Perché le Banche Centrali comprano oro nel 2026
Altro che oro come barbara reliquia! Oggi i governi usano i lingotti come scudo geopolitico. E i dati freschi di giugno ci danno, ancora una volta, perfettamente ragione.
Se c’è una cosa che vi ripeto ormai da tempo nei miei articoli, è che l’oro non è un semplice pezzo di metallo luccicante da confinare nei libri di storia. Anche se il "gold standard" appartiene al passato, oggi, 24 giugno 2026, l’oro è più centrale che mai nei piani dei governi. Le banche centrali non lo mollano: lo tengono stretto come riserva di valore a lungo termine, come scudo contro l’inflazione e, soprattutto, come vera e propria assicurazione sulla vita quando scoppiano le crisi.
La cosa incredibile è che questa fame di oro non si ferma: se pensiamo che, alla fine del 2025, è successo un qualcosa di storico: l'oro ha superato i Titoli di Stato americani (i Treasuries) diventando l'asset di riserva più prezioso al mondo. Non succedeva dal lontano 1996! I dati della BCE parlano chiaro: l'oro è arrivato a pesare per il 27% nelle riserve ufficiali, mentre i bond americani sono scivolati al 22%. Questo è il risultato di anni di acquisti folli: solo l'anno scorso i governi hanno comprato ben 863 tonnellate d’oro, dopo tre anni consecutivi sopra le 1.000 tonnellate annue.
I dati del nuovissimo sondaggio del World Gold Council per il 2026 ci dicono che quasi la metà delle banche centrali (il 45%) prevede di aumentare ancora le proprie riserve di oro nei prossimi dodici mesi. Ma il dato che preferisco, e che conferma quello che vi dicevo nei mesi scorsi, è il cambio di mentalità: ben il 75% dei banchieri oggi considera l’oro un "asset strategico" e non più solo un "patrimonio storico" ereditato dal passato. Nel 2024 la pensava così solo il 64%. C'è stato un vero e proprio cambio di rotta.
Ma perché questo amore improvviso? Semplice: l'oro non ha "rischio di controparte". Se compri un'obbligazione di un altro Stato, dipendi sempre dalla promessa di quel governo di ridarti i soldi. Lo abbiamo visto tutti nel 2022, quando l'Occidente ha congelato i beni offshore della Russia. Se invece hai i lingotti d'oro nel tuo caveau nazionale, nessuno te li può toccare. Ecco perché paesi come India, Germania e, di recente, anche la Francia, hanno iniziato a riportare a casa l’oro che custodivano all'estero.
L’oro è l'unica cosa che funziona sempre quando le cose si mettono male, come durante i forti shock petroliferi che stiamo vedendo quest'anno. Guardate la Turchia: ha usato il suo oro per ottenere liquidità immediata e gestire l'emergenza.
Insomma, il succo del discorso è questo: l'oro è liquido, è universale e tutti lo vogliono. Finché il mondo rimarrà instabile e frammentato, i governi continueranno a fare scorta di lingotti. E se lo fanno i piani alti della finanza mondiale per proteggere i loro miliardi, forse dovremmo iniziare a seguirli anche noi per i nostri portafogli.
Carlo Vallotto
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