Venerdì, 3 febbraio 2023

Obbligazioni: cosa sono, come funzionano e sono davvero sicure?

Lo strumento finanziario che più di molti altri attira gli investitori prudenti e coloro che vogliono mettere al riparo il capitale dalla volatilità dei mercati azionari è quello obbligazionario. Gli ultimi anni ci hanno però insegnato che forse, pur trattandosi di strumenti più sicuri, i guadagni non sono affatto scontati. Anzi! In questo articolo cerchiamo di capirne di più.

Cosa sono e come funzionano le obbligazioni

Un’obbligazione è un titolo di debito emesso da un emittente, un prestito fornito dall’investitore (creditore) ad una società o ad un ente nazionale o sovranazionale (debitore), il quale si impegna a restituire il capitale all’investitore alla scadenza e al pagamento di un interesse periodico o ‘cedola’.

Nella pratica l’esborso da parte dell’investitore di una somma pari a 100 per obbligazioni con scadenza a 10 anni al 4% comporta il pagamento da parte dell’ente o della società debitrice di una cedola annuale pari a 4 e, alla scadenza, dell’ultima cedola più la restituzione dell’intero capitale iniziale (100).

Per quanto riguarda il pagamento delle cedole è possibile scegliere diverse soluzioni. Esistono infatti

  • Obbligazioni a cedola fissa: l’importo degli interesse è predeterminato e fisso dalla data di emissione fino alla scadenza (salvo default dell’emittente)
  • Obbligazioni a cedola variabile: l’importo degli interessi varia ogni anno, in base all’andamento del parametro di riferimento (indice Euribor o inflazione)
  • Obbligazioni senza cedola o Zero coupon: durante l’intero periodo non stacca cedole e il suo prezzo di emissione è sempre inferiore a quello di rimborso
  • Obbligazioni ‘strutturate’: hanno una struttura cedolare anomala che, per l’investitore esperto possono rivelarsi estremamente convenienti

Si tratta di uno strumento molto amato dicevamo dagli investitori prudenti perché, nella teoria, assicura il rimborso completo del capitale investito e un rendimento fisso periodico. Ci sono però vantaggi e insidie in questo strumento finanziario di cui è importante tenere conto.

In vantaggi dell’investire in obbligazioni sono evidenti

  • Hanno un rischio molto basso e rappresentano una componente del portafoglio di investimento che ha lo scopo di proteggere il capitale, come un bene rifugio
  • Sono strumenti efficienti ed efficaci per fare una corretta diversificazione
  • Sono flessibili e utilizzabili sia in una strategia prudente che aggressiva, sia dal piccolo risparmiatore che dal trader più esperto
  • Permettono di avere delle certezze in quanto si sa fin dal principio che il capitale verrà restituito e quale sarà l’ammontare delle cedole periodiche, permettendo di fare dei ragionamenti di investimento basati sui dati
  • Sono quasi sempre decorrelate dall’andamento dei mercati azionari: nel 2009 le obbligazioni sono state la salvezza di moltissimi investitori dopo il default della Lehman Brothers
  • Sono strumenti finanziari di lungo periodo, che permettono all’investitore di riflettere sulle azioni da intraprendere senza stress e volatilità

Investire in obbligazioni potrebbe dunque sembrare una strategia sicura e priva di rischi, ma non è così. Anche le obbligazioni, come tutti gli asset finanziari, comportano rischi, sebbene contenuti. I principali sono:

  • Default dell’emittente (pensiamo ai bond più tragicamente famosi degli ultimi decenni, dall’Argentina alla Grecia, dalla Parmalat alla Lehman Brothers,...)
  • Rischio di cambio, o valutario, quando si acquistano obbligazioni in valuta estera che nel corso degli anni si deprezza rispetto all’Euro.
  • Mancato reinvestimento delle cedole o reinvestimento ad un tasso inferiore rispetto all’investimento iniziale
  • Rischio illiquidità quando un’obbligazione è poco scambiata e non permette di acquistare o vendere facilmente le obbligazioni
  • Rischio di calo dei prezzi delle obbligazioni come conseguenza del movimento al rialzo dei tassi di interesse, come sta accadendo negli ultimi anni
  • Rischio di un’influenza politica negativa sull’utilizzo dello strumento obbligazionario, ad esempio con l’introduzione di una tassa sulle rendite finanziarie o di leggi che penalizzino alcuni investimenti a favore di altri

Rischio inflazione e obbligazioni

L’inflazione, come abbiamo purtroppo imparato nei mesi precedenti, è un nemico subdolo, anche quando parliamo di obbligazioni. Questo perché un capitale di 100, restituito dopo 10 anni di inflazione al 2% ha un valore ben inferiore, una perdita coperta solo in parte dall’ammontare delle cedole. Se poi, come negli ultimi mesi del 2022, l’inflazione tocca la doppia cifra, non c’è obbligazione che tenga.

A meno di non utilizzare obbligazioni indicizzate, sul capitale o sulla cedola, sulla base dell’inflazione maturata dalla data di godimento fino alla scadenza

Le obbligazioni negli ultimi anni: perché non sono più così convenienti

Il 2022 è stato un anno pessimo anche per le obbligazioni, soprattutto per quelle con scadenza più lunga che hanno subito un deprezzamento intorno al 25%. Tale deprezzamento deriva in particolare dall’effetto della duration.

La duration è una misura utilizzata nei mercati obbligazionari per valutare i rischi dell’investimento ed è anche una misura della loro volatilità. La duration è espressa in giorni e anni e fornisce, a un dato momento della vita di un titolo a reddito fisso, il tempo necessario perché esso ripaghi, con le cedole, il capitale investito inizialmente.

L’aumento dei tassi d’interesse fissati dalla banca centrale comporta come abbiamo visto un calo dei prezzi dell’obbligazione e quindi un impatto sulle performance dell’investimento e un aumento della duration, ossia del tempo necessario a ripagare il capitale impiegato.

Duration più lunghe implicano una maggiore sensibilità dell’investimento al rischio collegato alle eventuali variazioni dei tassi d’interesse.

Ad esempio, un'obbligazione con duration pari a un anno perderebbe l'1% del suo valore a fronte di un aumento dei tassi nell'ordine dell'1%. Per contro, un'obbligazione con duration pari a 5 anni perderebbe il 5% del suo valore con un analogo aumento dei tassi nella misura dell'1%.

Il meccanismo funziona all'inverso quando i tassi scendono: in questo caso, le obbligazioni con una duration più lunga registrano un aumento di valore superiore alle controparti con duration più breve.

Ad esempio, un'obbligazione con duration pari a un anno guadagnerebbe l'1% di valore a fronte di un calo dei tassi nell'ordine dell'1%. Per contro, un'obbligazione con duration pari a 5 anni guadagnerebbe il 5% di valore con un analogo decremento dei tassi nella misura dell'1%.

Rendimenti reali delleobbligazioni

"La figura mostra l’andamento da inizio anno di cinque ETF obbligazionari, sono dei fondi che replicano la performance di un paniere di titoli, in questo caso obbligazioni. Dalle etichette poste nel grafico si può notare che ciascuno replica l’andamento di titoli obbligazionari con scadenze diverse: 1-3 anni, 3-5 anni, 5-7 anni, 7-10 anni e 10-15 anni.

Da inizio anno nessuno di questi presenta un risultato positivo e la perdita è del 5% per l’ETF con titoli tra 1-3 anni e cresce via via che la durata sale sino al -24% relativo all’ETF con titoli compresi tra 10-15 anni. La ragione di un andamento di questo tipo è stata spiegata nell’OROvilla Spritz del 18 ottobre scorso, quando abbiamo parlato di duration.

Abbiamo selezionato questi ETF per simulare l’andamento di un portafoglio obbligazionario, ma il risultato non sarebbe stato molto differente se avessimo scelto qualche titolo singolo. Ad esempio il BTP con scadenza dicembre 2027 (5 anni) da luglio ad oggi ha perso il 6%, quello con scadenza dicembre 2032 (10 anni) da maggio ha perso oltre il 10%. Ma le perdite si approfondiscono in modo esasperato con durate più lunghe ad esempio il BTP con scadenza settembre 2052 (30 anni) da gennaio ad oggi ha perso il 34%. Siamo di fronte a perdite molto pesanti che hanno colpito investitori ignari e che nella migliore delle ipotesi dovranno attendere dai 3 ai 5 anni per recuperare quanto perso in obbligazioni in questo drammatico indimenticabile annus horribilis." (Maurizio Mazziero - Oronews, dicembre 2022)

Investire in obbligazioni nel 2023? L’oro è un’alternativa?

Gli analisti ritengono che il calo delle obbligazioni proseguirà per tutto il primo semestre 2023, fino al termine del ciclo dei rialzi dei tassi, per poi stabilizzarsi e iniziare un percorso di recupero verso la fine dell’anno.

Investire in obbligazioni è ancora conveniente perché si tratta di uno strumento a basso rischio, ma deve essere un rischio ben ponderato, considerando tutti i fattori, soprattutto inflazione e tasso di interesse.

L’oro non può essere un’alternativa, ma un complemento, un bene rifugio stabile all’interno di un portafoglio di investimento ben diversificato, che ne contenga una percentuale tra il 5 e il 15%, secondo le stime della maggior parte degli analisti e dei grandi investitori.


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