto il mondo, Cina compresa.

Le Banche Centrali fanno quello che possono e ricorrono all’aumento del tasso di sconto per limitare l’accesso al credito. Le previsioni fanno pensare che se il tasso di sconto dovesse alzarsi troppo repentinamente, eventualità possibile, l’economia potrebbe bloccarsi di nuovo: da qui alla stagflazione il passo è molto breve.

"La stagflazione è una forma atipica di inflazione nella quale i tassi di inflazione aumentano nonostante il fatto che l’economia sia in un periodo di stagnazione. Questa è generata in circostanze speciali, come accaduto negli Stati Uniti negli anni ’70, quando nonostante gli alti tassi di disoccupazione e la crescita economica negativa il prezzo del petrolio salì alle stelle." (Inflazione cos'è e come proteggersi con l'oro fisico)

Se l’inflazione può essere nel lungo periodo un bene per l’economia di un paese, la stagflazione è invece una minaccia.

Qual è il miglior investimento per tutelare il potere d’acquisto?

Basta osservare le quotazioni degli ultimi mesi. L’oro sta rispondendo in maniera netta sia all’inflazione che alla situazione geopolitica in Europa

Mai come in questo momento è fondamentale avere una riserva del proprio patrimonio ben protetta dalla perdita di potere d’acquisto e al riparo dai venti di tempesta che si preparano sui mercati. Quale sarà il bene che più di tutti reggerà il colpo? Da millenni è sempre lui: l’ORO.

Stime delle quotazioni dell'oro nei prossimi anni

"Il grafico sopra è stato pubblicato dalla Incrementum AG, società di Wealth Management con sede nel Liechtenstein e si basa su uno studio della relazione tra ORO e inflazione. Confrontando gli andamenti dell’ORO in uno scenario inflativo gli analisti della Incrementum hanno calcolato la distribuzione probabilistica del prezzo dell’ORO nel 2030.

Prima di commentare il risultato dobbiamo specificare due aspetti:

  1. Alla base del calcolo c’è una proiezione della futura inflazione; nessuno ovviamente può assicurare che questa si svilupperà nella medesima modalità, durata e intensità utilizzata dal calcolo.
  2. 2. Questa è una fotografia che proietta la situazione al 2030: ciò significa che l’evoluzione nel durante non viene considerata e si potrà verificare se era giusta o sbagliata solo nel 2030.

Gli istogrammi indicano per ciascuna fascia di prezzo la probabilità al 2030: la maggiore (20%) indica una fascia tra 4.000 e 6.000 dollari l’oncia, seguono le zone 3.000-4.000 (19,5%), 6.000-8.000 (16,8%) e 2.000-3.000 (16%) e poi le altre con percentuale decrescente. La media pesata per la probabilità è di 5.829 dollari l’oncia. Mancano otto anni al 2030 e tutti noi che investiamo in ORO siamo convinti che ci basterebbe anche molto meno, ma certo l’aspetto che ci dà più fiducia è che la probabilità che resti tra 1.000 e 2.000 dollari è solo del 4,1%" (Oronews, febbraio 2022)

Come proteggere i propri risparmi dall'inflazione?

  • Investi una percentuale (15-20%) del tuo patrimonio in oro fisico per tenerlo al sicuro
  • Acquista oro fisico con regolarità, anche in piccole quantità per ottimizzare i guadagni e minimizzare le perdite dovute alla volatilità: il PAC in oro fisico è la soluzione più intelligente
  • Acquista oro sostenibile: questo è il momento di spingere sulla sostenibilità anche del bene rifugio per eccellenza e di non finanziare operazioni illecite, sfruttamento e degrado ambientale
  • Resta informato: la cultura finanziaria è la tua arma più potente contro la crisi. Solo con la conoscenza e la consapevolezza potrai muoverti attraverso il mare magnum finanziario senza commettere errori fatali.
  • Affidati ad esperti che siano in grado di consigliarti con saggezza
  • Abbi pazienza. L’oro dà il meglio di sé sul lungo periodo. Se i guadagni del metallo sono piuttosto bassi nel breve periodo ricorda sempre che negli ultimi 20 anni il suo prezzo è quintuplicato, mentre il valore del denaro è dimezzato! Se 1000€ investiti in oro 20 anni fa oggi valgono 5000€, 1000€ messi sotto il materasso nel 2001 oggi valgono 500€!

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