Recupero RAEE: il valore nascosto dei metalli preziosi nell’elettronica

L’aumento esponenziale degli apparecchi elettronici ha creato un grave problema ambientale dovuto al loro smaltimento, ma, nello stesso tempo, ci si è anche resi conto che questi possono essere una nuova fonte di approvvigionamento: parliamo dei «Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche» (RAEE, classificati da R1 a R5 a seconda dei materiali).

La Commissione Europea, attraverso il «Critical Raw Materials Act», varato nel 2024, si è prefissata l’obiettivo di recuperare il 25% di materie prime attraverso il riciclo.

Il recupero dei metalli dagli scarti naturalmente non riguarda solo quelli preziosi (oro, argento, platino e palladio), ma questi sono considerati dall’Unione Europea materie prime strategiche per la produzione di chip, per automotive, difesa e aerospazio.

L’oro utilizzato nell’elettronica rappresenta l’8% della domanda complessiva del metallo e da una tonnellata di RAEE si possono recuperare tra i 100 e i 250 grammi di oro, fino a 750 grammi di argento e 75 grammi di palladio, ma è stato calcolato che, negli Stati Uniti ad esempio, il 90% dell’oro utilizzato nell’elettronica finisce annualmente nelle discariche.

E in Italia? Nel report «Il riciclo in Italia 2024», il tasso di raccolta dei RAEE risulta essere, per il 2023, solo del 30%, ancora in decrescita e lontano da quel 65% (tasso minimo di raccolta) che l’Unione europea ha fissato come obiettivo a partire dal 2019. È stato calcolato che, sul totale dei rifiuti raccolti, il valore dell’oro potrebbe essere attorno ai 130 milioni di euro. 

Naturalmente non è solo una questione economica, ma, e forse soprattutto, ambientale. Dobbiamo, da una parte, ridurre la dipendenza dall’estrazione primaria, e qui sta sempre più prendendo piede il «Landfill minining» (ovvero il recupero degli scarti già finiti nelle discariche), e dall’altra incrementare la raccolta dei RAEE e provvedere al loro smaltimento con sistemi sempre più ecologici.

 

Ma dove si trovano prevalentemente i metalli preziosi nei RAEE?

Oro: si trova principalmente nei processori, nelle schede madri, nei circuiti integrati, RAM e schede di espansione. 

Argento: è presente in contatti elettrici, interruttori e saldature. Si stima, inoltre, che gran parte dell’argento prodotto nel mondo sia destinato all’industria elettronica.

Platino si trova principalmente in dispositivi come dischi rigidi, sensori elettronici e circuiti stampati.

Palladio: si trova in particolare nei condensatori ceramici e nei relè.

 

E come avviene il recupero?

Innanzitutto, il materiale viene raccolto attraverso aziende (impianti di trattamento) autorizzate a svolgere attività di riciclo e recupero dei RAEE, come stabilito dal D.Lgs 49/2014. Poi gli scarti vengono trattati prevalentemente attraverso una procedura pirometallurgica (tramite fusione), oppure per via idrometallurgica (tramite solventi) come opera, ad esempio, la nostra Enea («Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile»). Si stanno comunque già utilizzando nuovi metodi, meno impattanti e gli studi in questo campo procedono velocemente. 

Curiosità: il Consiglio Regionale della Lombardia, sul modello di quello che è stato fatto durante le Olimpiadi di Tokyo (dove sono state raccolte più di 78 tonnellate di dispositivi per realizzare 5.000 medaglie), ha deciso che i riconoscimenti per le Olimpiadi di Milano-Cortina saranno realizzati con i metalli preziosi recuperati dai RAEE.


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