Giornata mondiale contro il lavoro minorile e l’inferno delle miniere
Piccoli, alcuni piccolissimi, alcuni orfani, tutti provenienti da famiglie estremamente povere che contano su di loro per la mera sopravvivenza. Sopravvivenza che in molti casi non è garantita ai piccoli lavoratori. Sono i bambini prigionieri delle miniere d’oro.
Il 12 giugno è la giornata mondiale contro il lavoro minorile e Orovilla si schiera, oggi come da sempre, in difesa dei più deboli.
Lavoro minorile nelle miniere d'oro: numeri allarmanti
1 bambino su 4 nel mondo non vive come un bambino. Un ragazzino che ha tra i 5 e i 17 anni, soprattutto nei paesi più poveri, è già forza lavoro. Una forza lavoro a basso costo e ad altissimo rendimento. Sono 10 milioni i bambini schiavi, 160 milioni quelli costretti a lavorare; di questi 1 milione lavora nelle miniere e nelle cave.
Reduci, come le loro famiglie, da sanguinose guerre tribali e civili, vedono nelle miniere d’oro una speranza di riscatto. Guardano ai proprietari e compratori come a portatori di ricchezza, con la speranza che un giorno potranno permettersi un lavoro dignitoso, un po’ di cibo, una casa e un po’ di tranquillità.
In Burkina Faso i bambini rappresentano il 30/50% della forza lavoro delle miniere d’oro. In Tanzania i bambini riescono ad estrarre 1,6 tonnellate d’oro l’anno, per un profitto di 85 milioni di dollari. Una forza lavoro tanto efficiente ad un costo così basso?
Setacciano la terra avvelenata dal mercurio per pochi milligrammi d’oro, che di fatto non è neppure loro. Ricevono solo qualche sorso d’acqua, sotto il sole impietoso, e qualche boccone di cibo. La loro giornata inizia presto, prima dell’alba e i turni durano anche 24 ore, respirano i fumi dei metalli pesanti utilizzati per separa l’oro dagli altri minerali, fumi che tra pochi anni li lasceranno malati e impossibilitati a fare qualunque altro lavoro.
Alcuni bambini vengono calati a 200mt sottoterra, nelle cave più profonde, piccoli abbastanza per scavare a mani nude negli anfratti più impervi, non abbastanza da godersi la vita di un bambino occidentale. E ancora i loro occhi brillano quando questo maledetto oro lo trovano e sanno che quel giorno hanno fatto il loro dovere. Per arricchire qualcun altro.
Le cave e le miniere mettono ogni giorno a rischio la salute di milioni di bambini, spesso troppo piccoli anche per frequentare la scuola.
Il suolo, l’acqua e l’aria sono contaminati da mercurio e altri metalli pesanti che hanno effetti potenzialmente letali anche sugli adulti.
Le piccole e piccolissime miniere private sono mantenute in pessime condizioni di sicurezza.
I crolli sono all’ordine del giorno, ci sono pericoli effettivi di esplosioni, non ci sono attrezzature e indumenti he garantiscano una minima sicurezza dei lavoratori, il rumore eccessivo danneggia l’udito.
Lo sforzo fisico è spesso eccessivo. I bambini lavorano per moltissime ore a livelli estremi di umidità e temperatura, si tuffano nei fiumi e nelle gallerie allagate, trasportano pietre, frantumano la roccia e la mescolano al mercurio a mani nude. Ogni giorno muoiono bambini di inedia, fame, sete o semplicemente stanchezza.
La risposta allo sfruttamento dei bambini nelle miniere
Lo sfruttamento del lavoro minorile è una piaga disumana che si può guarire. Chi fa la differenza sono i consumatori consapevoli e le aziende che prendono posizione contro i produttori d’oro che affamano le popolazioni e sfruttano i più piccoli.
Solo un atteggiamento consapevole nell’acquisto di oro e gioielli può sostenere un cambio di rotta. Quando la domanda di mercato si rivolgerà solo a produttori etici, sapremo di aver fatto parte del cambiamento.
Orovilla è membro RJC: innovazione e rispetto per l'ambiente e le persone. il Codice di Pratiche RJC è di fatto un regolamento che affronta argomenti come ambiente, impatto, pratiche minerarie, ma anche diritti umani e del lavoro.
Nello specifico un capitolo del Code of Practice delinea le linee guida per il lavoro minorile e minori.
Ecco il testo esteso del Codice:
2.2 Lavoro Minorile e Minori
- I Membri non verranno coinvolti e non supporteranno l’impiego di Bambini (minori di 15 anni, o di 14 dove la legge della nazione lo consente) secondo le circostanze definite nella Convenzione ILO 138 e nella Raccomandazione 146, a meno ché non sia diversamente sancito dal governo locale o nazionale, o come parte di uno schema di apprendistato riconosciuto, in concordanza con le linee guida fissate dal Global Compact8 .
- Quando vengono scoperti dei Bambini impiegati, i Membri dovranno fornire il supporto adeguato per permettere loro di frequentare e restare a scuola finché non saranno più Bambini. I processi per Rimediare al Lavoro Minorile includeranno fasi per il continuo benessere del Bambino e terranno in considerazione la situazione finanziaria della famiglia del Bambino. I Bambini impiegati che risultano al sotto dei requisiti di età minima potranno rimanere parzialmente impiegati durante le fasi di un processo di Rimedio. I Membri assicureranno un periodo minimo di riposo notturno di 12 ore, unitamente ai consueti giorni di riposo settimanale; si assicureranno inoltre che lo straordinario venga proibito e che il Bambino riceva una paga equa per il lavoro che sta eseguendo.
- I Membri promuoveranno la scolarizzazione dei Bambini coperti dalla raccomandazione ILO 146 e dei Minori che sono soggetti alle leggi per la scolarizzazione obbligatoria locale o che frequentano la scuola, includendo mezzi per garantire che tale Bambino o Minore non venga impiegato durante le ore scolastiche e che le tempistiche combinate di trasporti giornalieri (verso e da scuola e lavoro), scuola e lavoro non superino le 10 ore per giorno.
- I Membri non esporranno Bambini o Minori ad un lavoro che, per la sua natura o per le circostanze in cui viene svolto, possa mettere a repentaglio la Salute, la Sicurezza o i principi morali di un minore di 18 anni (o 16 anni, sottostando ad autorizzazione della Legge Applicabile e alla ricezione di adeguate e specifiche istruzioni o training vocazionale, nella relativa branca di attività).
Non sono i grandi gesti a cambiare il mondo, ma i piccoli gesti quotidiani, le piccole scelte che facciamo ogni giorno. Noi l’abbiamo fatta.