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Oro etico per proteggere le foreste del mondo

Alcune delle foreste più preziose e incontaminate del mondo rischiano di scomparire dalla faccia della terra. Colpa dell’agricoltura intensiva, degli allevamenti, dell’urbanizzazione … e della scriteriata e feroce ricerca di metalli, preziosi e non. Se la presenza delle miniere intacca in percentuale su aree più ridotte, ha però un impatto ambientale incalcolabile e di lunghissima durata. Tre esempi.

Alaska: la miniera di Pebble Mine minaccia l’habitat di migliaia di orsi e non solo

La penisola dell’Alaska affaccia sull’Oceano Pacifico e sulla baia di Bristol, impervia e montagnosa a nord, dolce e più temperata al sud. 10 mila esemplari di orso vivono in quest’area grazie all’abbondanza di cibo e alla conformazione del terreno che la rendono particolarmente accogliente nel periodo del letargo.

In questo angolo incontaminato degli Stati Uniti la miniera di Pebble Mine, progettata per l’estrazione di oro e rame, mette a rischio non solo orsi, foche e salmoni, ma anche le fonti d’acqua sulle quali dovrebbe sorgere e tutte le aree umide in cui vivono i pesci che sono la principale fonte di nutrimento per molti mammiferi e sostentamento per i lavoratori dell’industria ittica locale. Le acque dalle fonti si riversano nella baia di Bristol: gli sversamenti di mercurio e l’inquinamento provocato dalla miniera contaminerebbero gli animali e i bacini idrici, senza contare i 140 km di infrastrutture e strade che verrebbero costruite in tutto il territorio.

L’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti aveva segnalato l’enorme impatto che Pebble Mine avrebbe avuto già nel 2014, per poi stravolgere completamente il proprio parere negli ultimi anni su insistenza del presidente Trump. Gli interessi economici sono ancora così forti? Numerosi i movimenti popolari e le associazioni che si oppongono con forza alla miniera, ma la partita tra denaro e ambiente non sembra ancora chiusa.

Deforestazione in Amazzonia e le responsabilità dell’industria mineraria

“Non saranno certo i miei orecchini a provocare la fine dell’Amazzonia”. A volte è più facile pensare di essere inermi e di non poterci fare niente, pensare che non sia una nostra responsabilità. Ma non è così. Un innocuo bracciale, una collana, quel paio di orecchini hanno il loro ruolo nella graduale scomparsa della foresta amazzonica.

È quanto afferma un nuovo studio sugli impatti dell’industria mineraria nelle foreste del Sudamerica, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters, secondo il quale l’aumento del prezzo dell’oro ha provocato l’aumento della deforestazione dell’Amazzonia e di altre foreste.
Anche le aree prima considerate poco redditizie possono essere un’ottima fonte di reddito per i piccoli garimpeiros, i cercatori d’oro e diamanti di piccole dimensioni che si sono riversati nella foresta alla ricerca del metallo giallo.

I ricercatori dell’Università di Porto Rico hanno scoperto che una superficie di circa 1.680 chilometri quadrati di foresta è stata cancellata tra il 2001 e il 2013, periodo nel quale il prezzo dell’oro è aumentato di oltre cinque volte. Nella seconda metà del lasso di tempo analizzato il tasso di deforestazione è raddoppiato in corrispondenza di un picco del prezzo dell’oro causato dall’ instabilità finanziaria e dall’aumento della domanda di gioielli nelle economie emergenti.


I piccoli minatori non hanno gli strumenti, e spesso neppure la volontà, di utilizzare tecnologie a basso impatto e di impegnarsi nella ricostruzione del territorio naturale, così come hanno una convenienza assoluta nell’utilizzare manodopera a basso costo e ad alto rischio. Continuano pertanto ad utilizzare cianuro, mercurio e arsenico, sostanze tossiche che contaminano le fonti d’acqua, avvelenano i nativi e gli animali e rallentano la ricrescita di vegetazione.


Approfondimento
Cianuro e mercurio nella lavorazione dell'oro

La produzione di oro in Sudamerica è aumentata di oltre 300 tonnellate dal 2000 al 2013 e la domanda globale continua ad aumentare. Ciò che ci si aspetta è che le attività di estrazione continueranno a crescere nei prossimi anni, provocando danni irreparabili alle foreste protette del Sudamerica.

Perù: l’esercito scende in campo per proteggere le foreste

Più di 170.000 acri di foresta pluviale distrutti dalle attività minerarie su piccola scala negli ultimi 5 anni, il 30% in più rispetto agli anni precedenti, che per avere idea di quanto siano estesi basta immaginarsi di allineare uno accanto all’altro 200 Central Park di New York. È quanto emerge dalla ricerca del Center for Amazonic Scientific Innovation della Wake Forest University.

Le piccole squadre di minatori artigianali, con scarse possibilità di investimento iniziale e poche strumentazioni a disposizione, sanno di non poter puntare ad estrarre grandi quantità d’oro, per questo puntano alle minuscole quantità sparse in tutta la foresta peruviana. Il loro modus operandi è semplice quanto brutale: liberare la terra dagli alberi o dragare il sedimento fluviale, utilizzare il mercurio per estrarre il metallo prezioso dallo sporco e abbandonare la zona in fretta, lasciando il paesaggio distrutto, privo della maggior parte della vegetazione e con residui di mercurio.

La loro opera è resa ancora più facile dalla costruzione della Interoceanic Highway, 2.603 km di autostrada che collega Perù e Brasile e che di fatto ha reso accessibili queste aree prima difficilmente raggiungibili.

L’Amazzonia peruviana è una delle zone con la maggiore concentrazione di biodiversità del pianeta, oltre a un eccezionale numero di specie endemiche e rare di animali e piante; nel cuore della foresta pluviale vivono anche alcune delle ultime popolazioni incontattate.

Il governo ha inviato nel 2019 1.500 tra agenti di polizia e militari a Madre de Dios, area pluviale nel sud-est del Paese minacciata dai cercatori d’oro. L’obiettivo è quello di arginare questo fenomeno e il diffondersi di violenti gruppi di criminalità organizzata

La scelta dell’oro etico è un passo nella giusta direzione

Esiste un modo per noi comuni mortali di prendere in mano la situazione? Abbiamo molto potere quando facciamo le scelte giuste. Possiamo scegliere di acquistare i nostri gioielli o l’oro da investimento da brand e aziende che abbiano fatto una scelta responsabile e utilizzano oro etico

Con oro etico si intende una tipologia di oro che viene estratta e lavorata in armonia con l’ecosistema circostante e in collaborazione con le comunità coinvolte. Il concetto di oro etico è entrato nel gergo minerario solo da poco meno di un ventennio, ma da allora è diventato un must per moltissime aziende.

  • Questa tipologia di oro viene lavorata prevalentemente su giacimenti alluvionali.
  • Esclude l’utilizzo di qualunque componente chimico incompatibile con l’ambiente in fase estrattiva e di sostanze come cianuro e mercurio per la separazione del minerale dallo scarto.
  • Limita al minimo l’impatto sull’equilibrio idrogeologico dell’area circostante e le aziende che si occupano di estrazione si impegnano a favorire la bonifica e la ricostruzione dell’ambiente naturale.
  • Per la produzione di oro etico è necessario che le condizioni di lavoro rispettino degli standard di sicurezza, senza l’impiego di lavoratori minorenni o donne in lavori particolarmente pesanti e pericolosi, i turni di lavoro devono essere definiti ed equi.
  • Vengono preferite miniere gestite da cooperative di minatori che possano partecipare agli utili o miniere che mettano in campo operazioni che migliorino la vita delle comunità locali con la costruzione di scuole, ospedali e infrastrutture.

Anche Orovilla ha fatto questa scelta diversi anni fa, quando a molti poteva sembrare rischiosa sul breve periodo, ma che invece ci ha permesso di lavorare con etica, mantenendo un’estrema chiarezza con i nostri clienti e consulenti. Abbiamo fatto la scelta giusta.

Orovilla è infatti fin dal 2012 membro RJC, Responsible Jewellery Council, un’organizzazione no profit che certifica più di 850 compagnie della filiera produttiva dell’oro nel processo dall’estrazione alla vendita al dettaglio.

RJC impegna i membri nel rispetto di un codice etico molto dettagliato. Diritti umani, diritti dei lavoratori, impatto ambientale, comunicazione chiara sono solo alcuni dei temi affrontati da RJC.

La preziosità dell’oro non può prescindere dal rispetto. Fare parte di RJC da ormai più di 8 anni è per noi un grande onore e il simbolo del nostro impegno quotidiano per garantire ai nostri figli un futuro migliore, sia economicamente che umanamente.

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Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci! I nostri consulenti sono sempre a vostra disposizione via e-mail (orovilla@orovilla.com) oppure telefonicamente al numero 02-8853215.

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ORONews rubrica economica di Orovilla