La Moneta del mese: Sterlina d'oro Elisabetta II “Fiocco”
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L’origine della moneta e del suo nome
La Sterlina d’Oro "Fiocco", conosciuta come Elizabeth II Tied Ribbon, è una delle versioni più affascinanti e ricercate dai collezionisti, inoltre rappresenta un simbolo di transizione storica.
Il termine “Fiocco” deriva dalla corona di alloro annodata sul retro, indossata da una giovane Sua Maestà Elisabetta II al posto della classica corona d’oro.
Il merito di questa raffigurazione va alla scultrice britannica Mary Gillick allora settantunenne, nota per il suo stile ispirato ai medaglioni del Rinascimento italiano, in particolare a quelli di Pisanello.
L’artista vinse il concorso per il nuovo ritratto monetario indetto nel 1952 alla morte di Giorgio VI, il padre della regina Elisabetta. Il profilo fu modellato dal vivo e la Gillick scelse di non seguire la moda dei ritratti pesanti e solenni dei sovrani precedenti, optando per una linea essenziale e neoclassica.
Sebbene le prime Sterline d’oro dell'era Elisabettiana furono coniate solo a partire dal 1957, il ritratto "Fiocco" è quello che ha definito il primo ventennio del suo lunghissimo regno.
Il primo ritratto
Il lato principale presenta il primo ritratto della giovane Elisabetta II rappresenta un’opera di rottura rispetto alla tradizione precedente.
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L’Effigie: il ritratto di Elisabetta II rivolta verso destra evidenzia la gioventù della Regina e trasmette un messaggio di apertura alla modernità di un importante regno con origini storiche. Un Impero che arrivò a estendere il proprio dominio sui cinque continenti.
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La Corona di Alloro (Laureate Head): A differenza dei ritratti successivi, dove la Regina indossa il diadema di Stato o la corona reale, qui Elisabetta porta una corona di foglie d'alloro. Questo richiama l'antica Roma e la Grecia, simboleggiando la vittoria e l'onore, ma anche un senso di continuità con l'umanesimo classico.
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Il Fiocco (Tied Ribbon): I capelli della sovrana sono raccolti sulla nuca e legati con un nastro che termina in un piccolo fiocco con due lembi. Questo dettaglio conferisce alla moneta un aspetto estremamente femminile e grazioso, riflettendo l'immagine di una "Regina fanciulla" che portava speranza in un impero che si stava trasformando nel Commonwealth.
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L'Assenza di Spalline: A differenza dei ritratti maschili precedenti, il taglio del busto è "al collo", lasciando visibili le spalle, il che accentua l'estetica da medaglia d'arte piuttosto che da moneta burocratica.
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La Scritta: Attorno al profilo leggiamo in latino ELIZABETH II DEI GRATIA REGINA F.D. (Elisabetta II, per grazia di Dio Regina, Difenditrice della Fede).
San Giorgio e il Drago
Se il fronte celebra la novità, l’inizio di un lungo regno che arriverà sino ai giorni nostri il retro è pienamente aderente alla tradizione britannica.
L'immagine mostra un cavaliere nudo, impersonato da San Giorgio, che cavalca un destriero impennato mentre calpesta un drago ferito:
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L'Armamento: San Giorgio non indossa un'armatura medievale, ma è raffigurato secondo il gusto neoclassico: è nudo, indossa solo un elmo con pennacchio di crine, un mantello fluttuante e sandali. Brandisce una spada corta, che in precedenza era una lancia, poi spezzata, di cui si vede un frammento a terra.
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Il Movimento: L'incisore che creò questo disegno nel 1817 è l’italiano Benedetto Pistrucci e lo firmò con le sue minuscole iniziali B.P. L’artista riuscì a imprimere la forza e il dinamismo nella raffigurazione; particolarmente evidente la tensione dei muscoli del cavallo e la torsione del drago che, insieme alla figura di San Giorgio, creano una scena vivida e drammatica.
Il Significato Storico dell'Immagine
L'immagine di San Giorgio fu introdotta nel 1817 durante il Regno di Re Giorgio III e non fu casuale, ma richiama una serie di significati consolidatisi nel corso del tempo:
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Vittoria su Napoleone: San Giorgio che sconfigge il drago era la metafora perfetta per la Gran Bretagna che aveva appena sconfitto il "mostro" Napoleone Bonaparte nella battaglia di Waterloo del 1815. Rappresentava il trionfo dell'ordine e della civiltà sulla tirannia e sul caos.
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Identità Nazionale: San Giorgio è il santo patrono d'Inghilterra. Inserirlo sulla moneta d'oro più importante dell'Impero serviva a rafforzare l'identità nazionale e il ruolo di Londra come centro finanziario mondiale.
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Il "Gold Standard": Questa immagine è diventata il marchio di garanzia della Sterlina d'oro. Per oltre 200 anni, vedere San Giorgio sul retro ha significato per commercianti e banchieri di tutto il mondo che quella moneta conteneva esattamente 7,32 grammi di oro puro.
I dettagli anticontraffazione
La Sterlina "Fiocco" (1957-1968) appartiene a un'epoca in cui non esistevano i moderni sistemi laser o i micro-testi visibili solo con la lente. La sua sicurezza risiede nella perfezione dei dettagli fisici e nelle proprietà metallurgiche che i falsari dell'epoca, e quelli odierni, faticano a replicare esattamente.
In particolare, il dettaglio più difficile da falsificare nelle monete di quegli anni è la zigrinatura del bordo (il taglio rigato):
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Dettaglio: Nella Sterlina Fiocco, la rigatura deve essere netta, continua e perfettamente perpendicolare alle facce della moneta.
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Il segnale d'allarme: I falsi spesso presentano una zigrinatura approssimativa, "impastata" o con segni di giuntura che indicano una moneta fusa in uno stampo invece di essere stata coniata con una pressa.
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Il Fiocco: Nelle monete autentiche, i due lembi del nastro che scendono dal fiocco, hanno linee nitide. Nei falsi, tendono a essere arrotondate o meno definite.
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L'orecchio e i capelli: I falsari faticano a riprodurre la texture dei capelli sopra l'orecchio della Regina, che quindi si presenta come una massa indistinta.
Anche il retro presenta dei micro-dettagli anticontraffazione:
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Le iniziali B.P.: Sotto lo zoccolo posteriore del cavallo, nell'angolo destro, devono esserci le iniziali dell'incisore. Devono essere leggibili e non "sbavate".
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La muscolatura: La tensione dei muscoli delle gambe del cavallo e le dita dei piedi di San Giorgio sono dettagli millimetrici. Se apparissero “morbidi” o privi di spigoli vivi, la moneta potrebbe essere una fusione e non una coniazione originale.
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La coda del cavallo: Nella serie Fiocco, i peli della coda del cavallo devono essere distinti uno ad uno.
A questi particolari si associano altri elementi ad oggi facilmente riscontrabili:
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Il Peso: Deve essere esattamente di 7,988 grammi, l’oro puro è presente per 7,32 grammi. Una variazione superiore a 0,05 grammi, su una moneta non troppo usurata, è un segnale di allarme.
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Il Diametro: Deve essere esattamente 22,05 mm. Se la moneta è più spessa o più larga per compensare un metallo meno denso, come il rame o il piombo dorato, potrebbe indicare un falso.
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Il Suono (Ring Test): Se fatta cadere delicatamente su una superficie dura, o colpita leggermente con un'altra moneta mentre è in equilibrio sul dito, la Sterlina d'oro produce un rintocco cristallino, lungo e acuto. I falsi in leghe vili producono un suono "sordo" e breve.
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Il Colore: La Sterlina è composta da oro a 22 carati, con una lega di oro con rame al 8,33%. Questa lega conferisce alla moneta una tipica sfumatura rossastra/arancio, specialmente nelle coniazioni di quel periodo, anche per la superficiale ossidazione dovuta al rame. Se la moneta appare troppo gialla, simile all'oro 24 carati, o troppo pallida, probabilmente non contiene la giusta percentuale di rame o non è oro. Inoltre, non vi devono essere delle macchie che rivelano un metallo grigio, segno di una placcatura superficiale.
Le caratteristiche tecniche
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Conclusioni
La tabella qui sopra riporta le caratteristiche tecniche della moneta, si tratta di un esemplare fra i più scambiati al mondo e quindi associa al valore dell’investimento anche il pregio della liquidità, con possibilità sempre e in ogni momento di realizzare facilmente e a prezzi adeguati l’investimento.
Al tempo stesso, essendo il primo ritratto di Elisabetta II, le monete in condizioni "Fior di Conio", cioè mai circolate, tendono ad avere un piccolo sovrapprezzo rispetto al solo valore dell'oro contenuto e quindi rappresentano anche un valore numismatico per quanti fossero appassionati collezionisti.
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A cura di Maurizio Mazziero
