Marengo 20 Franchi Napoleone III corona d’alloro


Per l’acquisto della moneta Marengo 20 Franchi Napoleone III corona d'alloro (1861-1870)

 

Siamo di fronte a una moneta storica coniata tra il 1861 e il 1870, in quel momento anche l’Italia si trovava di fronte a passaggi storici fondamentali: come la nascita del Regno d’Italia il 17 marzo del 1861, e il completamento dell’Unità Nazionale con la presa di Porta Pia a Roma, il 20 settembre del 1870 e la sconfitta dello Stato Pontificio, non più supportato dai francesi.

Mentre in Francia la moneta da 20 Franchi "Testa Laureata", come viene anche definita, celebrava l'apogeo del potere imperiale di Napoleone III, in Italia in quegli stessi anni si costruivano le fondamenta della nazione. La fine della coniazione di quella moneta (1870) coincide esattamente con l'evento che chiude il Risorgimento italiano: Roma capitale.

 

Il Marengo

Il termine "Marengo" nasce originariamente nel 1801 per celebrare la vittoria di Napoleone Bonaparte nell'omonima battaglia in Piemonte contro gli austriaci. Da quel momento, per estensione, tutte le monete d'oro da 20 franchi, e successivamente quelle delle nazioni che ne adottarono il medesimo standard, vennero chiamate con questo nome.

La versione con la corona d'alloro (Testa Laureata) di Napoleone III nasce per un motivo prettamente politico e propagandistico: celebrare i successi militari e diplomatici della Francia nel decennio precedente. L'introduzione di questa nuova iconografia nel 1861 coincide temporalmente con la vittoria della Francia nella Seconda guerra d'indipendenza italiana (1859) a fianco del Regno di Sardegna contro l'Impero Austriaco, e con l'espansione coloniale francese. L'alloro, storicamente legato ai trionfi degli imperatori romani, serviva a legittimare e consolidare visivamente lo status imperiale di Napoleone III.

 

Il contesto storico (1861-1870)

Il periodo di coniazione di questa moneta racchiude l'apice e il successivo crollo del Secondo Impero Francese. Sotto il profilo economico, sono anni di enorme sviluppo industriale, di ammodernamento urbanistico, si pensi alla trasformazione di Parigi firmata dal barone Haussmann, e di stabilità monetaria.

Nel dicembre del 1865, la Francia guidata da Napoleone III si fa promotrice della nascita dell'Unione Monetaria Latina, un accordo che legò i sistemi monetari di Francia, Italia, Belgio e Svizzera, a cui si aggiunse la Grecia nel 1868. 

Il Marengo d'oro da 20 franchi divenne il pilastro e il modello standard di questo accordo: i cittadini potevano spendere e scambiare un Marengo francese, una moneta da 20 lire italiane o da 20 franchi svizzeri allo stesso identico valore in tutto il territorio dell'Unione.

La produzione di questa serie si interruppe bruscamente nel 1870 a causa dello scoppio della Guerra Franco-Prussiana. La disfatta di Sedan e la cattura dello stesso Napoleone III decretarono la fine dell'Impero e la nascita della Terza Repubblica Francese.

 

Le effigi

L'autore dei conii di questa moneta è Désiré-Albert Barre (1818–1878), che ricopriva la prestigiosa carica di Graveur général des monnaies (Incisore generale della Zecca francese). Il suo cognome è chiaramente leggibile sul fronte della moneta.

Il significato dell'effigie è un richiamo diretto alla simbologia dell'Impero Romano. Sostituendo la precedente Testa Nuda, si veda più avanti, con la Testa Laureata, Napoleone III si proclamava ufficialmente un imperatore vittorioso, legando il proprio potere temporale al concetto di gloria militare e stabilità dello Stato.

 

Il fronte (Diritto)

Il fronte è caratterizzato da tre elementi

  • Il ritratto: Al centro campeggia il profilo di Napoleone III rivolto verso destra, cinto da una vistosa corona di foglie d'alloro. I nastri della corona scendono fluidamente lungo la nuca verso il collo.
  • Le legende: Lungo il bordo sinistro e superiore si legge la scritta in lettere maiuscole NAPOLEON III, mentre sul lato destro continua con la parola EMPEREUR (Napoleone III Imperatore).
  • La firma dell'incisore: Sotto il taglio del collo dell'imperatore è presente la firma dell'autore in stampatello maiuscolo: BARRE.

 

Il retro (Rovescio)

Il retro di questa versione rompe completamente con il passato, abbandonando la classica corona di rami d'ulivo e quercia a favore di una complessa composizione araldica. Vediamo di seguito i principali elementi.

  • Lo stemma centrale: Domina la scena il grande scudo imperiale coronato, al cui centro è raffigurata l'aquila imperiale napoleonica. L'aquila imperiale inserita sul retro del Marengo "Testa Laureata" non è una semplice decorazione araldica, ma il simbolo politico per eccellenza della dinastia Bonaparte. Fu introdotta originariamente da Napoleone I nel 1804 e riadottata fedelmente dal nipote Napoleone III per legittimare la continuità del Secondo Impero rispetto al Primo.
  • Il manto e le insegne: Lo scudo centrale è interamente avvolto e incorniciato dal sontuoso manto imperiale, decorato all'interno con il motivo a punti dell'ermellino. Il manto è idealmente raccolto in alto e sormontato dalla corona imperiale, le cui linee si collegano ai bordi del padiglione araldico. Lo sfondo circostante è mantenuto volutamente liscio e pulito per dare massimo risalto alla composizione centrale.
  • Il valore nominale: Il valore è diviso ai lati dello stemma: 20 a sinistra e FR (Francs) a destra.
  • Legende e data: Nella parte superiore corre la dicitura EMPIRE FRANÇAIS. In basso, sotto lo stemma, è impresso l'anno di coniazione (compreso tra il 1861 e il 1870).
  • I simboli di zecca: Ai lati dell'anno troviamo i marchi identificativi. A sinistra della data compare il simbolo del direttore della zecca (ad esempio, un'ancora per Albert-Désiré Barre), mentre a destra si trova la lettera indicante la città di produzione: la A per la Zecca di Parigi o le lettere BB per la Zecca di Strasburgo.

 

Differenze rispetto al Marengo “Testa Nuda”

Coniato nel decennio precedente al Marengo “Testa Laureata”, il Marengo “Testa Nuda” (1853-1860) presenta marcate differenze:

  • Il ritratto nel Diritto mostra un Napoleone III senza ornamenti sui capelli;
  • Il rovescio non presenta una raffigurazione araldica ma riporta il valore, 20 Franchi, e l’anno di coniazione racchiusi da una semplice corona di rami di ulivo;

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I dettagli anticontraffazione

Nel XIX secolo, le tecnologie di protezione si concentravano prevalentemente sulla complessità del bordo e dei dettagli incisi per evitare il fenomeno della limatura, cioè l'asportazione di piccole quantità d'oro dai bordi.

  • Il Taglio (Bordo) con iscrizione incisa: Il contorno della moneta non è liscio né semplicemente zigrinato, ma reca l'iscrizione incisa in incuso, cioè scavata nel metallo *** DIEU PROTEGE LA FRANCE (Dio protegga la Francia). Questa lavorazione veniva eseguita durante la coniazione tramite l'uso della virola, un anello d'acciaio che stringeva il tondello d'oro nel momento esatto in cui i conii principali imprimevano il dritto e il rovescio. I falsari dell'epoca, che operavano principalmente tramite fusioni clandestine in stampi di gesso o sabbia, non erano assolutamente in grado di replicare la nitidezza e la profondità di lettere così minute inserite all'interno di uno spessore di appena 1,30 millimetri. Qualsiasi tentativo di contraffazione si traduceva in scritte del contorno quasi invisibili, deformate o del tutto assenti.
  • L'altissima definizione dell'araldica: La densità di dettagli sul retro fungeva da impronta digitale. I falsari che utilizzavano la tecnica della fusione producevano monete con dettagli "impastati" e dai contorni sfocati, facilmente identificabili dai banchieri dell'epoca.

 

Le caratteristiche tecniche

 

 

Conclusioni

Il Marengo 20 Franchi Napoleone III corona d'alloro è una moneta dal notevole valore storico, che segna il momento del massimo fulgore dell’impero francese. Napoleone III riuscì in quel periodo storico a fondare l'Unione Monetaria Latina, a cui aderirono diversi Paesi tra cui l’Italia.

Come spesso avvenne nella storia, una volta raggiunto l’apice arrivò il declino e la Francia giunse alla fine dell'Impero e alla nascita della Terza Repubblica Francese.

La moneta contiene 5,81 grammi di oro puro, con un titolo di 900/1000, e quindi presenta un peso totale di 6,45 grammi e un diametro di 21 millimetri.

Per gli appassionati di monete d’oro non può mancare questo magnifico conio dall’elevato valore evocativo.

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A cura di Maurizio Mazziero


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