BTP Italia o oro? Quale scegliere contro l'inflazione?

La corsa dei prezzi sembra non finire mai e l’inflazione è tornata a toccare la doppia cifra come negli anni ’80. Questo ha fatto preoccupare ovviamente tutti, in particolare i piccoli risparmiatori, che rischiano di vedere quanto hanno accantonato negli anni mangiato dalla perdita di valore del denaro. È dunque iniziata una folle corsa all’investimento, soprattutto grazie a strumenti che promettono alti rendimenti, come i BTP Italia di cui si parla molto negli ultimi giorni. Ma sono lo strumento perfetto come ci fanno credere?

Come funzionano i BTP Italia e la differenza con i BTP Italia che usciranno il 14 novembre

I Buoni del Tesoro Poliennali, o BTP, sono titoli di stato che hanno una durata appunto poliennale e offrono cedole semestrali a tasso fisso o indicizzati all’inflazione italiana (BTP Italia) o europea (BTP€i). I titoli di stato a tasso fisso offrono una cedola semestrale sempre uguale, che può rappresentare una certezza per gli investitori più cauti.

Nel caso dei BTP Indicizzati l’importo delle cedole e il capitale finale dipendono dal tasso di inflazione registrato nei mesi precedenti, a livello europeo o nazionale; l'ammontare di ciascuna cedola è calcolato applicando il tasso fisso semestrale, stabilito al momento dell'emissione e solitamente più basso rispetto ad altri BTP, sul capitale sottoscritto rivalutato sulla base dell'inflazione verificatasi su base semestrale.

In caso di deflazione l’investitore non andrà però in perdita, in quanto la cedola verrà calcolata applicando il tasso fisso sul capitale nominale non rivalutato, garantendo quindi un tasso minimo stabilito all’emissione dei BTP.

Nuovi BTP Italia, cosa succede dal 14 novembre

Dal 14 al 17 novembre la 18esima emissione del BTP Italia, della durata di 6 anni, potrà essere acquistato senza commissioni, con un premio fedeltà per chi acquista il titolo e lo detiene fino alla naturale scadenza dello 0,8%. Sarà possibile sottoscrivere i BTP Italia presso gli sportelli bancari o postali o tramite home banking.

Il collocamento al pubblico retail italiano e i family office avverrà il 14, 15 e16 novembre,mentre il 17 novembre è dedicato agli investitori professionali.

La domanda che si fanno tutti è: conviene? Sarà davvero la soluzione all’inflazione? Ci sono diverse cose da verificare. Innanzitutto c’è da dire che il tasso reale minimo verrà indicato l’11 novembre, mentre il tasso reale definitivo la mattina del 17 novembre. A quanto invece ammonterà realmente la cedola semestrale dipenderà dall’inflazione.

I BTP Italia precedenti nel 2022 vedono rendimenti lordi particolarmente alti, considerando le due cedole di maggio e novembre, che vanno dal 8,15% al 9,87%. Per i 5 BTP per cui vanno a maturazione le cedole in alcuni casi si sfiora quindi il 10%, addirittura superiore al tasso di inflazione.

BTP Italia: i rendimenti nel lungo periodo, perché non sono davvero così alti

Nonostante cedole così invitanti, nel lungo periodo i rendimenti dei BTP Italia tendono a convergere con il tasso reale fisso dei titoli di Stato comuni. Il motivo è presto detto. Se il valore della cedola corrisponde al tasso reale minimo (fisso) + l’indicizzazione all’inflazione, è normale pensare che se ora l’inflazione è ai massimi storici prima o poi scenderà, fino a quando la cedola corrisponderà praticamente al tasso fisso stabilito all’emissione, che è solitamente più basso rispetto ad altri BTP.

IL BTP Italia è un buon strumento, ma non è un bene rifugio come lo intendiamo noi

In questa fase il BTP Italia è un ottimo strumento, perché può garantire, nel breve periodo, ottimi rendimenti. Il problema si pone nel medio-lungo termine come abbiamo visto, quando i rendimenti sono sempre più bassi e si avvicinano pericolosamente al tasso minimo garantito, che non sempre è sinonimo di buone performance.

Il fatto di garantire comunque una cedola semestrale con un tasso reale per quanto basso, ha sempre fatto rientrare i titoli di Stato tra i beni considerati ‘beni rifugio’. In realtà negli ultimi anni abbiamo imparato che non solo non è così, ma può capitare che l’inflazione finisca per fagocitare tutto l’ipotetico guadagno.

Il bene rifugio, per come lo consideriamo noi, è un bene che mantiene il suo valore nel tempo, anche di fronte a inflazione, eventi economici, finanziari e geopolitici. Inoltre sono considerati beni rifugio i titoli di Stato dei paesi più solidi a livello economico e finanziario (cosa che non si può dire per l’Italia, secondo le principali agenzie di rating, per le quali l’affidabilità creditizia di paesi economicamente forti è alta, cioè difficilmente avranno difficoltà a rimborsare i loro debiti alla scadenza dei titoli emessi). Resta il fatto che il loro rendimento è tendenzialmente molto basso in periodi in cui la domanda di titoli di stato è molto alta e c’è una forte emissione di valuta che azzera i tassi di interesse.


Approfondimento
Beni rifugio: quali sono oggi i più sicuri?

Se, invece, si vuole diversificare l’investimento e soprattutto mettere al sicuro il proprio capitale è opportuno fare riferimento ad un bene rifugio che consente di attenuare i rischi e prevenire le perdite.

Quanto oro tenere nel portafoglio di investimenti?

Detenere oro e in particolare oro fisico nel proprio portafoglio di investimenti è una saggia decisione, trattandosi del bene rifugio per eccellenza da migliaia di anni. Ma quanto è bene averne? Non esiste una regola ‘aurea’, appunto. Ciò che gli esperti dicono da sempre e fanno da sempre è acquistare oro fisico in una percentuale che va dal 5 al 15% del portafoglio di investimenti, in modo da proteggere il capitale dagli alti e bassi del mercato, anche dei titoli di Stato.

È vero, l’oro non dà cedole semestrali, ma il suo valore aumenta in modo costante nel lungo periodo e soprattutto non rischia di diventare carta straccia in caso di crisi o default, come accadde ad esempio ai bond argentini.

Ancora di più è di tua proprietà e puoi disporne in autonomia come meglio credi, senza vincoli e premi fedeltà che tengono il tuo denaro incatenato per tempi più o meno lunghi.

Investire in BTP Italia è certamente un’opportunità da cogliere, ma all’interno di una strategia di investimento lungimirante. Chiedi sempre consiglio al tuo consulente.

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