Martedì, 8 febbraio 2022

L’inflazione durerà più del previsto: come correre ai ripari?

Lo ha dichiarato Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, premurandosi poi di rassicurare la popolazione: “Consideriamo che durante l’anno 2022 (i prezzi,ndr.) si stabilizzeranno e caleranno gradualmente nel corso dell’anno”, un calo che dovrebbe proseguire nel 2023 e 2024. Quello che però ogni risparmiatore vede sono prezzi sempre più elevati e un carrello della spesa molto più oneroso.

L’inflazione in Europa tra previsioni e dati reali

L’istituto Eurostat ha confermato che lo scorso dicembre l’inflazione dell’area euro si è attestata al 5%, il valore più alto dall’inizio delle sue rilevazioni, nel 1997. L’ indice dei prezzi alla produzione, che tende ad anticipare l’andamento dei prezzi al consumo, è balzato in dicembre del 5% rispetto a novembre, ben oltre il rialzo previsto dello 0,8%.

Per la Lagarde non è possibile applicare la medesima politica di rialzo dei tassi applicata negli Stati Uniti, perché avrebbe conseguenze negative in Europa. “Auspico che la politica monetaria sia un ammortizzatore della crisi e soprattutto non un freno alla crescita”.

Lagarde ha proseguito dichiarando che la ripresa economica e il mercato del lavoro sono in miglioramento, con un momento di rallentamento nel primo trimestre del 2022 per poi riprendere con vigore nel corso dell’anno, grazie alla riduzione dei colli di bottiglia delle forniture e trainata da una robusta domanda interna che è sempre meno colpita dalla pandemia. In prospettiva "le famiglie dovrebbero godere di un reddito più elevato e spendere di più".

L’inflazione dunque dovrebbe rimanere a livelli più elevati per un periodo di tempo più lungo rispetto a quello prospettato qualche mese fa, ma si ritiene probabile che diminuisca, pur restando sopra la media, durante i prossimi mesi. Secondo gli esperti poco altro si può dire fino a quando non arriveranno i dati di marzo 2022.

La Lagarde, ha poi rassicurato dicendo che il consiglio direttivo della Bce "è pronto a utilizzare tutti gli strumenti a propria disposizione" per mantenere l'aumento dei prezzi al consumo al loro obiettivo del 2% nel medio termine”.

È chiaro che le parole di Lagarde mirano a rassicurare piccoli e medi risparmiatori e grandi investitori, perché se l’inflazione corre più dell’adeguamento dei salari il rallentamento economico è dietro l’angolo

Cosa possiamo fare oggi per proteggerci dall’inflazione?

Se l’inflazione è qui per restare, almeno nel breve-medio periodo, cosa può fare un risparmiatore per proteggere il proprio capitale?

Una cosa sicuramente NON deve assolutamente fare: lasciare i soldi sul conto corrente!

Lo abbiamo visto più e più volte: lasciare i soldi sul conto corrente è il modo migliore per bruciarli

C’è invece un asset che

  • Non perde mai il proprio valore
  • Nella storia, in periodi inflazionistici, ha sempre vistro aumentare il suo valore in quanto bene rifugio
  • Resta un asset fondamentale per la diversificazione del portafoglio di investimento in qualunque momento storico

È ovvio, parliamo dell’oro.

Nei periodi di forte inflazione storicamente si osserva un incremento delle quotazioni dell'oro, ma non è una costante matematica, dipende anche da altri fattori socio-economici (stress geopolitico, crisi del sistema finanziario e pandemie), che determinano un aumento o una diminuzione delle quotazioni di questo metallo prezioso. In qualunque caso però l'oro rappresenta una buona difesa nei periodi inflattivi, poiché a fronte di una diminuzione del potere d'acquisto della moneta, l'oro è la maniera perfetta per conservare la propria ricchezza.

Dalla fine del 1973, quando fu lasciato libero di fluttuare, il prezzo dell’oro è aumentato del 6,1% all’anno, cioè due punti percentuali in più dell’inflazione media. Abbiamo osservato in un precedente articolo che solo negli ultimi 15 anni l’oro è aumentato in media del 9% annuo. Questa “sovraperformance” dell’oro può essere attribuita alla crescente prosperità dei mercati emergenti, i cui cittadini sono stati in grado di comprare quantità significative di oro solo in anni più recenti.

Fare previsioni sul prossimo futuro non è facile, anche a fronte di esternazioni, informazioni e adeguamenti di mercato che sono sempre meno controllabili. Tuttavia molti elementi suggeriscono che l’oro continuerà a rappresentare una protezione a lungo termine contro l’inflazione. Dal momento che è improbabile che le banche centrali aumentino in modo significativo i tassi di interesse per combattere l’inflazione, non esiste alcun pericolo di un crollo sostenuto dei prezzi.

Come investire in oro fisico con OROvilla? 

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