L'Oro nel 2026: Tra Accumulo Banche Centrali e l'Anomalie del Petrolio
Analisi del nuovo paradigma dell’oro: perché il supporto delle banche centrali e le divergenze con l’energia stanno riscrivendo le regole del mercato.
Come ho spesso evidenziato nelle mie analisi precedenti, il mercato dell'oro sta vivendo una fase di trasformazione strutturale che va ben oltre la semplice speculazione. Sebbene il rally parabolico di gennaio 2026 abbia lasciato spazio a una fase di riflessione, i fondamentali rimangono legati a un attore protagonista: le banche centrali.
Il ritorno dei "Grandi Acquirenti"
Dal 2010 abbiamo assistito a un’inversione di tendenza storica. Dopo vent'anni (1989-2009) in cui le istituzioni erano venditrici nette, il decennio attuale ha visto l'oro riprendersi il trono di asset di riserva. I dati sono impressionanti: tra il 2022 e il 2024 gli acquisti hanno superato le 1.000 tonnellate annue, con un picco record nel 2022 che non si vedeva dal 1950.
Russia e Cina guidano questa marcia, spesso assorbendo la propria massiccia produzione interna in modo "silenzioso" per ragioni di sicurezza nazionale. Ma non sono sole: a febbraio 2026, la Polonia ha sorpreso il mercato con un acquisto netto di 20 tonnellate, confermando che l'oro ha ufficialmente scalzato l'Euro come secondo asset di riserva più detenuto al mondo.
L’Anomalia: Il divorzio tra Oro e Petrolio
Un punto critico che avevo già sollevato riguarda la rottura della correlazione storica con l'inflazione energetica. Nonostante le tensioni nello Stretto di Hormuz abbiano fatto schizzare i prezzi del greggio, l'oro ha intrapreso un andamento anticiclico.
In questo scenario di "guerra fredda" economica, l'aumento del petrolio ha generato un'avversione al rischio tale da spingere molti operatori a liquidare le posizioni lunghe sull'oro per fare cassa, portando a una correzione dal massimo di gennaio. Questa correlazione inversa insolita è stata il principale ostacolo per il ritorno dell'oro sopra i massimi storici nelle ultime settimane.
Analisi Tecnica: Dove si fermerà la correzione?
Come sapete, individuare il "bottom" perfetto è impossibile, ma i livelli di supporto ci danno una bussola. Attualmente, l'area dei 4.100 dollari l'oncia rappresenta il supporto tecnico di breve termine. Tuttavia, dopo un rally che ha portato l'oro a toccare vette impensabili fino a pochi anni fa (superando i 5.600 dollari), una correzione più profonda non è da escludere se le prese di profitto dovessero intensificarsi.
Il supporto di lungo termine del mercato rialzista ventennale è situato molto più in basso rispetto ai prezzi attuali, il che lascia spazio a una volatilità significativa nel prossimo trimestre.
Perché il trend rimane rialzista
Nonostante la correzione in atto, i fattori a sostegno dell'oro rimangono, a mio avviso, oserei dire “granitici”:
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Debito pubblico fuori controllo e svalutazione delle valute fiat.
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Frammentazione geopolitica tra potenze nucleari.
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Ruolo di riserva: Finché le banche centrali considereranno il metallo come l'ultima ancora di salvezza, l'oro manterrà il suo valore intrinseco.
In sintesi, il rialzo dell'oro potrebbe aver bisogno di partire da un livello più basso per ricaricare le molle. Come vi ho sempre consigliato, la pazienza in queste fasi è tutto: i fondamentali non sono cambiati, è solo il mercato che sta prendendo fiato prima della prossima tappa.
Carlo Vallotto
DISCLAIMER: Le indicazioni contenute in questo messaggio non costituiscono in alcun modo delle raccomandazioni di acquisto o vendita: esse rappresentano una libera interpretazione dei mercati basata sull’analisi tecnica. Lo scrivente declina ogni responsabilità per le perdite derivanti dalle attività intraprese sulla base di queste analisi.
