Oro in calo a 1220 dollari l’oncia: ecco perché è il momento di investire
L’oro continua a calare, la febbre dell’acquisto sale. Il 30 luglio l’oro sui mercati asiatici è sceso a 1220 dollari l’oncia, toccando di nuovo un mood di ribasso davvero interessante per chi abbia interesse a speculare sul metallo giallo. La tendenza ribassista dell’oro, in poche parole, continua a proseguire imperterrita, andando sempre più giù. Il rialzo del dollaro USD contribuisce al ribasso dell’oro, come è da sempre. Ora siamo ben sotto il cosiddetto “livello psicologico” di 1300 dollari l’oncia, la tendenza ribassista sta davvero facendo la felicità di coloro che hanno deciso di investire nel prezioso metallo giallo in vista di un futuro rialzo dello stesso, sempre confidando nel potere dell’oro, che - per sua stessa natura - non si svaluta mai eccessivamente, e che secondo diversi analisti, nei prossimi mesi potrebbe tornare a salire in modo interessante.
Gli investitori, nelle ultime ore, stanno scommettendo ancora sul ribasso dei prezzi del prezioso metallo giallo. Continua quindi l’andamento in discesa ampiamente previsto e che si è realizzato negli ultimi mesi.
L’oro si qualifica come vittima di un dollaro particolarmente forte che gli sta facendo vivere il suo periodo più nero (sempre in termini di valori) dall’inizio del 2013.
Non solo: l’oro risente anche dei tassi di interesse che sono già stati aumentati due volte nel 2018 dalla Federal Reserve e che di conseguenza fanno sì che l’oro ne risenta negativamente. Anche la guerra dei dazi e del commercio fra Usa e Cina e Ue, secondo gli analisti, è una delle cause di questo ribasso del metallo giallo.
Si stima che l’oro abbia perso ben 145 dollari l’oncia in circa 4 mesi. Gli investitori continuano a vendere oro e vendono i metalli senza tasso, scommettendo sugli ulteriori ribassi del prezzo.
Perché approfittare dell’oro proprio adesso?
Che l’oro ora sia in ribasso è una bella notizia per chi vuole incrementare il suo tesoretto nazionale. La Russia e la Cina, ad esempio, negli ultimi mesi hanno fatto incetta di lingotti d’oro come riserva per le loro banche nazionali, basandosi proprio su questa diminuzione di prezzi molto rara.
Il rafforzamento del dollaro lascia pensare che la situazione sarà così ancora per un po’, ma c’è da essere ottimisti per l’ultima parte dell’anno. Il rafforzamento del dollaro infatti potrebbe non andare oltre i prossimi mesi, sempre a causa della guerra commerciale con il resto del mondo. Inoltre l’aumento del protezionismo statunitense ha aumentato il rischio della crescita dell’inflazione negli Stati Uniti. L’oro raddoppia addirittura il suo prezzo, quando l’inflazione supera lo sbarramento del 3%. Bisogna quindi tenere d’occhio con grande attenzione l’andamento dell’inflazione nei prossimi mesi, perché in settembre la domanda dell’oro potrebbe cominciare ad aumentare. Verso la fine dell’anno, quindi, l’oro potrebbe tornare a brillare. Diversi analisti sono convinti che il metallo giallo possa recuperare a breve in conseguenza all’aumento dell’inflazione ed all’indebolimento del dollaro per la guerra dei dazi, vale quindi la pena investire adesso nel metallo giallo per non farsi trovare impreparati laddove realmente l’inflazione dovesse salire e i prezzi dell’oro dovessero schizzare in alto, dopo questa pausa di qualche mese con un andamento al ribasso. Insomma, l’oro non ha perso il suo status di bene rifugio: tornerà ancora a salire. Secondo alcuni analisti, il metallo giallo tornerà a salire sui mercati solamente quando sarà percettibile un rischio sistematico. Ad affermarlo è Joe Foster, Portfolio Manager e Gold Strategist presso VanEck. Ovviamente, il rischio maggiore sono i tassi di interesse della FED, dato che l’oro non frutta interessi se essi vengono rialzati altri beni da investimento possono diventare più allettanti del metallo giallo. Ma nei prossimi mesi potremmo assistere a delle vere sorprese.
