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I bitcoin sono davvero l’oro digitale?

Gira voce che i bitcoin siano l’oro digitale, una tecnologia che negli ultimi anni sembra aver rivoluzionato il mondo dell’investimento e che in questi giorni viaggia su cifre e guadagni particolarmente interessanti. Ma è tutto vero? Molti investitori si sono lanciati nel mondo digitale senza pensarci un attimo, altri, più conservatori, non si fidano del tutto di una valuta del tutto immateriale, di cui non comprendono le dinamiche e di cui si è detto tutto e il contrario di tutto.

4 cose che forse non sai che accomunano oro e bitcoin

Un sondaggio globale del World Gold Council (WGC), l’organizzazione di sviluppo del mercato per l’industria dell’oro, ha coinvolto 18.000 persone in tutto il mondo. L’oro muove ovunque grandi capitali: il 46% degli investitori si affidano all’oro a protezione dei propri risparmi. Ma cos’ha in comune il più classico e affidabile dei beni rifugio con la scommessa digitale più remunerativa di sempre? E queste cose in comune li rendono equivalenti oppure no?

Gli investitori in oro e in bitcoin sono pronti a reinvestire

Sia chi investe in oro che chi investe in criptovalute dichiara che in futuro ne acquisterà di nuovo.Con qualche differenza:

  • Il 67% degli investitori in orolo ritiene un ottimo protettore contro inflazione e fluttuazioni di mercato, il 65% non crede che l’oro perderà il suo valore sul lungo periodo
  • Il 40% dei criptoinvestitori acquisterà in futuro nuovamente criptovalute, la stessa percentuale dei fondi di investimento.

Manca la fiducia nelle valute nazionali e nei mercati

Le monete nazionali non godono più della fiducia degli investitori, per questo tendono a preferire le materie prime, come base sicura, e altre forme alternative di denaro come le criptovalute.

Quello che emerge però è che molti di coloro che non hanno mai investito in prodotti azionari o in genere nelle alternative proposte nel sondaggio, hanno difficoltà a separarsi dal denaro contante, per una generale mancanza di fiducia nei confronti del mercato (il 48% dei potenziali consumatori di investimenti e il 28% di chi acquista gioielli), ma sono più propensi all’acquisto di oro fisico. Oltre il 25% non ha mai investito in oro fisico ma ci sta pensando.

Manca una seria educazione finanziaria

Il punto precedente è la diretta conseguenza di un problema ben più profondo: manca un’informazione approfondita e sicura e una educazione finanziaria che permetta di fare delle scelte consapevoli per il 66% dei potenziali acquirenti di oro fisico.

"La consapevolezza di specifici prodotti di investimento, la loro relativa convenienza e ciò che guida i loro prezzi potrebbero essere meglio comunicato", si afferma il rapporto del WGC, discutendo dell'oro. "Correggere idee sbagliate e colmare queste lacune genererebbe una crescita del mercato".

"Una maggiore consapevolezza dell'oro deve essere creata attraverso la TV, la stampa e i social media; è richiesta un'istruzione di qualità sui vantaggi nel possedere dell'oro; e, sebbene al momento non sia un problema diffuso, la prossima generazione di potenziali acquirenti di oro deve sapere di più sulle credenziali etiche del settore."

Il problema è ancora più grave per il settore delle criptovalute. La percentuale di chi non sa o non conosce il mondo dei bitcoin e delle altre criptovalute è decisamente superiore, la paura di incappare in truffe o di rischiare di perdere tutto in un crollo repentino del loro valore, l’acceso dibattito sulla sostenibilità ambientale delle valute digitali, argomento sempre più importante nei prossimi anni, rendono l’accesso alle informazioni difficile e la propensione ad affidare al digitale i propri risparmi molto bassa.

Anche l’oro tra tecnologia e innovazione per un futuro migliore

Il desiderio di ogni potenziale investitore, oltre ad una relativa sicurezza, assoluta affidabilità e convenienza, è la facilità di acquisto. Secondo il rapporto del WGC il 40% degli investitori la considera un requisito fondamentale.

Le generazioni future saranno inevitabilmente ancora più digitali, ma questo non significa che le criptovalute siano la sola risposta: è necessario che anche nel mercato dell’oro la tecnologia diventi parte integrante di tutto il percorso, dall’estrazione alla vendita allo scambio.

Solo in questo modo un bene apparentemente più ‘vecchio’ rispetto alle valute digitali potrà rappresentare un’ancora di salvezza per i futuri investitori, anche nei confronti di una generazione, come la Gen Z, che vive giorno per giorno, con uno sguardo distratto al futuro e una propensione al rischio decisamente più elevata.

Questo non significa che l’oro perderà la sua importanza, anzi: i giovani sono ben consapevoli che mentre l’oro rappresenta un investimento a lungo termine, le criptovalute sono "significativamente distorte verso esigenze a breve termine (22%) e speculative (26%)".

Non dimentichiamo inoltre che l’innovazione tecnologica ha un ruolo fondamentale nella sostenibilità della filiera dell’oro, dalle miniere eticamente sostenibili alla comunicazione di un nuovo modo di investire in oro etico.

 


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Quindi… Investire in oro o bitcoin?

Noi siamo di parte, si sa, ma ci teniamo ad essere anche obiettivi. Non ci sono dubbi che le criptovalute siano e siano state un investimento che ha portato a molti incredibili guadagni. Tuttora, in seguito alle tensioni tra Usa e Iran i bitcoin hanno avuto una crescita pari a 600$, circa il 10% in pochissimi giorni. Ma la sua volatilità e l’impossibilità di individuarne le cause spaventano i mercati e gli investitori.

Partiamo da un presupposto fondamentale che per noi deve essere il punto di partenza di ogni riflessione sull’argomento: oro e metalli preziosi sono beni fisici, tangibili, vendibili in qualsiasi momento. Un Bitcoin è di fatto un codice in un database, un mezzo di pagamento basato sulla tecnologia blockchain, un registro di transazioni in cui ogni transazione è legata alla precedente e alla successiva.

Gli ostacoli si moltiplicano ad ogni passaggio nell’utilizzo di un bitcoin. Tutto ciò che li riguarda è composto da codici e software, pennette usb da conservare, bug da evitare, interfacce utenti non sempre user friendly, per poi sperare che la loro volatilità di mercato non faccia sparire dalla faccia della Terra qualche centinaio di euro in pochi minuti. E questo vale per qualunque criptovaluta si scelga di acquistare.

Senza contare che se l’oro è un bene facile da vendere sul mercato, assimilabile ai contanti, con le criptovalute il discorso non è così lineare e forse non siamo ancora pronti ad accettare le valute digitali nel quotidiano.

Scartare le criptovalute quindi dai nostri portafogli di investimento? Pensiamo di no. Dove, quanto e come investire è una questione di propensione al rischio. Bitcoin&co sono prodotti estremamente rischiosi (e per questo a volte anche molto remunerativi), ma una parte del proprio capitale deve essere messo al riparo dall’isteria del mercato finanziario. Quando le cassandre vedranno realizzate le loro previsioni di crisi (speriamo il più tardi possibile), saranno i beni materiali e fisici a fare la differenza, e al di sopra di tutti… l’oro ovviamente.

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ORONews rubrica economica di Orovilla