Investimenti sostenibili e Green new deal
Ci sono un prima e un dopo in questo 2020. Ma non necessariamente questo significa che tutti gli obiettivi siano stati cancellati. Alcuni obiettivi restano primari e si trasformano in ineluttabili. Uno di questi è il passaggio ad un nuovo paradigma economico, green e responsabile.
Green new deal e sostenibilità prima del Covid-19
L’Europa aveva grandi progetti e ottime intenzioni. “Al centro del green deal europeo, che racchiude la nostra visione per un’Europa climate neutral entro il 2050, ci sono le persone. La trasformazione che ci si prospetta è senza precedenti e avrà successo solo se è giusta e va a beneficio di tutti. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. – ha dichiarato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen – Il green deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento. Il piano presentato, finalizzato a mobilitare almeno mille miliardi di euro, indicherà la rotta da seguire e provocherà un’ondata di investimenti verdi.”
Su quali presupposti si basava il green new deal?
- Un PIL più basso può portare ad una diminuzione delle emissioni, ma meno emissioni non significano automaticamente rallentamento della crescita. La riduzione del 23% delle emissioni dell’Ue dal 1990, ad esempio, non ha indebolito la performance economica dell’Unione.
- Il raggiungimento della carbon neutrality entro il 2050 necessita di un maggior intervento dell’Europa, dato che solo Svezia, Portogallo e Grecia sembravano essere in grado di sostenere la transizione ad un’economia più green entro il 2030.
- Il budget verde dell’UE si attestava sui 1000 miliardi di dollari. Di questi, dal 2021 al 2027, circa 500 miliardi sarebbero arrivati dal bilancio dell’UE, 45 miliardi da InvestEU e altri 30 miliardi dalla Banca europea per gli investimenti.
Investimenti sostenibili e Green new deal dopo il Covid-19: se non ora quando?
È saltato tutto. L’Unione Europea è dovuta intervenire con misure straordinarie per salvare il salvabile in una situazione emergenziale mai vista prima. Questa è una preziosissima opportunità per cambiare paradigma.
I temi ambientali devono diventare centrali. Economia circolare, efficienza energetica, gestione dei rifiuti, riduzione delle emissioni, etc. devono entrare di prepotenza nelle agende programmatiche dei governi.
Il Ministro dell’ambiente Costa ne è ben consapevole e vede ampie possibilità di manovra. Con il decreto rilancio ecobonus e sconti arrivano fino al 110% per l’efficientamento energetico delle abitazioni e degli edifici in genere, per privati e aziende. In genere le nuove misure adottate e un nuovo slancio all’economia sostenibile potrebbero portare una boccata d’ossigeno all’occupazione e all'edilizia.
Si calcola che attuando il green deal si creerebbero ben 30 milioni di nuovi posti di lavoro al livello europeo.
Non solo. Il rapporto Nature Climate Change del 2018 ha evidenziato come, mantenendo gli stessi livelli di investimento nei combustibili fossili, si avrebbero perdite dai 1000 ai 4000 miliardi di dollari.
Investimenti e finanza etica, oro e comportamenti individuali
Un ruolo centrale nel cambiamento lo avranno finanza e investimenti di aziende e privati. Ci siamo tutti resi conto di quanto sia più facile dare la colpa ad altri in questa situazione emergenziale. D’altro canto dobbiamo essere consapevoli che la differenza vera la fanno i comportamenti individuali.
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Questo stesso ragionamento vale anche nel settore investimenti. Pur essendo gocce nel mare ogni scelta di investimento socialmente responsabile è una presa di posizione che è in grado di raddrizzare il timone della nave dell’economia globale.
La scelta delle aziende di investire per sé stesse in una crescita sostenibile, supporta altre aziende che hanno fatto della sostenibilità il proprio business, supporta le scelte dei governi di finanziare investimenti sostenibili e sostenere la filiera.
Orovilla ha fatto una scelta sostenibile ‘in tempi non sospetti’, quando il tema ambientale non era ancora così centrale nelle agende del mondo economico. Come molte altre realtà della filiera dei metalli preziosi abbiamo deciso di aderire a RJC.
Innovazione e rispetto per l’ambiente nel settore oro non sono contraddittori, anzi. Nuove tecnologie nell’estrazione e nella lavorazione dell’oro, un nuovo modo di concepire la filiera da un punto di vista sociale e lavorativo, permettono a tutte le realtà che operano nel settore di ottenere il massimo risultato con il minimo impatto ambientale.
Oltre ai nuovi standard europei, ai green bond e ai fondi di investimento verdi anche il settore dell’oro fa la sua parte per permettere a investitori, grandi e piccoli, di fare la loro parte.
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