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Cosa significa oro 750 e 375: mini guida facile

Il tema dell’oro può sembrare complesso per chi non è avvezzo a trattarlo, ma in realtà non è così: può essere spiegato anche in modo semplice.
Se avete mai visitato una gioielleria, avrete notato che sui gioielli, sulle collane e tutti gli oggetti d’oro c’è un cartellino attaccato con la scritta “oro 750”.
Vi sarete sicuramente chiesti cosa significa oro 750: ebbene, siamo qui per spiegarlo.

La prima cosa da specificare è che l’oro 750 e l’oro 375 indica oro non puro. Nessun allarme: utilizzare oro non puro in gioielleria non è solo la norma, ma è necessario. L’oro purissimo, quello a 999 millesimi, è infatti eccessivamente morbido e malleabile, pertanto non è adatto per creare gioielli, perché non riuscirebbe a tenere alcuna forma, si sformerebbe immediatamente.
Ecco quindi che, per rendere il metallo più duro, più solido, lo si lega con altri tipi di metalli che in genere sono nickel, rame, palladio o argento.

L’oro non puro - unito ad una lega - va a formare un gioiello che è connotato dall’indicazione “oro” seguita dalla percentuale in millesimi, la quale indica la presenza di oro puro nel prodotto.
Se vi chiedete cosa significa oro 750 o cosa significa oro 375, la risposta è che con quella denominazione si indica la quantità di oro puro presente nel gioiello; il resto evidentemente è formato da altre leghe che servono per permettere la lavorazione del prodotto.

Riassumendo: cosa significa oro 585? Molto semplicemente che il 585% del gioiello è di oro puro ed il restante di altre leghe. E così via per ogni tipo di denominazione: si tratta di una indicazione in millesimi della purezza dell’oro presente all’interno del prodotto finale.
Quello per millesimi è uno dei tanti modi per riferirsi alla quantità di oro presente: l’oro 750 è anche chiamato oro 18 Kt, i diciotto carati equivalgono al 75% di presenza di metallo prezioso nel gioiello.

Se avete dei dubbi sulla quantità di oro presente nei vostri gioielli, la cosa migliore da fare è quella di rivolgersi ad un esperto che possa aiutarvi a capire qual è il contenuto di metallo giallo nel gioiello e, di conseguenza, quale sia il suo valore, alla luce delle attuali quotazioni dell’oro sul mercato. Una valutazione di questo tipo, che può fare un Banco Metalli, è utile sia che vogliate vendere l’oro, sia che invece vogliate tenerlo, ma anche conoscere il suo valore.

I vari tipi di oro e le leghe

Abbiamo detto che l’oro viene unito ad altre leghe per permettergli di essere lavorato a piacimento dell’orefice. Vediamo ora, nel dettaglio, queste leghe e le possibilità di unione all’oro.
Se acquistate un oggetto in oro particolare, come in oro giallo, rosa, verde, blu e nero allora dovete sapere quali sono le leghe metalliche che vengono usate per creare il prodotto e quale è la loro percentuale (e di conseguenza qual è il valore del gioiello finale che andate ad acquistare).
Vediamole quindi una ad una:

  • l’oro bianco è composto dal 75% di oro, dal 25% di nichel, palladio o argento.
  • l’oro rosso è composto al 75% di oro, dal 4,5% di argento, dal 20,5% di rame che gli dà la caratteristica connotazione cromatica.
  • l’oro blu è composto dal 75% di oro, dal 25% di palladio o argento o nichel.
  • l’oro verde è composto dal 75% di oro, dal 12,5% di rame e dal 12,5% di argento.
  • l’oro nero è composto dal 75% di oro e dal 25% di cobalto che gli conferisce il colore.

La presenza di oro nel gioiello caratterizza anche il suo valore. Infatti, la quotazione dell’oro va moltiplicata per il numero di grammi di oro puro del gioiello e ne risulta il suo valore.

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