Venerdì, 7 gennaio 2022

Fintech e sicurezza: investire senza paura e proteggersi con l’oro fisico

Informatizzazione, smaterializzazione, algoritmi, machine learning e criptovalute: questo è il nuovo mondo finanziario. Ma non è tutto oro (digitale) quello che luccica. Si calcola che per ogni dollaro investito da chi si occupa di sicurezza informatica si sono avuti 7 dollari di perdite causate da attacchi informatici, circa 6000 miliardi di dollari in tutto il mondo. Gli attacchi informatici sono aumentati del 1318% nel 2021 (dati Trend Micro).

Esiste un modo per proteggere i propri investimenti che non sia tenere i soldi sotto il materasso (lasciando che perdano il loro valore)? Investire in asset a basso rischio, beni rifugio fisici e di tua esclusiva proprietà. Come l’oro. 

Investire è sicuro? Il mondo Fintech è sicuro?

Le soluzioni fintech hanno reso più accessibili molti aspetti della finanza, ma questo apre nuove frontiere a chi vive di violazioni dei dati, furti di identità e altri rischi collegati alla sicurezza informatica. Più digitalizzazione significa necessità di infrastrutture informatiche sicure che proteggano investitori e asset. Il mondo finanziario è preparato?

La Cybersecurity è oggi al centro del dibattito politico ed economico, tuttavia non esiste una linea comune a livello internazionale che certifichi una linea di condotta comune contro gli attacchi informatici: ogni organizzazione finanziaria e giurisdizione agisce per conto proprio e cerca di proteggere i propri investitori.  

Nel mondo digitale contemporaneo, dove ci sono soldi, ci sono cyber attackers”: secondo IBM i settori finanziario e assicurativo sono quelli più colpiti negli ultimi tre anni. Questo è inevitabile se pensiamo che mezzo miliardo di nuovi utenti per i sistemi di pagamento digitale sono entrati nel sistema: significa che ci sono mezzo miliardo di nuovi target per gli hacker di tutto il mondo. Hacker, istituzioni e sistemi normativi si stanno concentrando sempre di più sul mondo finanziario, quello più appetibile per attacchi digitali ad alto profitto. Teniamo conto che:

  1. Non tutti gli attacchi possono essere prevenuti: è importante saper reagire all’attacco e investire in questo senso, visto che non è possibile creare infrastrutture impenetrabili
  2. La digitalizzazione dei dati nel settore finanziario è ormai inarrestabile e sempre più veloce
  3. La complessità dell’ecosistema finanziario e l’aumento di interconnessioni sono causa di rischi sempre più alti di aggressione
  4. Sempre  più spesso molti servizi vengono offerti da terze parti, come ad esempio servizi in cloud e piattaforme automatizzate, per loro natura più permeabili agli attacchi informatici, sebbene nessuno sia davvero esente da rischio, neppure le maggiori istituzioni, pubbliche o private.

A fronte quindi di malware, ransomware o vere e proprie truffe attraverso mail, messaggi o telefonate, gli esperti di cyber security oppongono social engineering, machine learning e controlli a tappeto delle operazioni sospette.

E c'è un settore ancora poco conosciuto dai più, che vive proprio grazie alla mancanza di un controllo dall'alto: quello delle criptovalute. Democratiche forse, ma anche molto facili da utilizzare e violare per chi non ha buone intenzioni.

Criptovalute: rischi da non sottovalutare

La Banca d’Italia ha spesso cercato di mettere in guardia i cittadini dalla diffusione incontrollata delle criptovalute. I motivi sono tanti e diversi. La capitalizzazione di mercato a livello globale è triplicata nel 2021, raggiungendo i 2500 miliardi di dollari. Ignazio Visco, nel suo intervento alla Giornata mondiale del Risparmio ACRI 2021 ha detto: “Abbiamo informato i cittadini italiani sui pericoli legati a quelle attività digitali che, per loro natura, hanno un valore instabile e possono anche favorire operazioni illecite”.

Investendo in criptovalute si incorre in una serie di rischi che è bene tenere in considerazione, senza precludersi comunque questa possibilità. La consapevolezza deve restare il mantra dell’investitore e di ogni buon risparmiatore.

Il rischio più banale è quello di non poter più aver accesso al proprio wallet. Quante volte  abbiamo perso una password e l’abbiamo recuperata con facilità grazie al gestore del servizio? Con un sistema decentralizzato e basato su crittografia, come quello cripto, non è possibile, e allo stesso modo è impossibile annullare transazioni fraudolente effettuate a nostro danno.

L’estrema volatilità è un altro rischio che ogni investitore deve assolutamente considerare prima di acquistare Bitcoin o qualunque altra criptovaluta. Ed è anche la caratteristica che rende così poco calzante la definizione del Bitcoin come oro digitale!

Ma il rischio più significativo deriva dalla natura stessa della criptovaluta, che la rende soggetta all’utilizzo per il finanziamento di attività illecite e alla minaccia di attacchi hacker.

"L'uso di questi strumenti nelle forme chiuse all'esterno dei partecipanti all’iniziativa (permissionless) preclude una vigilanza privata (come quella svolta dai collegi sindacali e dalle società di certificazione) o pubblica (da parte delle autorità di vigilanza). Senza presidi adeguati (norme ed enti), ne consegue un peggioramento della trasparenza del mercato, fondamento della legalità e delle scelte razionali degli operatori. Tra gli effetti negativi ben conosciuti vi è la schermatura che queste tecniche consentono ad attività criminali, come l’evasione fiscale, il riciclaggio di denaro sporco, il finanziamento del terrorismo e il sequestro di persone. La concentrazione nel possesso di Bitcoin che è stata recentemente accertata può riflettere questo aspetto del problema." (Paolo Savona all’incontro annuale della Consob con il mercato finanziario)

Secondo un recente studio di Capterra le valute digitali rischiano di restare al palo nel nostro paese, notoriamente poco propenso all’investimento consapevole, proprio per paura.

  • Il 54% degli italiani è preoccupato per il rischio di attività illegali grazie all’anonimato e all’assenza di vigilanza. Il 51% degli italiani intervistati ritiene che il commercio mediante criptovalute dovrebbe essere regolamentato dallo Stato o da un’altra istituzione
  • Il 20% degli italiani ha timori relativi alla sicurezza delle transazioni. Verifica e convalida delle transazioni e tecnologia crittografica come barriera di sicurezza contro gli attacchi informatici sono infatti paradossalmente anche la causa stessa di problemi tecnici, errori umani o attacchi hacker.

Investire in criptovalute è una possibilità, a volte piuttosto remunerativa, ma non va mai fatto con leggerezza.

Continua a investire, ma proteggiti con l’oro fisico

Il mondo finanziario è sempre più digitale. Per non rischiare conviene non investire più? Assolutamente no. Investire significa creare capitale, creare ricchezza, significa togliere il denaro da sotto il materasso chè, lo sappiamo, lì rischia solo di perdere il suo valore.

 


Approfondimento
Meglio i soldi sotto il materasso o investire in oro? Facciamo due conti

 

Ciò che invece possiamo e dobbiamo fare è proteggere i nostri risparmi investendone una parte in un bene fisico, tangibile, solo di tua proprietà e rifugio contro inflazione e rischi di controparte: l’oro fisico.

Puoi investire in oro fisico in diversi modi, ciò che conta non è quanto averne o quando acquistarne. L’importante è averne, perché l’oro fisico:

  • è il bene rifugio per eccellenza, l’unico le cui quotazioni si muovono in direzione opposta rispetto agli altri beni come il mercato azionario, i buoni del Tesoro e le obbligazioni.
  • è un ottimo diversificatore per il portafoglio di investimenti
  • è fisicamente di tua proprietà, a differenza di azioni, obbligazioni e titoli di stato, il cui valore dipende dalla capacità di chi lo ha emesso
  • significa liquidità immediata perché è sempre convertibile in denaro, in qualunque valuta ed ha una sua quotazione mondiale in vendita e in acquisto. Puoi venderlo in qualunque momento desideri e in qualsiasi valuta, poiché ha una sua quotazione mondiale sia per vendita che per l’acquisto.
  • è esente da IVA, non è soggetto ad obbligo di dichiarazione di possesso, ma solo in fase di rivendita è assoggettato alla tassazione sulle plusvalenze.
  • è facilmente custodibile: Il suo peso specifico garantisce dimensioni contenute di lingotti e monete: 1 lingotto d'oro da 1 Kg ha dimensioni più piccole di un iPhone.
  • è accessibile a chiunque ed è diventato un regalo gradito che si valorizza  nel tempo
  • è stato dichiarato ufficialmente attività a RISCHIO ZERO.

 


Approfondimento
Basilea III, l'oro come asset a rischio ZERO

 

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