Troppi soldi sui conti correnti. Rischi e soluzioni
In Italia c’è un problema di liquidità. Ce n’è troppa. Cosa intendiamo dire? Gli italiani risparmiano tanto ma investono poco. Secondo i dati della Banca d’Italia l’ammontare di liquidità depositata sui conti correnti ammonta a 1.371 miliardi di euro. Una ricchezza destinata a perdere valore con il passare del tempo.
Più insicurezze, più soldi sui conti correnti = più rischi!
Gli italiani sono grandi accumulatori da generazioni. Si tratta di una capacità di risparmio invidiabile, ma è l’uso che fanno di questi risparmi che lascia perplessi. E il lockdown non ha certo contribuito a spingere gli italiani verso investimenti più rischiosi.
Gli ultimi rapporti della Banca d’Italia diffusi a inizio giugno confermano un trend in atto in questa prima parte del 2020: i saldi vanno crescendo. I motivi principali si possono riassumere in due:
- il lockdown e le misure di prevenzione non hanno permesso una ripresa al 100% dei consumi;
- si è acuita una percezione di incertezza sul futuro.
Così le famiglie italiane si sono ritrovate con 34,4 mld di euro in più sui c/c, mentre per le aziende la crescita si è fermata a soli 19,9 mld. Sommati fanno la bellezza di 54 miliardi di € in più sui conti correnti nel trimestre febbraio, marzo e aprile, contro i 31 dello stesso periodo del 2019.
Eppure 2 ricerche indipendenti, l’undicesimo Rapporto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza (Demos&Pi e Fondazione Unipolis) e l’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani (Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi), segnalano che 2/3 degli italiani sono preoccupati per il proprio futuro economico. Le percentuali aumentano nelle fasce più deboli della popolazione (donne, operai e casalinghe e disoccupati). La maggioranza degli italiani inoltre prevede un futuro più incerti e povero per la prossima generazione.
“Ci sono diversi elementi che concorrono a spiegare questi timori .– spiega Fabio Bordignon, responsabile ricerca di Demos&Pi – Può trattarsi sia di una sorta di prudenza che investe la cultura specifica degli italiani riguardo le questioni economiche, che delle conseguenze perduranti della grande crisi del 2007-2008, che in Italia ha toccato il picco massimo di intensità nel 2012.
L’impressione che ho è che siano impossibilitati a muoversi in questa direzione proprio perché le condizioni generali tendono a schiacciare sul presente le persone e le loro prospettive. Si tende a vivere alla giornata e a non pianificare con un’ottica di lungo periodo come sarebbe opportuno fare”.
“Il desiderio di sicurezza – spiega il capo economista di Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice, intervistato da WSI – è un po’ nell’attitudine degli italiani che non hanno mai investito molto per esempio nel capitale di rischio, quindi nelle azioni.
Il deposito bancario o altre attività bancarie, sono state sempre privilegiate. Gli italiani sono disposti a rinunciare anche a un po’ di rendimento pur di non correre il rischio di perdere il capitale”.
Gli italiani quindi ricorrono sempre più al conto corrente come forma d’impiego dei propri soldi. Un terzo dei 4.300 mld di € (immobili esclusi) di ricchezza finanziaria delle famiglie trova destinazione su conti, depositi o contanti. L’Osservatorio di ConfrontaConti.it rileva un saldo medio di 15.869 euro, il valore più alto della serie storica dal 2011.
Decidere di tenere liquidità sul conto corrente è però una precisa presa di posizione: non rischiare.
Ma avere più soldi sul conto corrente è davvero una sicurezza in più? Secondo gli esperti no, anzi, espone i risparmiatori paradossalmente a maggiori rischi.
Quali sono i rischi e gli inconvenienti dei conti correnti?
La perdita di valore del denaro. Nessuno presta attenzione all’aspetto più evidente: il denaro perde valore con l’inflazione. Se si possedevano 10mila€ nel 2000 si potevano acquistare determinate cose; oggi quella stessa somma di denaro vale molto meno e con la stessa cifra non puoi acquistare le stesse cose. È l’inflazione. E se di inflazione parleremo anche nel dopo-coronavirus non c’è scelta: o investiamo il nostro denaro o lo perdiamo. Punto.
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Phishing. Si tratta della classica truffa informatica effettuata inviando un'e-mail con il logo contraffatto di un istituto di credito o di una società di commercio elettronico o un sms, in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.), motivando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico. I conti correnti sono particolarmente soggetti a tali truffe che li svuotano in pochi secondi e lasciano il correntista senza un euro.
Patrimoniale. Se ne è tornato a parlare in questi giorni: esiste la possibilità, per quanto remota, del ricorso ad una nuova patrimoniale per far quadrare i conti. Si tratta di un prelievo forzoso da parte dello Stato sui conti correnti degli italiani. Possibili patrimoniali andrebbero a colpire infatti conti con giacenze sopra certi importi, stabiliti dal legislatore a seconda delle necessità e del suo volere. E nel caso di patrimoniali “a scaglioni” (tipo l’Irpef), più si ha in conto più si pagherebbe.
Si tratta di un prelievo di una percentuale molto bassa di denaro, ma è comunque il tuo denaro!
Bail-in. Alzi la mano chi non pensa a volte a cosa accadrebbe se anche la propria banca si ritrovasse in gravi difficoltà. Con il bail-in i correntisti sono tenuti a venire in soccorso della propria banca in caso di fallimento. Il bail-in scatta solo per le giacenze superiori a 100mila € e solo dopo aver attinto ad altre fonti che solitamente riescono a coprire il buco, ma è un rischio potenziale che in tempi di grave crisi mette sempre paura.
La soluzione c’è: investire in oro fisico
Secondo l’Indagine sul risparmio di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi la principale motivazione al risparmio degli italiani è quella di far fronte agli imprevisti (43%). Seguono, a grande distanza, il risparmio per il futuro dei figli (14,6%) e per la vecchiaia (16,3%).
Sebbene il conto corrente, nel lungo termine, abbia storicamente restituito rendimenti nulli rispetto ad altri impieghi del denaro per gli italiani resta la miglior forma di risparmio.
Secondo De Felice “questo è un limite e anche un problema di educazione finanziaria. Le famiglie italiane hanno una diversificazione piuttosto bassa mentre, come tutti i modelli di gestione del denaro consigliano, per avere sicurezza bisogna diversificare di più. (…) L’educazione finanziaria dovrebbe diventare una materia. Si spende molto più tempo e si raccolgono più informazioni quando c’è da cambiare la lavatrice o il frigorifero che quando c’è da scegliere come investire il proprio denaro”.
Per nove risparmiatori su dieci l’avversione al rischio è assoluta e la sicurezza degli investimenti viene sempre al primo posto.
La soluzione a basso rischio con tutte le potenzialità della diversificazione? Alloccare una parte dei propri risparmi in beni rifugio e in particolare in oro fisico, con un obiettivo di lungo periodo, permette di proteggere i propri risparmi dalle fluttuazioni di mercato e soprattutto dall’inflazione che logora il valore del nostro denaro.
Nel lungo periodo infatti (5/10 anni) l’oro mantiene un trend di crescita costante, con rialzi tanto più importanti quanto più il momento di crisi si prolunga, come sta accadendo in queste settimane. L’oro ha inoltre caratteristiche tali da renderlo ancora più appetibile:
- È il bene rifugio per eccellenza: più la crisi mette a rischio investimenti e risparmi, più l'oro accresce il suo valore difendendo il capitale dalla svalutazione.
- È un ottimo strumento per diversificare il proprio portafoglio e ridurre i rischi di investimento.
- Liquidità immediata: l'ORO è sempre convertibile in denaro, in qualunque valuta ed ha una sua quotazione mondiale in vendita e in acquisto.
- È facilmente custodibile perché un lingotto ha dimensioni contenute (1 lingotto d'oro da 1 Kg ha le dimensioni più piccole di un iPhone)
- È esente da IVA, non è soggetto ad obbligo di dichiarazione di possesso (al riparo da eventuali patrimoniali) e solo in fase di rivendita è assoggettato alla tassazione sulle plusvalenze.
- Non devi acquistare per forza una grande quantità di oro. Puoi acquistare piccoli lingotti o attivare un conto in oro fisico, l’equivalente di una forma di accantonamento che ti permette di creare un piccolo tesoretto per il futuro
Il risparmio è il nostro forte? Facciamolo anche fruttare!
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