Domenica, 1 marzo

Crollano le borse e l’oro le segue

Il panico da incertezza genera comportamenti irrazionali. Proviamo a rimettere le cose al giusto posto.

Solo una settimana fa, i cittadini della Lombardia hanno svuotato i bancali dei supermercati; una reazione di panico di fronte a qualcosa che non si conosce e dagli esiti inaspettati.

Venerdì 28 febbraio le borse sono crollate come non si vedeva dal 2008, con il fallimento Lehman, letteralmente “buttando via tutto” come se non esistesse un domani.
(Nell’ottobre 2008 l’indice statunitense bruciò in una sola settimana il 19%, mentre il calo in 18 mesi dall’ottobre 2007 a marzo 2019 fu del 57%).

L’immagine qui sopra è stata scattata venerdì 28 febbraio alle 17.19, pochi minuti prima della chiusura delle borse europee e mostra partendo dall’alto e procedendo da sinistra verso destra le quotazioni di: S&P 500 (Stati Uniti), Eurostoxx 50 (Europa), FTSE MIB (Italia), Oro (Gold), Petrolio (Crude oil), Argento (Silver).
Le ultime 5 barre sulla destra di ciascun grafico mostrano l’evoluzione settimanale, mentre le barre rosse finali in ciascun grafico evidenziano il risultato della seduta di venerdì. Nelle ore successive a questa istantanea New York ha recuperato in parte, chiudendo comunque a -3,61%.

Che si sia creata una condizione di panico è chiaro, ma perché anche l’oro è sceso in questo modo? Non si era detto che l’oro un bene rifugio?

Per capire le dinamiche di evoluzione della settimana, esacerbate nella seduta di venerdì 28, dobbiamo cercare di comprendere i meccanismi del mercato: un palco che si compone di diversi attori e che quando si dispongono tutti all’unisono sviluppano effetti letali:

  • Vi sono i software automatici, Algotrading e High Frequency Trading (HFT), che una volta instaurata una tendenza la spingono sino al suo esaurimento.
  • Vi sono i replicanti (gli ETF) che a fronte delle vendite inducono a disporre immediatamente le liquidazioni negli indici che replicano.
  • Vi sono i grandi fondi che in presenza di riscatti sono costretti a vendere per chiudere le posizioni.
  • Vi sono i grandi trader che operano a leva che, nel caso la posizione vada contro di loro incappano nella chiamata margine (margin call) con la chiusura di tutte le posizioni, anche quelle in profitto e anche quelle che sarebbe meglio mantenere aperte.
  • Quanti erano in precedenza disposti a comprare, revocano i loro ordini evitando di “afferrare un coltello che cade” con la speranza di poter acquistare a prezzi ancora più bassi. La carenza di ordini genera buchi di liquidità che accelera i ribassi.

Tutti questi attori generano effetti a catena che si autoalimentano in un parossismo esponenziale.
A quel punto anche i piccoli investitori vanno in panico, desiderano svuotare il portafoglio e rimanere liquidi; “Cash is King”, il denaro è RE dicono gli americani e la reminiscenza di portafogli bloccati in posizioni in perdita obbliga ad agire senza riflettere troppo.

Questa è l’interpretazione di cosa molto probabilmente è successo ieri, l’oro è entrato nel vortice delle liquidazioni segnando un -3,4% e peggio ancora ha fatto l’argento con un -6,7%.

Ma mettiamo tutto nella giusta prospettiva: nell’ultima settimana le borse hanno perso oltre il 10%, mentre l’oro ha lasciato sul terreno il 3,6%.

E ancora, le borse hanno ormai restituito interamente i guadagni da inizio anno mentre l’oro conserva un rispettabile progresso del 4,4%.

Sono sufficienti queste due tabelle per ritenere che il ruolo di bene rifugio dell’oro resta confermato.

Bene ora che fare?
Difficile fare delle stime affidabili, non sappiamo come evolverà il contagio in Europa e soprattutto negli Stati Uniti e quindi non possiamo stabilire i reali impatti sull’economia globale.
Uno studio riservato di Goldman Sachs ha misurato gli effetti dei 5 maggiori episodi di epidemie che si sono succedute dal 2000 ad oggi riscontrando una mediana dei ribassi del 12%. A un mese dal termine del ribasso l’S&P 500 aveva recuperato lo 0,6%, a tre mesi il 6,0% e a sei mesi il 9,4%.

Quindi le borse reagiscono sempre con anticipo e anche se non sappiamo se abbiamo già raggiunto il fondo, possiamo certo dire che anche tutto questo passerà.

Più volte abbiamo insistito nel nostro ORONews sulla pazienza dell’investitore, secondo Warren Buffet “i mercati finanziari sono una macchina per trasferire ricchezza da chi non ha pazienza a chi ne ha.”

L’ORO è un investimento che guarda al valore e a noi piace guardare lontano. Siate pazienti.

Maurizio Mazziero

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