Tassa di successione: aumenterà davvero? E cosa significa?
Mai dichiarazione fu più intempestiva e malvista di quella di Enrico Letta delle scorse settimane, quando ha proposto di aumentare la tassa di successione (solo per donazioni ed eredità superiori ai 5 milioni di euro, problema che in realtà riguarda solo l’1% degli italiani) per finanziare una dote da destinare ai giovani al compimento della maggiore età. Una semplice proposta che ha riportato sul tavolo un’annosa questione. È davvero una possibilità?
Tassa di successione: cos’è e quanto vale
La proposta di incremento della tassa di successione ha sollevato una marea di polemiche ed è stata bocciata anche da Mario Draghi, che ha dichiarato: "Questo non è il momento di prendere i soldi dai cittadini ma di darli". Ma di che cifre stiamo parlando?
La tassa di successione, che in Italia copre solo lo 0,1% del gettito fiscale, è un’imposta che grava sull’asse ereditario e che va a colpire i beni del defunto al momento della successione degli eredi.
Sono oggetto di imposta di successione o donazione gli immobili (oltre alla tassa di successione saranno dovute in questo caso anche l'imposta ipotecaria e l’imposta catastale), tutte le obbligazioni, i crediti, i beni mobili e il denaro; in buona sostanza tutti i beni ereditati, i trasferimenti in favore del coniuge o di parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori).
L’imposta sarà dovuta esclusivamente su una base imponibile calcolata facendo la differenza tra il valore complessivo dei beni e il totale delle passività ereditarie deducibili e degli altri oneri che possono essere fiscalmente detratti.
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La tassa del 4% viene applicata solamente per un ammontare superiore a un milione di euro per i parenti in linea retta o coniugi;
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sale al 6% per ammontare superiore a 100.000€ nel passaggio a fratelli e sorelle;
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resta al 6% senza franchigia verso parenti fino al 4°grado
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Sale all’8%, senza alcuna franchigia, Per beni dell’asse ereditario trasferiti ad altri soggetti oltre il quarto grado di parentela, e per estranei alla famiglia del defunto
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Sono esenti
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i titoli di stato del debito pubblico, sia italiani che europei (motivo di grande attrazione degli investitori verso questi titoli dal basso rendimento), i buoni postali italiani, l’ammontare del Trattamento di fine rapporto maturato (cosiddetto Tfr), le polizze di assicurazione sulla vita e veicoli iscritti nel Pubblico Registro Automobilistico (automobili, motociclette, ecc).
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portatori di handicap grave (come individuato ai sensi della legge n. 112 del 2016)
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L’aliquota italiana della tassa di successione, per quanto la sua storia sia lunga e ricca di ostacoli, è comunque una delle più basse in Europa. Mentre in alcuni paesi è stata abolita (Svezia) o non è contemplata (Norvegia, Malta e Portogallo) in altri può superare il 30% (34% in Spagna) o coprire la metà dei beni ereditati (Germania).
Anche l’oro fisico rientra nel calcolo della tassa di successione
Il pericolo di aumento della tassa di successione non è del tutto scongiurato, nonostante il veto momentaneo di Mario Draghi. Maurizio Postal, consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla Fiscalità, non ha escluso che possa essere riconsiderata.
Per questo oggi molto spesso la successione viene pianificata con largo anticipo: chi ha dei patrimoni a rischio infatti cerca di evitarla con vari escamotage, rischiando di trasformarla in un’imposta esclusivamente immobiliare.
Anche chi ha acquistato e accantonato oro fisico dovrà inserire lingotti e grammi d’oro nel calcolo della tassa di successione.
“la presenza di oro da investimento nell’attivo ereditario del de cuius fa scattare l’obbligo, a carico degli eredi, di tener conto, ai fini della compilazione della dichiarazione di successione, del valore corrispondente all’oro ricevuto. Valore che concorre alla formazione dell’imposta di successione da determinarsi secondo le seguenti aliquote dell’imposta sulle successioni e donazioni”
Approfondimento Oro fisico, cosa succede in caso di successioni e donazioni |
Perché dunque acquistare oro fisico è comunque conveniente?
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Perché al momento l’unica tassa, oltre a quella eventuale di successione, che pesa sull’oro fisico è quella sulle plusvalenze al momento della vendita
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è esente dalla dichiarazione di possesso che è invece obbligatoria in caso di possesso di titoli, azioni o altri strumenti di investimento
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è esente da IVA
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Investire in oro fisico è importante per te, ma porta enormi benefici a tutte le generazioni future.
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