Venerdì, 28 agosto

Domanda e offerta di oro fisico: come funziona sulle quotazioni?

Il mercato dell’oro è unico e non solo perché in quanto bene rifugio è quasi sempre in controtendenza rispetto al mercato azionario, ma perché, proprio in quanto bene rifugio da 5000 anni, disponibile in quantità limitate, viene utilizzato come valuta, come strumento finanziario a tutela dei rischi sistemici e contro l’inflazione.

Di fatto l’oro è in tutto e per tutto uno strumento finanziario il cui prezzo viene stabilito quasi esclusivamente nei mercati azionari di Londra, New York e Shanghai/Tokyo e solo in misura nettamente inferiore, quasi trascurabile gli scambi che avvengono sui mercati fisici (lingotti, monete, oro usato,…) hanno un impatto sulle quotazioni. Per questo motivo, a differenza di altri beni, il COVID sta avendo effetti molto evidenti sulla domanda di oro fisico. Vediamo quali.

La domanda di oro fisico durante e dopo il COVID

Partiamo da un concetto base dell’economia che tutti conosciamo: semplificando al massimo, quando la domanda di un bene supera l’offerta il prezzo di quel bene aumenta; al contrario quando c’è un’offerta superiore rispetto alla domanda dei consumatori il prezzo tende ad abbassarsi. In che modo questa legge influisce sul valore dell’oro? Oppure influisce in modo solo marginale?

Secondo il WGC, nel 2019 la gioielleria rappresentava la metà della domanda di oro fisico nel mondo (2.192 tonnellate), lingotti e monete un quinto (877 tonnellate), l’accantonamento da parte delle Banche Centrali il 15% (658 tonnellate), gli ETF un decimo (438 tonnellate). L’emergenza COVID avrà nel 2020 effetti profondi su queste percentuali. Ma anche sulla quotazione dell’oro?

Cina e India hanno ridotto del 65 e del 40% la loro domanda di oro per gioielleria.

Se fino allo scorso anno i due paesi rappresentavano 1/3 della domanda globale di oro fisico (1539 tonnellate) si stima che entro la fine del 2020 la riduzione arriverà al 50%. Bloomberg prevede che la domanda di gioielleria in India diminuirà di 210 tonnellate (30%) nel 2020, mentre gli operatori locali stimano una riduzione del 50% (350 tonnellate) nel consumo totale dell’anno.

Le Banche centrali hanno distolto l’attenzione dall’oro.

Nel 2018 e 2019 le Banche Centrali hanno aumentato l’acquisto di oro fisico e molti esperti definivano queste operazioni un segnale importante per tutti gli investitori che fosse giunto il momento di acquistare oro fisico. La domanda del primo trimestre del 2020 è rimasta stabile e il WGC prevede acquisti netti pari a 145 tonnellate.

Con la diffusione della pandemia, tuttavia, molte Banche Centrali hanno distolto l’attenzione dall’oro per dirottarla sulle valute. UBS ha calcolato che le Banche Centrali hanno acquistato il 26% di oro in meno ad aprile rispetto all’anno precedente. Questa situazione è in gran parte dovuta alla Cina, che, contrariamente a quanto fatto fino al 2019, non ha aumentato le proprie riserve aurifere da ottobre, insieme alla decisione della Russia di sospendere gli acquisti di oro ad aprile.

Per le Banche Centrali questa è però solo una pausa di riflessione. Secondo un recente sondaggio del WGC il 75% prevede un aumento delle riserve delle banche centrali globali nei prossimi 12 mesi, rispetto al solo 54% del 2019.

Lo snodo svizzero dell’oro abbandona la Cina per gli Stati Uniti.

La guerra silenziosa (ma non troppo) tra USA e Cina si combatte anche in Svizzera. Gran parte dell’oro che si sposta da Londra verso il resto del mondo passa per la Svizzera, dove risiedono le più importanti raffinerie del mondo. Sebbene il flusso aurifero non abbia risentito della pandemia, se non per un breve periodo, ciò che è cambiato è la destinazione. Con il calo della richiesta cinese sono esplose le richieste statunitensi che sono passate da 15 a 280 tonnellate d’oro, a supporto di una moneta in caduta libera. È possibile che con il superamento della pandemia e la normalizzazione di altri fattori determinanti della domanda di oro fisico, l’oro dei magazzini del Comex si possa spostare verso altre parti del mondo.

Gli investitori al dettaglio aumentano.

Il danno economico causato dalla pandemia e la crescita dei rischi finanziari hanno creato una domanda molto stabile di lingotti e monete. Gli investitori al dettaglio dominano il mercato delle monete. Le zecche internazionali hanno capacità limitata e non possono soddisfare periodi di intensa domanda. Di conseguenza le monete possono essere negoziate a premio rispetto al prezzo spot per l’oro fisico. Quest’anno i premi sono saliti fino a 135 dollari l’oncia.

Il mercato dell’oro fisico si rafforza con gli ETF

In base ai dati di Bloomberg, dall’inizio del 2020 gli ETF hanno aggiunto 622 tonnellate alle proprie riserve a livello globale, valore che supera il valore di un anno intero da quando sono stati creati gli ETF.

Prospettive sulle quotazioni dell’oro nel 2020

La domanda di gioielleria è diminuita drasticamente in seguito al lockdown e all’aumento del prezzo dell’oro. Anche le Banche Centrali hanno diminuito gli acquisti del metallo giallo. Questo avrebbe potuto causare un disequilibrio tra domanda e offerta, con conseguente abbassamento delle quotazioni. Il prezzo dell’oro è invece aumentato del 18%.

Anche se la domanda di oro fisico è più debole i prezzi possono comunque aumentare, se la domanda nei mercati finanziari rimane stabile. Ecco perchè l’oro resta uno strumento del tutto unico e decorrelato.

Inoltre le instabilità dei mercati, la prospettiva inflazionistica, i tassi d'interesse azzerati, la politica aggressiva dell’amministrazione Trump contro la Cina, il crollo del valore del dollaro e la spaventosa crisi occupazionale americana, non possono che spingere gli investitori sempre più verso il bene rifugio per eccellenza.

Jeffrey Currie, analista di Goldman Sachs, mette in evidenza che, nel momento in cui le autorità si impegnano a mantenere bassi i tassi di interesse, "l'oro è l'ultima valuta rifugio". Con un ulteriore ribasso dei tassi di interesse, Goldman Sachs punta ancora sull'oro, lo vede a 2.300 dollari l'oncia da una stima precedente a 2.000 dollari l'oncia.

Per ora l’oro è ancora su valori vicini ai 2000$/oz. È il momento di investire.

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