Curiosità sui metalli preziosi: oro, platino e storia

 

  • Cosa hanno a che fare i metalli preziosi e più precisamente l’oro con una squadra di football americano? La squadra di S. Francisco, i “Forty-Niners” (“Quelli del ‘49”), devono il loro nome alla Grande Corsa all’Oro che scoppiò in California proprio nel 1849.

  • Le ultime medaglie olimpiche realizzate in oro massiccio risalgono ai Giochi di Stoccolma del 1912; attualmente, le medaglie sono composte per il 92,5% da argento e sono rivestite con almeno 6 grammi di oro puro.

  • Tutti conoscono Isaac Newton sotto la veste di scienziato, ma quanti sanno che nel 1699 venne nominato Guardiano della Zecca d’Inghilterra? Con questo incarico fu preposto alla coniazione delle monete d’oro ed intervenne anche sulla politica monetaria del tempo.

  • La più grande pepita mai rinvenuta è quella chiamata «Welcome Stranger» e venne scoperta nel febbraio del 1869 in Australia: pesava 72 kg!

  • La Duchessa di Windsor, donna tra le più eleganti del suo tempo, affermò che, dopo le cinque del pomeriggio, si dovesse indossare il platino e non l’oro.

  • Nel 1386, riportano le cronache, durante una cena organizzata a Milano da Galeazzo Visconti, vennero servite pietanze ricoperte da foglie d’oro. Si dice che nel famoso “risotto alla milanese” il colore giallo, che oggi viene ottenuto con lo zafferano, originariamente fosse conferito dalla polvere d’oro.

  • Il platino, grazie alla sua elevata stabilità chimica, è stato impiegato nella realizzazione del “Chilo” e del “Metro” standard (90% platino e 10% iridio), custoditi presso l’Istituto Internazionale di Pesi e Misure di Sèvres. Attualmente questi campioni hanno valore storico, poiché la definizione moderna si basa sulla velocità della luce.

  • La "moneta più grande al mondo" (dal Guinness World Records) è stata coniata dalla zecca australiana nel 2012: misura 80 cm di diametro e 12 cm di spessore, è di oro puro (999,9%) e pesa 1 tonnellata (1000 kg!).

  • “Il termine “Earmarking” indica la pratica mediante la quale un Paese deposita il proprio oro nei caveaux di un altro Stato, trasferendo la proprietà dei lingotti tramite apposito segno: il termine deriva, infatti, dalla marchiatura con la quale nel west veniva contrassegnato il bestiame.

  • L’uso dell’oro in cucina nella Padova cinquecentesca divenne talmente eccessivo che le autorità dovettero intervenire ed il consiglio cittadino stabilì che, durante i pranzi, non potessero essere servite più di due portate col prezioso metallo.

  • In lingua azteca il nome dell'oro è “teocuitlatl”, che significa escremento degli dèi". Per gli Inca, invece, l’oro era un metallo sacro perché inviato dal dio del sole Inti.

  • La cerimonia “Trial of the Pyx” (dal latino "pyxis", ovvero "piccola scatola"), istituita nel 1282, rappresenta una delle più antiche tradizioni inglesi: consiste nel controllo a campione, da parte di funzionari della Royal Mint e membri della Goldsmiths' Company, della conformità qualitativa e ponderale delle monete coniate,

  • Il termine “platino” deriva dalla parola spagnola dispregiativa “platina”, usata dai conquistadores che lo consideravano uno scarto dell’argento (“plata”). In seguito a casi di frode, il governo spagnolo dispose la dispersione del platino nei fiumi per limitarne l’utilizzo nell’adulterazione dell’oro.


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